Raccolta di racconti erotici per adulti e storie porno vere in italiano da leggere online scritte da varie autrici e autori

Una storia folle

Si può dire che la mia vita sia ‘quasi’ felice, mio marito ed io abbiamo due
ottimi posti di lavoro con buone prospettive di carriera, entrambi proveniamo da
famiglie benestanti, non c’è un mutuo da pagare ma una bella casa in cui vivere
insieme.
Il ‘quasi’ è dovuto alla nostra vita sessuale.
Non nascondo che prima di salire all’altare ho avute le mie brave esperienze più
o meno folli, compresi alcuni rapporti lesbo e la ‘partecipazione’ a piccole
orge, ma in fondo non penso d’esser mai stata molto più disinibita delle mie
amiche. Ricordo in particolare la mia storia con Bruno, un simpatico bastardo
con cui sono stata per breve tempo, ma che in meno d’un mese mi ha fatto
scoprire quanto possa essere vogliosa di sesso. Certo il suo gran cazzo è stato
il miglior stimolo a rimanere con lui, diciamo anche che con Bruno non si è mai
parlato di sveltine, ma solo di lunghe scopate che mi hanno sempre lasciata
distrutta.
Poi è arrivato Fabrizio, il mio attuale marito, del quale mi sono innamorata al
primo sguardo. Non solo è bellissimo, con tratti fini a volte quasi femminili,
ma ha un fascino innato che non può non colpire una donna di una certa classe.
La prima volta che abbiamo fatto l’amore ero un po’ tesa’, non volevo
‘scoprirmi’ subito, ma una volta nudi è arrivata una certa delusione. Perché
Fabrizio non è certo un gran maschio da quel punto di vista, insomma ha un pene
al di sotto del ‘minimo sindacale’ e che, oltre tutto, non resta in ‘piedi’
neanche a lungo. Certo ad usare la bocca è fantastico, ma io ho sempre visto
quella cosa come un antipasto a portate ben più succulente.
Comunque ci siamo sposati ugualmente col classico matrimonio, sogno d’ogni
donna, con abito bianco e contorno di amici e parenti in festa, per poi partire
per un bellissimo viaggio di nozze ai Caraibi dove il sesso è stato l’unico
nostro pensiero. A dire il vero la mia mente vagava anche altrove, soprattutto
nei rigonfiamenti di alcuni locali, ma in quelle due settimane ho ceduto solo un
momento, in bagno, durante il quale mi sono masturbata ripensando a Bruno e alle
furibonde cavalcate che facevamo insieme.
Ma il destino avrebbe bussato un paio di mesi dopo il nostro ritorno a casa.
Ero dovuta uscire dall’ufficio per consegnare di persona una documentazione
quando incrociai mia cognata Silvana abbracciata teneramente ad un uomo. Solo
che quella persona non era suo marito Stefano, ma un perfetto sconosciuto.
Quello che mi colpì fu l’intimità che c’era fra loro due, lui le cingeva la
vita con un braccio mentre lei sembrava quasi strusciarsi addosso al suo
accompagnatore. Quando mi vide ebbe un momento d’esitazione, ma fu giusto un
attimo, prima di congedare quell’uomo e venirmi incontro come se non fosse
successo niente.
“Giulia, la mia cara cognatina, fresca sposa, come mai da queste parti?”
“Ho dovuto fare una commissione e spero di non averti come dire …disturbata.”
“No figurati ci stavamo salutando, dai sediamoci a bere qualcosa, penso di
doverti almeno una spiegazione.”
Mi ritrovai seduta ad un bar con davanti un succo di frutta e molta curiosità di
sentire le sue motivazioni per quello che era palesemente un tradimento.
“Senti Giulia parliamoci da donna a donna, i nostri mariti sono due bravissime
persone, ma non sono certo due stalloni, ed è inutile che cerchi di difendere
Fabrizio perché l’ho visto in costume e quindi so cosa dico. Io amo Stefano,
però non riesce a farmi godere come voglio o, se preferisci, com’ero abituata
prima di conoscerlo, insomma ogni tanto ho bisogno di un bel cazzo.”
“E lui lo sa ?” le chiesi chiaramente incuriosita e per nulla sconvolta dalla
rivelazione.
“Si, anche perché non è tanto stupido da non capire quello che vale a letto.
Anzi ultimamente gode nel vedermi scopare con un altro, diciamo che è cornuto e
contento!”
Finì la frase con un sorriso preparando la domanda che più temevo.
“E tu cara Giulia quand’è che la finirai di fare la santarellina, tanto lo so
cosa facevi prima di conoscere Fabrizio …”
“Ma che dici, io …”
“Tu giravi con quella gran troia di Bettina. E sei stata anche con Bruno non
credere che non lo sappia ! Certo quello si che sa far godere una donna, con
quel cazzone che si ritrova …”
“Ma perché lo conosci ?”
“Certo che si ! Solo che adesso ha il ‘brutto vizio’ di chiamare qualche suo
amico e finisce che ti spaccano tutti e due.”
‘Non solo adesso’ pensai fra me, ‘quel vizio l’ha sempre avuto’ ricordando
quando mi portò in casa di uno sconosciuto per scoparmi con quell’uomo.
“Silvana vedi io amo Fabrizio e non so quanto sia giusto farmi un’amante a sua
insaputa, anche se detto fra noi ogni tanto mi chiudo in bagno lasciando che la
mia fantasia mi riporti a certi momenti che puoi immaginare.”
“Ma dai come fa ad essere geloso con quel cazzetto ! E poi qui non si parla
mica di farsi un’amante fisso, solo di concedersi qualche distrazione ogni tanto
!”
Continuammo a parlare per almeno un’ora, poi dovetti tornare in ufficio e quindi
a casa.
Ripensavo a quanto mi aveva detto mia cognata, ma non sapevo come iniziare il
discorso con Fabrizio, di certo non potevo dirgli ‘scusa ti piacerebbe se mi
faccio scopare da qualcuno’.
Ma una sera, dopo il nostro solito insoddisfacente rapporto, mi feci coraggio,
così decisi di prenderla un po’ alla lontana per sondare il terreno.
“Fabry ma tu sei geloso ?”
“No ho troppa fiducia in te per esserlo.”
“Ma mettiamo il caso tu mi scoprissi con un altro, ecco che faresti ?”
Lui rimase a lungo in silenzio facendomi temere d’essermi spinta troppo il la,
ma quando aprì bocca fu una liberazione per entrambi.
“Amore vederti godere con un altro mi piacerebbe moltissimo, ma dev’essere un
vero maschio dotato di un gran cazzo. Conosco i miei limiti e quindi non potrei
che essere felice per te del tuo piacere.”
Ero già senza parole, ma come se ciò non bastasse Fabrizio mi prese un piede e
cominciò a baciarlo, ed in quel momento capii quanto fosse sottomesso al mio
piacere.
“Si succhiami le dita cazzetto !” gli urlai in faccia “Non sai quanto possa
essere porca con un vero maschio ! Ti dirò di più.” continuai mentre la mia mano
correva sulla fica umida “Voglio che tu mi veda con più uomini insieme che mi
usano come la peggiore delle puttane, sfondandomi ogni buco mentre tu ti fai dei
seghini. Oh si già li vedo, grandi cazzi disponibili a soddisfare le mie voglie
di porca ….per poi riempirti la faccia di sborra calda o fartela leccare dalla
mia fica o dal culo.”
Mentre vagheggiavo lui venne più volte ed io finii col ficcarmi quattro dita
dentro per avere un orgasmo degno di tale nome.
Ci addormentammo abbracciati e felici, ed il giorno dopo aspettai con
trepidazione la pausa pranzo per chiamare mia cognata. Durante quella telefonata
riuscii a stento a trattenere la mia emozione, con Silvana che m’incalzava
sempre più chiedendomi ogni minimo particolare. Alla fine lei mi chiese cosa
volessi fare e, davanti alle mie titubanze, mi fece un’interessante proposta.
“Sentimi bene.” mi disse con voce calma e pacata “Puoi fare due cose, la prima è
quasi scontata, ti cerchi un bel toro da monta che ti scopi come Dio comanda, ma
non penso sia la soluzione migliore anche se interessante.”
“E la seconda ?” le chiesi senza riuscire a trattenere la curiosità.
“Decidi di partire alla grande, a volte con Stefano andiamo in una villa dove i
veri maschi non mancano. La dirigono due donne che chiedono cieca obbedienza ai
loro ordini, ma ti garantisco che non c’è alcun sadismo ma solo tanto sesso !”
“Dai dimmi di più !” l’incalzai avendo capito subito che quella proposta era
quello che cercavo dopo tanta astinenza.
“Che devo dirti, li vieni trattata come una vera puttana, insomma se uno ti
vuole sfondare il culo lo fa senza chiederti il permesso.”
“E tuo marito ?”
“Lasciamo perdere che è meglio ! E poi mica ti posso svelare tutto !”
“Silvana ti amo ! Quando ci andiamo ?”
“Calmati porcellina. Dammi il tempo di fare qualche telefonata, ma stai
tranquilla, prima della fine della pausa saprai tutto.”
Non riuscii quasi a mangiare in preda all’ansia per l’attesa della sua chiamata
che arrivò poco prima delle due.
“E’ tutto a posto per sabato sera, passiamo noi a prendervi alle nove. Mi
raccomando vestiti in maniera normale, un consiglio fatti un bel clistere prima,
li l’igiene è molto importante.”
La tranquillizzai, ma già la mia mente veleggiava a tutta velocità verso quella
serata. La sera a casa annunciai a Fabrizio quello che avevo organizzato con
Silvana e lui ne fu felicissimo.
“Che ne diresti di festeggiare ?” mi disse poi con tono malizioso.
“Certo puoi leccarmi i piedi !”
“Ma come ? Non mi dirai che …”
“Hai capito benissimo ! Tu stesso hai ammesso di non valere nulla, quindi d’ora
in poi niente sesso a meno che non sia spinta da pietà. E la settimana prossima
farò un po’ di shopping in un sexy-shop, voglio prendermi dei giochino decenti,
così almeno potrò godere quando siamo soli.”
“Ti amo !”
“Anch’io futuro cornutello e non sai quanto, adesso però a letto che ho sonno.”
I giorni passarono molto lentamente, ma finalmente arrivò sabato. Passai tutto
il giorno a curare il mio corpo, mi depilai le gambe e diedi una sfoltita ai
peli pubici, poi un lungo bagno rilassante. Passai quindi a farmi manicure e
pedicure quindi, con l’aiuto di mio marito, feci un paio di clisteri seguiti da
una doccia corroborante. Infine mi vestii con molta calma scegliendo un intimo
nero di pizzo, autoreggenti in tinta, una camicetta bianca con un tailleur scuro
ed un paio di decolté con dieci centimetri di tacco.
Silvana e Stefano arrivarono puntuali e lei fece salire Fabrizio davanti per
sistemarsi dietro con me.
“Allora Giulia come ti senti.” mi chiese lei appena fummo in viaggio.
“Un po’ tesa ma soprattutto eccitata.” le risposo prontamente.
“A questo c’è rimedio.” mi disse dandomi un bacio sulle labbra.
“Ma …allora tu, sei …”
Non ebbi il tempo di finire la frase che mi ritrovai la sua lingua contro la mia
in quello che fu un lungo bacio pieno di passione.
“E da quanto ti ho conosciuta che desidero metterti la lingua in bocca.” mi
disse mentre riprendevamo un po’ di fiato “E non solo li …”
Cominciammo a baciarci con sempre maggior foga, mentre la sua mano risaliva
lentamente lungo la mia coscia fino ad arrivare alle mutandine già bagnate. La
sa lingua scivolò sul collo e le sue dita dentro la mia fica ormai aperta e che
non attendeva d’altro.
“Guarda come faccio godere tua moglie cornuto !” disse Silvana rivolgendosi a
mio marito, che in quel momento si era girato a guardarci “E questo è ancora
niente, fra un po’ la vedrai riempita di cazzi come merita una vera donna.”
Poi mi spinse contro la portiera allargandomi le gambe per tuffarsi con il viso
sul mio sesso. Mi dava lunghe leccate alternate a brevi ma intesi ditalini
facendomi impazzire dal piacere fino a portarmi all’orgasmo che succhiò con
avidità.
Volevo renderle il ‘favore’ quando Stefano mi disse che eravamo quasi arrivati,
così mi ricomposi appena prima d’entrare in un piccolo viale che conduceva ad
una villa. Stefano si fermò sul piazzale e quasi immediatamente uscirono due
bellissime donne. Una era d’origine asiatica, coperta da un lungo vestito da
sera che prese in consegna e condusse i miei cognati all’interno della casa.
L’altra era alta e nera, vestita con un completo giacca e pantaloni che però non
nascondeva le forme sinuose.
“Tu sei l’aspirante puttana ?” mi chiese decisa.
“Si sono io e lui è mio marito.”
“Vieni qui, sotto la luce, e tu cornuto rimani dove sei.” ci ordinò prima di
urlare verso la porta “Paul vieni qui.”
Immediatamente si presentò un uomo, dal fisico possente, con una cesta in mano
che poggiò vicino ai miei piedi.
“Ritroverete i vostri abiti in macchina.” ci disse la donna prima d’ordinare a
Paul di spogliarmi. Lui lo fece con estrema calma, palpando oscenamente ogni
parte del mio corpo man mano che venivo denudata. Mentre le sue mani erano sul
mio seno spinsi un po’ indietro il sedere contro di lui, sentendo un pacco di
notevoli dimensioni, ma fui subito fermata dalla donna.
“Sei proprio una cagna in calore !” mi disse stringendomi un capezzolo.
Quando fui nuda Paul mi consegnò gli indumenti che avrei dovuto indossare, a
dire il vero non fu ‘molto’, un paio di autoreggenti nere a rete larga, un
bustino in pelle che mi copriva la sola pancia, ma che slanciava verso l’alto il
petto, ed un minuscolo perizoma a filo che la donna sistemò per bene fra le mie
labbra intime.
“Paul sistema il cornuto” disse infine mentre chiudeva sul mio collo un piccolo
collare con attaccato un guinzaglio per il quale mi portò dentro la villa.
Arrivammo subito in una stanza molto grande, sui cui muri erano allineati
diversi specchi, piena di poltrone e divani, con un grosso tavolo centrale. Lei
mi portò davanti ad uno specchio chiedendomi cosa vedessi riflessa.
“Una gran troia !” le risposi.
“Silvana mi ha detto tutto di te e sono felice che tu sia qui, poiché è il tuo
‘debutto’ eseguirai ogni mio ordine senza poter dire nulla o ti butterò fuori
insieme a quel frocio che hai sposato. Hai domande da fare ?”
“No, anzi si, hai un nome ?”
“Claudia, ora siediti qui che ti preparo.”
Mi accomodai su una poltroncina dove lei mi legò i polsi ai braccioli in modo
blando, ma ben sapevo che non avrei dovuto sciogliere quei nodi. Poco dopo entrò
Silvana stupendomi per la sua mise. Le avevano fatto indossare una guepiere
rossa che a malapena le copriva i capezzoli con attaccate delle calze nere molto
velate ed ai piedi portava dei sandali a schiava con un tacco stratosferico.
“Ecco la maestra di tutte le troie !” esclamò Claudia vedendola accompagnata
all’altra donna che poi seppi si chiamasse Eloise “Ora facciamo entrare i
cornutoni.”
Da una porta entrò Paul con dietro Stefano e Fabrizio e non riuscii a trattenere
un sorriso. Entrambi portavano perizomi, calze e scarpe col tacco neri, ed il
loro camminare era decisamente comico non essendo abituati a calzature del
genere.
“Fai entrare i primi tre.” disse Claudia rivolgendosi all’altra donna.
Come i primi tre ? Ma quanti uomini c’erano in quella casa ? Dove mi aveva
portata mia cognata ?
L’unica risposta alle mie domande venne dai tre membri ancora un po’ flosci che
mi ritrovai davanti alla faccia. Senza dire nulla uno mi spinse la sua mazza in
bocca mentre un altro mi palpava le tette, così cominciai a succhiare un cazzo
dopo l’altro cercando di dare il meglio di me. Mi scopavano in bocca senza alcun
riguardo coprendomi d’insulti d’ogni genere senza dimenticarsi di Silvana che
era sdraiata li vicino.
“Succhiaci bene i cazzi puttana, che quella troia li vuole belli duri ! Sembri
nata col cazzo in bocca pompinara !” erano solo alcune delle cose che mi
dicevano mentre sembrava quasi che litigassero per le mie labbra.
Poi si gettarono su mia cognata come degli animali, uno si sedette facendola
impalare e subito dopo un altro la inculò mentre il terzo glielo metteva in
bocca.
“Tre buchi tre cazzi !” disse uno di loro ridacchiando “Ecco farcita la puttana
ah ah.”
In effetti la stavano trattando come una comune prostituta, anzi forse peggio
visto che non gl’importava nulla di lei. Però era anche evidente che Silvana
stava godendo e non poco.
“Sii scopatemi tutta ! Fatemi sentire i vostri cazzi, i vostri bei cazzi di
maschi veri ! Sfondatemi fica e culo non voglio altro.”
Stefano nel frattempo s’era avvicinato e si stava masturbando il cazzetto, forse
ancora più piccolo di quello del fratello, facendosi insultare da quegli uomini
eccitati ogni oltre maniera.
“Guardalo sto frocio ! Ma dove vai con quel pistolino ! Ci credo che hai la
moglie puttana, chissà quanti arretrati ha addosso !”
I miei occhi guardavano mia cognata in mezzo a quegli stalloni, ma la mia mente
vedeva me al suo posto e la voglia s’impossessò di me. Se ne accorse Claudia che
si mise alle mie spalle cominciando a stuzzicarmi la passera con lievi carezze
che mi fecero quasi uscire del tutto di testa. Stavo quasi pensando di slegarmi
quando i tre uomini tornarono vicino a me masturbandosi i cazzi ben vicino al
mio volto.
“Ora ti laviamo la faccia come merita una cagna come te.” mi disse uno di loro
prima di schizzarmi in faccia il suo sperma seguito subito dopo dagli altri due.
Mi ritrovai così col viso ricoperto della loro calda sborra che cercai di
leccare prima che Eloise portasse davanti a me Fabrizio.
“Pulisci la troia frocio !” gli ordinò bruscamente.
Lui, con mio grande stupore, tirò fuori la lingua e cominciò a leccarmi la
faccia, passando ogni tanto vicino alle mie labbra per fare in modo che anche io
gustassi quel dolce sapore di maschio. Ci concessero un lungo bacio dopo che lui
ebbe finito, per poi essere condotti verso un’altra stanza da Claudia.
“E loro due ?” chiesi pensando ai miei cognati.
“C’è un bel gruppo che li vuole ! Non so davvero se sia più puttana lei o lui ah
ah.”
Ma allora se i due fratelli erano così simili avevo sposato un gay ?
Già era chiaro che aveva avuto dei rapporti orali, ma adesso pensavo che non si
fosse spinto solo a quelli.
La stanza dove entrammo era più piccola della prima, ma per il resto aveva lo
stesso tipo d’arredamento. Quella che notai fu però la presenza di due uomini
che non erano certo una bellezza, sui cinquanta con un po’ di pancia, uno era
anche quasi totalmente pelato, ma entrambi con vestiti di buona fattura.
“E’ questa la puttana da culo che ci hai promesso ?” chiese il pelato a Claudia.
“Si e questo è il finocchio che è con lei.” rispose Claudia spingendo dentro
Fabrizio.
“Lui non c’interessa tienilo pure per te.” disse l’altro uomo rivolgendosi a lei
“Tu invece bella gnocca vieni qui fra noi che ci vogliamo divertire.”
Mi diressi da loro con passo deciso per mettermi in mezzo con le braccia sulle
loro spalle e le gambe un po’ aperte. Le loro mani furono subito su di me, le
sentivo stringermi un seno o un gluteo o all’interno delle gambe. Provai il
sottile piacere di sentirmi desiderata da quegli sconosciuti che ben sapevano
come eccitare una donna casomai ce ne fosse ancora bisogno.
“Dai bellezza abbassati e tirami fuori il cazzo prima che esploda.” mi disse il
pelato.
“Ti dispiace se mi siedo.” gli risposi maliziosa “Certi giochini mi riescono
meglio se sono comoda.”
“Certo però mi devi leccare anche le palle !”
Andai a sedermi su un sofà tenendo ben aperte le gambe, volevo che anche
Fabrizio godesse di quei momenti. Ma quando lo vidi ai piedi di Claudia che gli
aveva messo un tacco in bocca da succhiare e premeva l’altro sul suo cazzetto
compresi quanto fosse un sottomesso in tutti i sensi, e mi lasciai trasportare
dalla più sfrenata lussuria. Slacciai i pantaloni di chi stava a destra per poi
fargli scendere gli slip tirandoli in giù coi denti e liberando una cazzo niente
male. Poi lo presi col palmo della mano per tirarlo su e avere campo libero coi
suoi testicoli che leccai lentamente, partendo quasi dall’ano per poi mettermi
in bocca un coglione che succhiai quasi tirandolo. Riservai lo stesso
trattamento anche all’altra palla mentre l’altro uomo si abbassò per toccarmi in
mezzo alle gambe.
“Non sai quant’è bagnata sta zozza !” disse poco dopo.
“E come succhia bene, me pare na fata.”
“Allora occupati anche di me.” mi ordinò dopo essersi liberato l’uccello.
Anche il suo era decisamente grande, e non feci in tempo a fare qualche
preliminare che lui me lo spinse tutto in bocca facendomi quasi vomitare.
“Succhia bella ! Fammi sentire la tua bella lingua prima che ti sfondi il culo.”
Mi teneva ferma la testa con le mani mentre mi scopava in bocca di gran carriera
da vero toro. Nonostante mi sentissi umiliata stavo godendo, era come se il
sentirmi usata come una puttana davanti a mio marito mi desse la forza d’andare
sempre più avanti. Quando mi diede un preservativo glielo misi usando la bocca
anche per cercare di bagnarlo il più possibile sapendo che di certo non avrebbe
avuto alcun riguardo nell’incularmi. Infatti mi fece alzare per mettermi alla
pecorina su un divano, e mentre l’altro si faceva spompinare prima sputò sul mio
buchetto, poi mi prese da vero animale. Mi allargò l’ano coi pollici per poi
dare una poderosa spinta che fece entrare metà di quella mazza nel mio culo da
tempo non più abituato a simili cannoni.
“Ma guarda un po’ che non c’ha manco il culo sfondato ! Certo che se se la scopa
quel frocione !”
Con un altro colpo mi sodomizzò del tutto facendomi gemere di dolore, ma come
cominciò a scoparmi iniziai a godere e, nonostante il gran male, lo incitavo a
sbattermi con sempre più forza.
“Dai porco rompimi se ne sei capace ! Fai vedere a quel cornuto come si fa
godere una donna !”
“Tu non sei una donna sei una troia !” mi urlò dandomi dei sonori ceffoni sul
culo.
Ma ormai era troppo eccitato per durare ancora a lungo e lo capì, così cambiò
posizione con l’altro uomo che non fu certo più gentile. Dopo avermi infilato il
suo cazzone dentro senza pensarci troppo su, cominciò anche lui a sculacciarmi
con una mano mentre con l’altra mi tirava a se usando il collare.
“Quant’è che non ti facevi una bella scopata eh bella signora.”
“Troppo !” gli risposi quasi sorridendo.
“E allora goditi sto gran cazzo che poi ti tocca il moscietto ah ah.”
Mentre il primo uomo alla fine si era sfilato il preservativo e mi aveva
sborrato in bocca, lui quando sentì che stava per venire iniziò a tirare del
tutto fuori il cazzo per poi rimetterlo dentro tutto in una volta. Quel
trattamento mi fece impazzire di piacere ed ebbi un orgasmo tanto violento che
lui fece fatica a tenermi un minimo ferma. Era come se la ‘reale astinenza’ di
mesi esplodesse tutta insieme lasciandomi poi a terra senza fiato.
Non mi accorsi che quei due uomini se n’erano andati lasciandomi con Claudia e
Fabrizio finché lei non venne a prendermi per il guinzaglio portandomi fuori da
quella stanza. Ero sconvolta e non per il rapporto appena avuto, ma per la
consapevolezza che in me stava uscendo una natura che neppure io conoscevo e la
serata era tutto tranne che terminata.
Claudia ci portò in un locale verso l’esterno della casa decisamente diverso
rispetto a quelli dove eravamo stati prima. C’era solo un muro e per il resto
era chiuso da delle vetrate, una specie di serra, illuminato dall’alto da alcuni
grossi faretti che puntavano tutti al centro. E proprio dal centro del soffitto
pendevano due cinghie di cuoio alle quali legò ben stretti i miei polsi.
“Vediamo un po’ a cosa può servire questa nullità.” disse Claudia provocando mio
marito “Inginocchiati ai piedi della tua donna e leccagliene uno, adesso !”
Fabrizio mi tolse la scarpa per poi far sparire più dita possibile nella sua
bocca, succhiandolo come prima avevo fatto io con tutti quei cazzi che m’erano
arrivati davanti alla faccia.
Claudia nel frattempo aveva preso un frustino che cominciò a farmi passare sulla
fica, non mi faceva alcun male, ma mi eccitava oltre ogni maniera. Poi iniziò a
baciarmi dietro l’orecchio e la sua lingua si faceva ben sentire sul lobo mentre
mi diceva parole non certo da educanda.
“Lo so che vorresti solo un bel cazzone dentro la fica, anzi forse ne
prenderesti anche due insieme tanto sei porca. Solo che prima voglio farti
rendere conto che razza di nullità è tuo marito, un omuncolo buono solo di bocca
e forse di culo.”
“Sii Claudia, fammi godere tu e umiliamo questo buono a nulla.” le sussurrai ma
facendo in modo che anche lui m’udisse.
“T’accontento subito.” mi disse prima di rivolgersi a Fabrizio “Tu mettiti il
cazzetto sopra il suo piede e fatti una sega, subito !”
Il cornuto fu ben felice di godere, venne immediatamente ricoprendo la mia
estremità col suo sperma.
“Ma guarda quest’impotente !” esclamò Claudia “Come se lo prende in mano viene
subito ! Ora pulisci tutto con la lingua.”
“Si signora.” le rispose.
Erano le prime parole che diceva da quando eravamo entrati in quella casa, ma
soprattutto le pronunciò come si ci rivolge ad un’autorità, e questo mi
impressiono un po’. Ma se fu piacevole vederlo leccarmi il piede sporco lo fu
molto di più quando Claudia s’abbassò fra le mie gambe e cominciò un lungo gioco
di dita e frustino sulla mia fica. La colpiva con la paletta del frustino prima
d’infilarci dentro un numero sempre crescente di dita, fino a quando non me ne
ritrovai quattro dentro. Poi avvicinò il viso per darmi una lunga leccata dal
buchetto fino all’inizio dello spacco.
“Sii … ti prego fammi godere !”
Claudia mi leccò di nuovo nella stessa maniera prima d’alzarsi e portare la sua
bocca a poche dita dalla mia.
“Giulia dimmi cosa vuoi.” mi disse mentre mi sfiorava la passera con le dita.
“Voglio godere, ti supplico fammi venire.”
“No tu vuoi altro.” m’incalzo mentre due dita m’entravano dentro.
“Voglio un cazzo ! Voglio un cazzo duro e grosso che mi scopi fino a farmi
impazzire !”
“Ora ci siamo.” mi disse dandomi un bacio “Ma non penso che uno ti basti.”
continuò mentre si allontanava per aprire una porta della vetrata.
Entrarono tre uomini già nudi, uno era un po’ in carne con un cazzo nella media,
il secondo era di colore con un attrezzo decisamente maggiore. Ma quello che mi
colpì fu il terzo, era magrissimo, bruttino e con gli occhiali, ma con una
bastone mai visto prima, che gli arrivava quasi al ginocchio pur non essendo
duro.
“Loro sono Gianni, Alì e Bernardo, uno degli uomini più richiesti dal ‘mercato’
nonostante il suo fisico.” mi disse Claudia mentre mi slegava “Hanno un solo
desiderio, fotterti !”
Appena fui libera i tre uomini mi circondarono per toccarmi ovunque, le loro
mani erano calde e bramose del mio corpo, che gli offrii mentre toccavo i loro
cazzi. Gianni era il più loquace e mi riempì di ‘complimenti’.
“Ma guarda che bella puttana c’ha trovata Claudia ! Stasera ti farciamo di cazzo
! Ti facciamo tornare a casa con le gambe aperte !”
Poi mi prese la testa con le mani spingendomela in basso, m’abbassai
ritrovandomi davanti il suo pene già duro e cominciai a succhiarlo. Aveva un
odore molto forte, ma non paragonabile a quello di Alì che assaporai quasi con
ingordigia quanto me lo ritrovai fra le labbra.
“Succhiami il cazzo troia !” mi disse l’africano mentre me lo spingeva fino alla
radice facendomi quasi soffocare “Che cazzi così non ne prenderai tanti.”
Lui e Gianni sembrava quasi si contendessero la mia bocca spingendola contro i
loro sessi, finché il secondo non si mise dietro di me e, dopo essersi messo un
preservativo, me lo sbattè dentro tutto in un colpo. Ebbi subito un orgasmo che
mi bloccò tanta era la voglia d’essere scopata, non sentivo quasi quello di Alì
che mi riempiva la bocca, ne il muoversi dell’uomo che m’aveva presa. Ero in
estasi godendo di quei due cazzi che mi sbattevano su e giù. Ma anche Alì voleva
la sua parte nonostante Gianni non avesse nessuna intenzione di mollarmi. Così
feci sdraiare quello più grasso per impalarmi subito dopo, invitando in nero a
fottermi. Ma Alì fece una cosa che non aspettavo, mi alzò, facendo uscire metà
del pene di Gianni, per far entrare nella mia figa anche il suo, per poi
spingermi in basso sfondandomi del tutto.
“Sii due cazzi insieme !” urlai in preda al delirio “Fottetemi insieme non
voglio altro.”
“Sei proprio una vacca da monta ! Due cazzi nella fica ! E non le bastano” mi
disse Bernardo avvicinandosi.
Teneva la base del suo cazzone con una mano, ma quello che ne usciva era già
notevole, cercai di aprire al massimo la bocca, ma feci una gran fatica ad
accogliere solo quella gigantesca cappella. Quando me la spinse dentro mi sembrò
di soffocare, ma cercai di bagnarla il più possibile e così mi ritrovai fra le
labbra anche metà bastone.
“Lecca bene che prima ti scopo e poi ti rompo il culo !”
Non era certo facile dargli retta con gli altri due che mi sbattevano senza
sosta facendo avere orgasmi in continuazione. Certo pensare che presto m’avrebbe
presa lui mi lasciava una certa inquietudine, soprattutto sapere che m’avrebbe
sodomizzata e che non sarebbe certo stato indolore.
“Ora tocca a me !” esclamò Bernardo e come Alì si tolse mi ordinò di mettermi a
pecora ‘l’unica posizione in cui deve stare una cagna come te’.
Mi misi carponi sfilandomi da Gianni, il quale con Alì incitava l’amico a
sfondarmi senza alcuna pietà in faccia al ‘cornuto senza cazzo’. Cercai di
aprirmi la passera al massimo, ma nonostante la dimensione mi prese con una
certa facilità visto che li sotto ero un vero e proprio lago. Però farlo entrare
tutto non fu certo semplice, Bernardo spingeva avanti e indietro con forza
mentre io gemevo di quel misto di dolore e piacere che mi riempiva la testa e
non solo quella.
Alla fine sentii le sue palle sbattermi contro, era tutto dentro ed ebbi
l’ennesimo orgasmo. Lui cominciò a muoversi con più disinvoltura mentre gli
altri due m’offrivano i loro cazzi da succhiare. Con la bocca piena non riuscivo
neanche a gemere ma era evidente quando godessi. Quando m’accorsi che stava
facendo cadere della saliva sul mio buchetto però ebbi paura, quella sera ero
già stata inculata ma da cazzi ben più piccoli, però non ebbi modo di negargli
la porta posteriore. Come se fossero già d’accordo Gianni ed Alì si fecero da
parte cominciando a masturbarsi davanti a me, Bernardo uscì dalla mia fica per
puntare decisamente la cappella sul mio ano. Nonostante il preservativo fosse
bagnato da tutti i miei umori fece fatica a farsi largo in quella rosa di carne
così poco abituata a simili trattamenti. Ma non si perse d’animo e, a furia di
provarci, riuscì a farla entrare mentre urlavo dal dolore.
“Ahh mi spacchi in due.”
“E non è quello che vuoi.” mi urlò “Avere il culo rotto da un cazzo come il
mio.”
“Si ma fai piano, voglio godere anch’io.”
“Claudia porta qui il cornuto che almeno serva a qualcosa.” disse poi
rivolgendosi alla padrona di casa che spinse mio marito verso di noi.
Fabrizio mi allargò le chiappe e cominciò a sputare contro il cazzo del mio
occasionale amante.
“Bravo cornuto, vedo hai capito quello che devi fare, guarda come riempio tua
moglie !”
Bernardo mi strinse i fianchi con più forza mentre faceva entrare quel pezzo di
carne in me facendomi sentire ancora più sua. Avevo il culo in fiamme ma ero
felice, felice d’essere trattata come una comune prostituta davanti a mio marito
che di certo godeva anche lui, felice d’aver scoperto quanto fossi porca, felice
d’essere posseduta da un uomo del genere.
Non m’accorsi quasi che gli altri due mi stavano sborrando in faccia proprio
quando Bernardo aveva finito di penetrarmi. E non mi resi subito conto che
Claudia mi stava scopando la fica con un dildo, sputandomi in faccia e dandomi
della puttana senza limiti. Bernardo mi inculò per non so quanto tempo facendomi
avere altri orgasmi, poi quando si rese conto che stava venendo, si tolse da
dietro di me e buttò via il preservativo per sborrarmi sul culo. Non so quanto
sperma colpì le mie natiche, di certo lo seppe Fabrizio che fu costretto a
leccarlo tutto oltre a quello che avevo in faccia.
Tutti e tre si fecero ripulire gli attrezzi da me che ne fui ben lieta, prima di
salutarci uscendo da dove erano entrati e lasciandomi sola con Claudia e
Fabrizio. Credevo che tutto fosse finito quando lei mi prese come al solito per
il guinzaglio per riportarmi dentro, costringendo Fabrizio a seguirci a quattro
zampe. Entrammo in un bagno al centro del quale c’era una grande vasca
circolare, Claudia ordinò a mio marito di sdraiarsi in mezzo mentre si toglieva
i pantaloni ed un piccolo perizoma. Poi mi tirò con se dentro la vasca dove si
mise sopra il cornuto.
“Tu becco leccami il culo e tu troia la fica !” ci ordinò repentina.
Tutti e due eseguimmo ciò che ci veniva chiesto e Claudia ebbe subito un
orgasmo, poi mi tirò su e ci baciammo mentre la mia mano arrivava al suo sesso.
La masturbai senza staccarmi dalle sue labbra fino a quando non venne di nuovo
poi, all’improvviso, cominciò a pisciare sulla faccia di Fabrizio che non si
mosse di un millimetro.
“Sei proprio un cesso ! Bevi tutto stronzo ! E tu pisciagli su quel ridicolo
cazzetto che si ritrova.”
“Si eccoti il mio piscio cornuto.” dissi mentre mi svuotavo colpendo in pieno il
suo pene.
Una volta finito Claudia mi portò fuori mentre a Fabrizio fu concessa una breve
doccia, ma quando arrivò da noi ebbi una sorpresa inaspettata. Lei prese una
busta e me la porse, quando l’aprii vidi che dentro c’erano dei soldi e chiesi
una spiegazione.
“Gli uomini con cui sei stata hanno pagato per te e questa è la tua parte.”
“Ma io non sono una puttana !”
“Questo fa parte del gioco, se non li vuoi dalli in beneficenza non è affar
mio.” mi spiegò con calma “E visto che ci sono ti voglio fare un regalo, ma devi
aspettare cinque minuti.”
Dopo qualche minuto arrivarono i miei cognati visibilmente segnati, accompagnati
da Eloise. Anche Silvana aveva la stessa busta in mano e poco dopo Claudia mi
diede un dischetto dicendomi di guardarlo a casa con tutta calma. Ci salutammo
dopo aver lasciato i nostri ‘vestiti’ per ritrovare nella macchina quelli coi
quali eravamo arrivati. Nessuno parlò ne mentre ci rivestiamo ne mentre
tornavamo a casa, Stefano ci lasciò sotto il portone ed io e Fabrizio salimmo
velocemente nel nostro appartamento.
Solo una volta in camera da letto lui cercò di rompere quel muro di silenzio che
si era creato.
“Allora non dici nulla ?”
“Non so, è stato tutto così veloce. E poi i soldi. Però non posso dire che non
mi sia piaciuto.”
“Nessuno ci obbliga a tornare, dipende solo da te.”
“Lo so, vedremo, ora sono confusa, però voglio vedere cosa c’è in quel
dischetto. Dai mettilo nel lettore.”
“Subito amore mio.” mi disse dandomi un bacio.
Quello che comparve sullo schermo mi lasciò di stucco, Silvana e Stefano erano
in mezzo ad un letto rotondo circondati da numerosi uomini di tutte le razze.
Tutti li presero nelle maniere più disparate, lei arrivò a farsi scopare da due
cazzi nella fica mentre un altro la inculava e ne aveva un quarto in bocca. Lui
più ‘semplicemente’ ne spompinava uno mentre un altro lo fotteva dietro.
“Ecco perché Claudia aveva detto che non sapeva chi era più puttana fra moglie
marito !” esclamai all’improvviso “E tu non dici nulla ?”
“Che vorrei essere al suo posto ?” mi rispose facendomi un piccolo sorriso.
“Ah si ! Allora sai cosa ti dico bel cornuto ? Che ti ci porto per un orecchio !
Solo sarò io, da lunedì, a sfondarti il culo prima che un paio di negri te lo
spacchino del tutto !”
“Giulia ti amo.” mi disse con tutta la dolcezza di cui era capace.
“Anch’io e non m’importa che sei un finocchio, però adesso spegni la luce, sai
com’è sono un po’ stanca.”
Scoppiammo a ridere prima di addormentarci abbracciati come due ragazzini dopo
la loro prima volta.
L’indomani mattina ci svegliammo ancora abbracciati e Fabrizio, dopo aver
preparato la colazione, mi riempì di coccole come se si volesse scusare del suo
comportamento della sera prima. Dopo un po’ però volli chiedergli tutto sul suo
passato, poiché era evidente che la sua passività non era nata il giorno prima.
“E’ cominciato tutto all’università.” cominciò a raccontarmi “Avevo una ragazza,
Sabrina, alla quale tenevo moltissimo pur sapendo di non essere certo un grande
amante. Lei fingeva d’amarmi, ma io non me ne resi conto fino a quando non
scoprii la mia omosessualità. Dividevo un piccolo appartamento con un altro
ragazzo, Aldo, ed un giorno convinto d’essere solo in casa entrai nudo nella
doccia, dove però s’era già lui che si stava asciugando. Inutile che ti dica
quanto mi prese in giro all’inizio, il suo cazzo, pur moscio, era più del
doppio del mio, poi però divenne serio e m’ordinò d’inginocchiarmi per potergli
vedere meglio il membro.
Se da un lato avrei voluto scappare, dall’altro ero attratto da lui, così
m’abbassai e Aldo cominciò a sbattermi in faccia il suo cazzo fino a spingermelo
in bocca dicendomi di fare l’unica cosa di cui ero capace, cioè usare la bocca.
Fu quello il mio primo pompino e fu indimenticabile, lui mi teneva la testa con
le mani dandomi il ritmo fino a che mi riempì la bocca del suo sperma. Dopo mi
fece sedere sul gabinetto e mi masturbai davanti a lui, venendo quasi subito.
Per una settimana non accadde nulla, poi un giorno venne nella mia camera con
Beppe, un suo amico. Mi disse subito di spogliarmi perché l’altro non credeva
l’avessi così piccolo, io cercai d’oppormi a quella umiliazione, ma mi ritrovai
ben presto sdraiato sul letto completamente nudo coi loro cazzi in bocca. Solo
che Aldo non voleva solo un veloce pompino, così mi alzò le gambe mettendosi di
fronte a me. Sapevo benissimo a cosa stavo andando incontro, ma non dissi nulla,
anzi accolsi il suo cazzo nel mio buchetto vergine quasi come una liberazione,
masturbandomi e avendo numerosi orgasmi come mai prima mi era successo.
Qualche giorno dopo avvenne la mia definitiva consacrazione a cornuto finocchio.
Come entrai in casa Aldo mi portò nella sua stanza dove vidi Sabrina che si
stava facendo chiavare da un ragazzo.
Quando lei notò la mia presenza cominciò ad insultarmi per il mio essere poco
uomo, dicendomi che non avrei mai potuto immaginare quante corna m’avesse messo
quando non era con me. Io mi spogliai e quando lui le venne dentro corsi a
ripulire entrambi per poi soddisfare insieme a lei le voglie dei due maschi.
Da allora fino alla fine dell’anno fui umiliato ogni giorno, scoprii che Sabrina
a volte si prostituiva ed io ero un di più alle sue prestazioni, il ragazzo
frocio e sottomesso da far usare ai suoi clienti o dai suoi amanti. A quel punto
scoprii di non amarla più e così me ne andai da quella città per continuare gli
studi in un altro luogo, dove poi ho conosciuto te.”
Quando finì di parlare aveva le lacrime agli occhi, così gli presi la testa e la
portai al petto per accarezzarla in segno d’affetto.
“Stai tranquillo Fabry.” gli dissi quando sentii che si era un po’ calmato “Ti
voglio bene e lo sai e non sarà certo il sesso a rovinare il nostro amore.
Faremo ogni cosa solo se entrambi saremo d’accordo e se tutti e due ne abbiamo
davvero voglia, va bene ?”
“Si amore, però non sai quanto mi senta meglio adesso che ti ho detto tutto.”
“Lo posso immaginare.” gli risposi dandogli un bacio “Però domani andiamo a fare
shopping insieme, voglio comprare tanti giochini da usare insieme.”
Lui si mise a ridere annuendo con la testa e finimmo col passare un bel
pomeriggio coccolandoci a vicenda fino a notte fonda.
Il lunedì mattina chiamai mia cognata per sapere se conosceva qualche sexy-shop
in zona, in modo da poterci andare con mio marito. Lei me ne indicò uno vicino
ad un centro commerciale che, oltre ad essere molto ben fornito, era anche
estremamente discreto come posizione. Come staccai dal lavoro mi recai li vicino
dove avevo dato appuntamento a Fabrizio che, come al solito, era arrivato in
anticipo. Entrammo con addosso un certo imbarazzo ma, per fortuna, non c’era
nessuno se non la proprietaria che ci diede tanti buoni consigli senza farci
spendere una fortuna. Quando uscimmo avevamo entrambi voglia di correre a casa a
fare sesso, ma riuscimmo a darci una calmata e andammo prima a mangiare una
pizza, tanto per non rimanere a stomaco vuoto.
Una volta a casa però non riuscii più a trattenermi, così mi trasformai per la
prima volta nella sua padrona.
“Spogliati qui mentre io mi preparo in camera, ti chiamerò solo quando sarò
pronta e voglio che entri solo con quel piccolo collare che ti ho preso.” gli
dissi, dandogli un piccolo pacchetto che conteneva l’unico indumento che gli
concessi d’indossare.
In verità entrai in camera da letto con le idee non molto chiare, era la prima
volta che mi trovavo in una situazione simile ed avevo paura d’eccedere. Decisi
d’indossare un completino in pelle nera che avevo comprato nel sexy-shop, in
realtà era davvero minuscolo e feci fatica a ‘starci dentro’,ma una volta che mi
guardai allo specchio fui soddisfatta dell’acquisto. Ero estremamente sexy, ma
soprattutto vedermi così arrapante eccitò me stessa oltre ogni misura. Così misi
frettolosamente dei sandali a tacco alto e sistemai lo strap-on, che avevamo
scelto insieme, sotto il mio cuscino, mentre sotto il suo misi un grosso fallo
di gomma.
“Adesso puoi entrare.” dissi con un po’ d’emozione.
Quando mio marito varcò la porta rimase di sasso, non era la prima volta che mi
vedeva con indosso qualcosa di sexy, ma quella situazione era nuova anche per
lui, e non riuscì a dire nulla, così presi in mano io la serata.
“Allora porco non hai mai visto una donna ? E cosa ci fai ancora in piedi !
Mettiti in ginocchio e vieni qui da me !”
Lui si mise a quattro zampe e arrivò vicino ai miei piedi, il suo cazzetto
ridicolo era già al massimo dell’erezione, e mi faceva quasi ridere ripensando a
quelli degli uomini coi quali ero stata sabato sera. Senza che gli dicessi nulla
cominciò a baciarmi i piedi prostrandosi davanti ad essi, il vederlo così
sottomesso mi eccitò ancor di più e una mano mi scivolò sul piccolo perizoma.
Cominciai a massaggiarmi la fica attraverso quel sottile strato di pelle sino a
quando lui non cercò d’alzare la testa.
“Tu stai giù !” gli ordinai mettendogli un piede sulla spalla “Voglio eccitarmi
da sola prima di prendermi cura del tuo culo !”
“Come vuoi tu amore.”
Continuai a solleticarmi la passera e ben presto i miei umori, non più
trattenuti dal perizoma, mi colarono sulle cosce facendomi sentire una vera
porca. Allora presi lo strap-on da sotto il cuscino e col suo aiuto lo fissai
alla vita. Mio marito rimase quasi sconvolto nel vedere quel grosso fallo nero
che indossavo un po’ impacciata ma, appena ripresosi dallo stupore, si gettò su
di esso leccandone ogni anfratto.
“Bravo il mio maritino frocio ! A occhio stai facendo un buon lavoro, mmmh ora
però fammi un bel pompino da vera troia !”
Lui spalancò la bocca e cominciò a succhiare quel membro di gomma facendolo
presto sparire fra le sue labbra. All’inizio non sapevo cosa fare, ma poi misi
le mani fra i suoi capelli e cominciai a fotterlo in bocca, come amavo venisse
fatto a me quando mi sentivo particolarmente puttana.
“Ma guarda un po’ che bel finocchio ho sposato ! Fai un pompino meglio di una
battona da marciapiede !” gli dissi spingendo ancora di più il bacino
“Scommetto che non vedi l’ora di prenderlo nel culo, ma stai tranquillo che te
lo spacco come si deve.”
In realtà data la mia inesperienza non sapevo bene cosa fare, ma poi ebbi un
lampo di genio. Lo feci sdraiare di schiena con le gambe ben aperte al centro
del letto e gli misi due cuscini sotto il culo, avrei voluto sodomizzarlo
subito, ma ebbi paura di fargli troppo male. Così iniziai a leccargli il
buchetto spingendo dentro la lingua più che potevo, e solo quando pensai fosse
abbastanza bagnato gli misi un dito dentro. Lui cominciò a gemere più forte, ed
i suoi mugolii di piacere crebbero man mano che aumentavano le dita nel suo ano.
Ad un certo punto allungò una mano verso il suo cazzetto ma io la colpii con uno
schiaffo facendogliela allontanare.
“Devi godere solo di me.” gli dissi con amore.
“Si scusami, è che non ho resistito, ho troppa voglia dentro.”
Così mi decisi a prenderlo, all’inizio spinsi molto piano la cappella del fallo
per fargliela entrare senza fargli sentire del dolore, ma quando m’accorsi che
stava già godendo diedi dei colpi sempre più forti fino ad incularlo del tutto.
“Ti piace vero maiale ?” gli urlai piena d’eccitazione.
“Sii amore sei fantastica ! Godo oh si come godo …”
Da vera sadica gli presi il pene con due dita per solleticarlo, Fabrizio era in
estasi ed io godevo con lui, vederlo così preso dal piacere mi soddisfaceva
quasi quanto farmi scopare da un vero uomo. Lo insultavo in continuazione
dicendogli che era un gay e che non era in grado di farmi godere, che mi sarei
fatta sbattere da chiunque avesse avuto un vero cazzo facendomi poi pulire la
fica o il culo da lui. Alla fine venne schizzando come non gli avevo mai visto
fare, ed in preda ad un raptus di puro piacere mi sfilai da lui per leccare il
suo sperma che poi gli portai alla bocca. Ci baciammo a lungo scambiandoci il
frutto del suo orgasmo e le nostre salive fino a quando non giunse il momento di
avere un po’ di piacere tutto mio.
Feci indossare a mio marito lo strap-on e vederlo con quella mazza ci fece
sorride, poi presi il dildo che era rimasto sotto il cuscino e cominciai a
masturbarmi dolcemente con quello, dopo essermi messa a carponi.
“Dai leccami il culo, voglio godere di tutto quello che ho !”
Fabrizio si chinò dietro di me e cominciò a darmi dei piccoli baci sul buchetto
prima di passarci intorno la lingua. Come il vibratore passò dall’esterno della
mia passera all’interno ebbi un orgasmo, ma volevo ben altro. Mi fermai giusto
il tempo di riprendermi per ricominciare subito dopo a masturbarmi con ancora
più vigore, ma non era ancora abbastanza.
“Amore sfondami il culo con quel cazzone !” gli urlai in preda al delirio.
“Si con questo te lo apro del tutto.”
Come sentii che la punta era entrata diedi una forte spinta all’indietro per
averlo dentro subito tutto. Mio marito rimase impressionato da quanta fosse la
mia voglia, ma capì ben presto che doveva solo scoparmi senza badare troppo alla
delicatezza.
“Mm amore come vorrei che fosse il tuo cazzo vero…si un gran cazzo che mi
sfondi tutte le sere, che mi faccia sentire donna e godere di te.”
“Giulia ti amo per quanto sai essere zozza quando lo vuoi.”
“Si sono una puttana, lo sono sempre stata e non voglio altro che godere.”
Mi cavalcò a lungo fino a farmi avere un orgasmo sconvolgente che mi lasciò a
lungo senza fiato, immobile, con quei due falli finti dentro di me. Alla fine ci
sdraiammo sul letto esausti ma felici, avevamo scoperto la nostra vera
sessualità e ciò non costituiva un problema nel nostro rapporto. Anzi era il
momento di scoprire nuove vie del piacere, ma per questo c’era tempo e
soprattutto i consigli di mia cognata.
Passammo alcune settimane a fare sesso nella nostra ‘nuova maniera’, avevo
imparato a sodomizzarlo come gli piaceva e lui a sua volta era diventato un
maestro nello scoparmi con lo strap-on. Passavamo anche ore in lunghi rapporti
orali dove lui mi leccava come un ossesso ed io mi prendevo cura sia del
cazzetto che del suo buchetto usando bocca e mani.
Ma era sempre più evidente che il nostro rapporto doveva evolversi, solamente
non riuscivo a pensare mio marito con un uomo. L’avevo visto succube degli
uomini con cui ero stata, ma mai totalmente passivo, così decisi di parlarne con
Silvana durante una pausa pranzo.
“Giulia non ti capisco.” mi disse “Insomma tu lo fotti ma non vuoi che lo faccia
un altro uomo, non è che sei solo gelosa ?”
“No, ma che dici non è quello. So che è già stato con altri uomini, non ti
dimenticare che mi ha detto tutto quanto è accaduto prima d’incontrami, solo che
una parte di me non riesce ad accettarlo tutto qui.”
“Mmh la situazione non è semplice.” mi rispose mentre si toccava il mento “Forse
solo Claudia ti può aiutare vista la sua esperienza.”
“Penso che tu abbia ragione, in fondo una telefonata non costa nulla.”
Finimmo il pranzo in silenzio pensando entrambe a quella strana situazione in
cui mi trovavo, ma senza trovare nessuna soluzione.
Così tornata in ufficio chiamai Claudia esponendole il mio problema, e lei ebbe
subito l’idea giusta.
“Senti, se ti fidi di me ti risolvo tutto in una serata, però la persona a cui
mi dovrei rivolgere non è certo a buon mercato.”
“Mi stai dicendo che si tratta di un gigolò ?” le chiesi fra mille dubbi.
“Si e no, come ti ho detto ti devi solo fidare di me, quanto al pagamento puoi
sempre effettuarlo come dire in ‘natura’, anzi in questo caso andresti in
attivo.” mi rispose mettendosi a ridere.
“Claudia non so che dirti, però sei l’unica che mi può venire incontro, quindi
accetto e considerami disponibile, però prima voglio vedere lui con quella
persona.”
“Certo, certo non ci sono problemi, facciamo venerdì sera alle nove ok ?”
“Si va bene, allora a venerdì.”
Come tornai a casa raccontai tutto a mio marito, il quale non disse nulla se non
che era felice, ma soprattutto curioso di vedere cosa avesse in mente quella
donna.
Quando arrivò venerdì sera la tensione era talmente alta, in casa nostra, che si
poteva tagliare col coltello. Ci preparammo entrambi in silenzio facendoci a
vicenda un paio di clisteri, poi ci vestimmo nella maniera più normale possibile
sapendo che da Claudia avremmo trovato ciò che sarebbe servito.
Anche il viaggio in macchina fu avvolto solo dalla musica di un cd fra una
sigaretta e l’altra, sino a quando non arrivammo alla villa di Claudia.
Come ci fermammo davanti all’entrata lei uscì e ci accompagnò dentro una piccola
stanza vicino all’ingresso.
“Allora patti chiari e amicizia lunga.” esordì perentoria “Stasera Fabrizio si
può tirare indietro quando vuole, anche prima di cominciare, ma se va avanti tu
Giulia devi accettare la sua decisione. Io starò con voi solo come osservatrice,
cosa che dovrai fare anche tu bella mia, tanto per capirci tu puoi solo guardare
ma non toccare.”
“Va bene.” disse subito mio marito “Dicci solo cosa dobbiamo fare.”
“Spogliati e metti quello che c’è in questa scatola.” rispose Claudia
porgendogliela “Poi uscite, io sarò fuori ad aspettarvi.”
Come lei chiuse la porta dietro di se, Fabrizio cominciò a spogliarsi ed io
aprii la scatola tirando fuori un perizoma rosso, delle autoreggenti nere con la
riga dietro e dei sandali con un bel tacco.
“Così sembrerai una vera puttana !” gli dissi ridendo un po’.
“Ma è quello che sarò !”
Sentivo che la tensione stava scemando e l’aiutai a mettere le calze ed i
sandali, per poi uscire e trovare Claudia comodamente seduta in poltrona.
“Andiamo su.” ci disse alzandosi e dirigendosi verso la scala.
Mentre salivo non potei non notare la bellezza del suo sedere fasciato da una
sottile gonna nera, sembrava quasi che le chiappe dovessero esplodere per dire
“guarda come siamo perfette”, ed ebbi per un attimo l’impulso di allungare una
mano per toccarle.
Per fortuna le scale finirono e Claudia ci fece entrare in una stanza dove, al
centro, campeggiava un grande letto a baldacchino. Come chiuse la porta da
un’altra, posta di fronte, entrò una mulatta altissima con indosso un elegante
abito da sera che ci venne incontro.
“Ciao sono Shay.” mi disse allungandomi la mano.
“Piacere Giulia.” le risposi mentre gliela stringevo.
“E tu devi essere Fabrizio o sbaglio ?”
“No non sbagli, piacere.” le disse quasi balbettando davanti a tanta bellezza.
In effetti Shay era un gran pezzo di gnocca, i suoi lineamenti fini erano messi
ancor più in risalto da un sottile trucco, il seno, almeno una quarta, sembrava
sfidare ogni legge di gravità ed il giro vita esaltava le forme dei fianchi,
morbidi e sensuali.
“Claudia mettiti comoda con Giulia.” disse Shay “Mentre io mi occupo di questo
ragazzaccio.”
La padrona di casa mi prese per mano portandomi su un divano posto di fronte al
letto, Shay nel frattempo si mise davanti a noi a braccetto di mio marito.
“Fabrizio perché non m’aiuti con la lampo del vestito ?” chiese poi Shay a
Fabrizio il quale balbetto un si e si posizionò dietro di lei. Il vestito di
Shay era però un po’ originale, la lampo scendeva fin sotto il culo e la sua
completa apertura fu abbastanza lunga da portare a termine anche perché a mio
marito tremavano le mani. Quando poi scoprì i glutei s’immobilizzò del tutto,
rimanendo come in estasi davanti a quelle due bocce di carne messe in risalto da
un perizoma bianco.
“Ti piace il mio culo ?” chiese Shay a Fabrizio e come questi rispose di si gli
ordinò di baciarlo.
Lui si gettò in ginocchio e cominciò a leccarne il solco facendo strada con le
mani, mentre in me saliva uno strano sentimento di gelosia nei confronti di
quella donna. Insomma mio marito non era in grado di soddisfare me ed ora voleva
far godere un’altra ?
Ma la mia gelosia si trasformò in stupore quando Shay fece cadere a terra il suo
vestito, davanti a quello splendido culo svettava un gran cazzo !
“Allora.” mi sussurrò all’orecchio Claudia “Contenta della sorpresa ?”
“Certo ! Solo mi dispiace di non poterne approfittare.” risposi sorridendo.
“Sei proprio una gran maiala, ma stai tranquilla che anche tu avrai la tua dose
di cazzo.”
Mio marito nel frattempo non si era accorto della sorpresa che Shay aveva fra le
gambe, ma quando questa si girò non sembrò molto sconvolto da quella insolita
presenza. Prese coi denti l’elastico del perizoma e lo tirò in giù, fino a
quando quel grosso membro color ebano non gli sbattè in faccia. Quindi sfilò del
tutto quell’indumento ed iniziò a leccare i testicoli della trans sfregandosi il
viso sul suo pene. Shay lo lasciò libero di fare quello che più voleva, lui le
succhiò a lungo i testicoli prima di far scorrere la lingua su quel cazzone che
dava i primi segni d’erezione. Fabrizio provò poi anche a prenderlo tutto in
bocca senza riuscirci, ma fece comunque un gran pompino che portò Shay al
massimo dell’eccitazione.
“Dai piccolo vai sul letto.” disse Shay “Non penso tu voglia solo succhiarmelo.”
“No no.” rispose lui mentre si metteva a carponi.
Lei prese un tubetto di gel ed iniziò a massaggiargli l’ano sino a quando non
risultò ben unto. Quindi lo penetrò con due dita per far entrare fino in fondo
il lubrificante mentre mio marito iniziava a godere sempre più vistosamente.
“Ma guarda questo porcello !” esclamò lei “Fra un po’ viene prima ancora che me
l’inculi !”
Fabrizio quasi arrossì, ma si ritrovò quasi subito un preservativo in mano.
“Mettimelo tu, ma con la bocca.” quasi sussurrò Shay mentre si sdraiava al
centro del letto.
Lui aprì la confezione e poggiò il preservativo sulla punta della cappella, poi
lo srotolò spingendolo con le labbra come una vera puttana. Io ero sempre più
eccitata e chiesi a Claudia se mi potevo avvicinare a loro due e, come ebbi il
suo consenso, mi andai a sedere in un angolo del letto.
“Montami tu.” disse la trans “Così sentirai meno dolore e godrai di più.”
Fabrizio fu velocissimo a mettersi sopra di lei ed afferrare quel cazzo e
puntarlo dritto sul suo buchetto. Per quanto questo fosse ben unto, far entrare
la sola cappella non gli fu facile, ma alla fine vidi sparire quella prugna nera
nel culo di mio marito. Poi fece scivolare quasi tutto il membro nel suo
sfintere assaporandone ogni centimetro e lasciandone fuori solo un paio di dita.
Fu allora che Shay gli afferrò i fianchi e diede una spinta possente verso
l’alto, penetrandolo completamente. Vidi chiaramente che il perizoma di mio
marito si era macchiato del suo stesso sperma, ma nonostante fosse venuto
cominciò lo stesso ad andare su e giù su quell’asta di carne. Lo vedevo e lo
sentivo godere, e non potei più resistere alla voglia di masturbarmi, così aprii
le gambe e, dopo aver tolte le mutandine, mi lanciai in un ditalino a tratti
furibondo. Fabrizio venne di nuovo e fu allora che Shay decise di cambiare
facendolo mettere di nuovo a carponi, e come si fu sistemato in quell’oscena
posizione, lo penetrò con forza. Lui urlava e gemeva un po’ per il dolore, ma
soprattutto per il piacere, lo stava sodomizzando un vero cazzo, anzi un gran
bel cazzo. Lei lo scopava con un buon ritmo tirando fuori del tutto il suo
cazzone per dilaniargli l’ano quando lo rimetteva dentro. Non so quanti orgasmi
ebbe mio marito, ormai il suo peri era zuppo del suo seme, ma non faceva altro
che incitare Shay a fotterlo ancora di più. Lei, dopo una lunga cavalcata, tirò
fuori il membro e si sfilò il preservativo dicendo che avrebbe sborrato sul culo
di Fabrizio.
“No ti prego !” intervenni fermando la mia masturbazione “Vienigli dentro,
voglio provare quello che sente lui quando mi ripulisce dopo che un altro uomo
m’ha riempito di sperma.”
Shay rimase un po’ interdetta, ma poi poggiò la cappella sul buco ormai sfondato
di Fabrizio che riempì dopo qualche tocco di mano. Poi lei gli aprì il culo con
le mani ed io m’inginocchiai dietro di lui per leccare quella bianca crema che
sapeva di maschio. Lei l’aveva riempito a dovere così il mio lavoro di pulizia
fu abbastanza lungo, ma dopo non mi fermai a quello. Sfilai il perizoma di
Fabrizio e diedi una lunga leccata la dove c’era il suo sperma, poi mi sdraiai
al suo fianco per donargli un po’ di tutto quel piacere che avevo in bocca. Ci
baciammo appassionatamente e a lungo, come due adolescenti al loro primo
appuntamento, dimenticandoci che non eravamo soli in quella stanza. Quando
tornammo alla realtà Shay e Claudia stavano parlottando fra loro ridacchiando
penso sul mio comportamento non certo da donna dominante.
“Claudia m’aveva detto che sei una gran maiala” mi disse Shay avvicinandosi a me
“Ma non pensavo arrivassi a tanto. Comunque ora, visto che ti piace il cazzo,
pulisci il mio.”
In realtà c’era solo qualche goccia di sperma sulla punta, ma una volta in
ginocchio davanti a lei, ne approfittai per prenderlo in bocca più che potevo.
“Amica mia.” continuò a dire la trans rivolgendosi a Claudia “Hai proprio
ragione gli dai un dito e si prende tutto il braccio, anzi tutto il cazzo ah
ah.”
La padrona di casa senza dire nulla mi sfilò la gonna, e cominciò a toccarmi con
insistenza in mezzo alle gambe.
“E non sai com’è bagnata, questa stasera non la ferma nessuno !” le fece eco
Claudia mentre mio marito mi guardava estasiato.
“Chissà se ci riesco io. Dai fammi vedere le tette che voglio mettertelo li in
mezzo.”
Mentre mi toglievo camicetta e reggiseno notai con la coda dell’occhio che anche
Claudia si stava spogliando, ma mi ritrovai ben presto il cazzone di Shay nel
solco del seno. Così non mi rimase che stringerci le tette intorno e leccare la
cappella quando questa si trovava sotto il mio mento. Quando Shay si sdraiò sul
letto invitandomi a leccarle le parti basse fui felice di farlo certa che ben
presto avrei avuto l’oggetto del mio desiderio. Le allargai le gambe spingendole
un po’ in alto per poterle leccare il buchetto, che si dimostrò subito sensibile
al tocco della mia lingua, poi le succhiai avidamente le palle facendo passare
lentamente la lingua sulla carne che avevo in bocca. Ma quando volli spompinarla
con delicatezza lei diventò brusca e mi spinse tutto il suo membro fra le labbra
facendomi quasi soffocare.
“Succhia bene puttana perché a te non farò sconti di alcun genere.” mi ingiuriò
Shay.
Cercai con lo sguardo un minimo aiuto ma quello che vidi fece crollare ogni mia
speranza. Claudia era seduta sul letto completamente nuda, con un grosso strapon
legato in vita che faceva leccare a Fabrizio inginocchiato davanti a lei.
Non mi rimase che dar fondo a tutta la mia abilità di pompinara, mentre lei mi
scopava in bocca io le facevo sentire la lingua intorno al suo palo e le mani
che le carezzano le chiappe durissime. Quando Claudia si sdraiò di schiena e mi
chiamò a se capii che era giunto il momento di tirare fuori la puttana che era
in me. Le salii sopra impalandomi completamente su quel fallo in pochissimo
tempo e raggiungendo subito l’orgasmo. Non vidi che Shay si era messa un
preservativo e che l’aveva ricoperto di gel, ma la sentii quando si posizionò
dietro di me ordinando a Fabrizio d’allargarmi le chiappe.
“Ti sfondo il culo come prima ho fatto con quel frocio che hai sposato !” mi
urlò contro la trans.
Come vide la cappella farsi largo nel mio orifizio m’afferrò per i fianchi e
diede una fortissima spinta col bacino, facendomi entrare più di metà del suo
possente membro.
Non urlai per il semplice motivo che non ci riuscii, ma sembrava quasi che non
provasse nulla per quello che mi faceva. Così tirò fuori un pochino del suo
bastone per poi spingere di nuovo mettendomelo tutto dentro.
“Non dici niente troia ?” mi chiese ghignando i denti.
Non so come ma all’improvviso tutto il dolore sparì, e la incitai a dare il
meglio di se.
“Che mi hai spaccato il culo e che mi piace ! Voglio sentire il tuo cazzo
bruciarmi le viscere, lacerarmi la carne e alla fine riempirmi di sborra. Voglio
che tu mi faccia sentire come l’ultima delle puttane a cui nessuno lo mette più
nel culo per come ce l’hanno spanato. Quindi pistonami senza pietà donna col
cazzo !”
Claudia mi guardò allibita, ma penso che anche Shay non si aspettasse quella
risposta, comunque fece quello che in fondo volevamo entrambe. Mi trattò davvero
come una puttana sfondandomi senza alcun riguardo, il suo modo di fare era
quanto di più brutale avessi mai provato, usava tutta la sua forza, che non era
poca, per spingere dentro e fuori il suo cazzone ad un ritmo elevatissimo. Anche
Claudia partecipava a quell’insolito rapporto scopandomi anche se molto più
piano mentre mio marito ci guardava come in trance.
Quando Shay sentì che stava per venire si sfilò il preservativo e mi fece
sdraiare sul letto tirando Fabrizio al mio fianco. Poi si tocco velocemente il
cazzo e finalmente fece schizzare il suo orgasmo sui nostri visi che subito
cominciammo a leccarci a vicenda.
Ci ritrovammo tutti e quattro esausti e per un attimo ebbi paura di continuare
la serata, in fondo avevo dato la mia parola a Claudia e non mi sentivo di non
mantenerla. Ma fu lei stessa a spiegarmi che c’era stato un cambio di programma.
“Per stasera finiamo qua.” ci disse ancora un po’ provata “Tanto siete entrambi
dei malati di cazzo ed io ho la vostra cura, quindi ci rivedremo sicuramente
presto, ora però alzatevi e piegatevi in avanti perché ho un regalo per voi.”
Sollevati dalle sue parole le obbedimmo mentre lei prese qualcosa da un
cassetto.
“Questi sono per voi, promettetemi di tenerli fino a casa.”
Nel dire quelle parole infilò un piccolo plug ad entrambi, erano piccoli ed in
metallo, ma quello che li rendeva diversi era il fatto che sulla parte che
rimaneva all’esterno c’era un piccolo cristallo colorato, rosa per me ed azzurro
per mio marito.
Poi finalmente mi rivestii mentre Fabrizio potè farlo solo raggiunta la macchina
dove trovò i suoi abiti. Per tutto il viaggio mi appoggiai a lui facendogli
delle coccole, era stata una delle serate più trasgressive della mia vita, ma ne
ero uscita felice ed appagata. Avevo visto mio marito farsi scopare da un vero
cazzo anche se era quello di una trans, quanto a me avevo subito un trattamento
da vera puttana godendo fino in fondo di quella situazione. Claudia aveva più
che ragione, era evidente che saremmo tornati da lei per essere entrambi usati
come oggetti sessuali nelle mani di chiunque pagasse per averci, e che ciò era
quanto desideravamo entrambi per soddisfare le nostre vere nature.
Una volta a casa crollammo sul letto dimenticandoci dei plug che rimasero al
caldo fino all’indomani mattina.

Autore: Serena

Comments (1):

  1. Tony

    3 Maggio 2020 at 15:07

    Buongiorno
    Ti piacerebbe essere scopata in crociera?
    Sono un ufficiale che lavora su navi da crociera. Sarebbe bello e intrigante conoscervi a. se fate crociere.. Naturalmente questo nn è il momento giusto. Mi reputo una persona abbastanza seria e riservata con precedenza assoluta a educazione e rispetto reciproco. Mi piace la donna elegante e insospettabile. Mio email magicoantonio@yahoo.it KikMagicoantonio
    Saluti Tony

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