Raccolta di racconti erotici per adulti e storie porno vere in italiano da leggere online scritte da varie autrici e autori

Roma è bellissima

Sono un professionista milanese sposato, per lavoro vado frequentemente presso le principali citta’ italiane fra cui Roma.
E’ una premessa che dice poco, cio’ che conta è il seguito.
Un mio amico ha un fratello di qualche anno piu’ grande che vive in Argentina e che per diletto si occupa di approfondire le conoscenze ed usi degli indigeni, dove per indigeni intende quelle tribu’ che ancora oggi hanno contatti limitati con la civilta’ definita moderna.
Per questo viaggia nei luoghi piu’ remoti dell’Argentina e raccoglie documentazioni, reperti e ‘esclusivita”.
In uno dei suoi ritorni in Italia ha portato al fratello un sacchettino di polvere bianca sostenendo che la stessa veniva utilizzata dalle guide spirituali di alcune tribu’ nelle occasioni di eventi particolari che richiedevano una partecipazione collettiva..
La ‘polvere’ veniva mescolata alle bevande e dava tra i suoi effetti,una sorta di spersonalizzazione/liberta’ che faceva cadere le difese di comportamento per cui tutti si sentivano diversi dalla normalita’ed un alto grado di eccitazione sessuale. La conseguenza erano folli balli tribali e accoppiamenti eterogenei. Era un processo difficilmente contrallabile.Vi era una sola certezza ;piu’ quantita’ veniva ingerita, piu’lo stato di eccitazione ,chiamiamolo cosi’,durava.
Dagli studi effettuati in locosi era stabilito che fosse un prodotto che non dava altre negative conseguenze.Era insapore, inodore, solubile.
I suoi effetti cominciavano una mezzora dopo la somministrazione e con una media dose,un pizzico, duravano circa due ore.
Le autorita’ locali avendo verificato l’inoffensivita’ del prodotto e delle sue conseguenze chiudevano un occhio.
Il fratello del mio amico, amico di uno’sciamano’, ne aveva avuto una discreta quantita’ in regalo.
All’incontro tra fratelli quel giorno ero presente anch’io,venni a conoscenza delle sue qualita’ e me ne fecero dono in un piccolo sacchetto.
Non e’ che credessi a tutto quanto detto, ma un regalo non si rifiuta mai e poi’..
Alcuni giorni dopo stavo preparando la mia valigia per Roma , quando mi è caduto l’occhio sul sacchetto che avevo messo nel cassetto delle calze.
L’ho preso pensando: se vi fosse l’occasione di provare””,ma sognavo.
Giunto a Roma ho telefonato ad mia cara amica, Francesca, che conosco da circa 20 anni .
L’ho conosciuta che aveva 22/23 anni, era molto bella con uno splendido fisico, mi piaceva molto ,ma salvo piccole schermaglie di corteggiamento non ho fatto di piu’.
Ero fidanzato con una con cui stavo bene, che lei conosceva, e poi tra noi c’erano rapporti professionali.
Sicuramente sapeva che mi piaceva e forse ..ma era molto riservata o forse i miei interessi non erano ricambiati, chi puo’dirlo.
Oggi è sposata, ha due figlie, il suo fisico è sempre invidiabile e comunque in lei io rivedo la ragazza di 20 anni fa.
E’ sempre presente una reciproca simpatia ,1-2 voltel’anno ci si incontra per lavoro e si chiacchiera della famiglia.
Le ho proposto una cena, se non avesse avuto problemi con i figli ed il marito, per raccontarci con calma della nostra vita.
Mi sembro’ contenta, tutti abbiamo il bisogno di staccare ogni tanto dalla routine, ma titubante sulla possibilita’.
Mi disse ci provo, ma non prometto ,chiedo a mio marito se non ha impegni serali e se si sente di tenere le bimbe, ti faccio sapere.
Dopo un’ ora mi ha chiamato dicendo si puo’ fare, ma per mezzanotte come Cenerentola devo rientrare .No problem ho risposto ,passo a prenderti con il taxi verso le otto cosi’ saluto anche tuo marito.
Alle otto arrivai da lei che mi presento’ il marito,un bell’uomo, poi il solito scambio di convenevoli, un saluto alle bimbe e via.
In taxi potei guardarla con attenzione: il viso sempre splendido, capelli lunghi biondi e lisci, il corpo piu’ morbido, seconda/terza di seno. Indossava una gonna al ginocchio ed una camicetta molto bella, scarpe con un tacco normale. Al solito senza apparire era molto fine ed elegante.
Iniziammo a chiacchierare e le proposi un piccolo ristorante dei tempi antichi,dove eravamo stati ancor prima di sposarci.
Era vicino piazza Navona e come allora c’erano 5- 6 tavoli. L’atmosfera era rilassata e piacevole.
Rimembrando i tempi andati facemmo le ordinazioni e da bere lei volle solo acqua.
Mi accorsi d’avere la polvere in tasca;una sicura dimenticanza,ma cio’ fece scattare la mia curiosita’.Ci provo?Ci provo.Mi dicevo sei un bastardo,ma mi sono eccitato ed ho aspettato l’occasione propizia”occasione che arrivo’ quando tra due portate disse che per tranquillita’ dava una telefonata a casa, poiche’ nel locale non c’era linea per i cellulari dovette uscire ed io colsi l’occasione per mescere un po’di polvere nel suo bicchiere,pensando:spero di non esagerare..
E’ rientrata e ha bevuto. Erano quasi le 21,30 ed avevamo terminato la cena (era passata una mezz’ora da quando aveva bevuto quell’acqua ); le ho proposto di prendere un taxi per andare a vedere la fontana di Trevi che è il monumento che piu’ amo a Roma e che non mi stanco mai di rivedere..
Mi sembra di rivedere al presente quanto poi accaduto.
Passano una decina di minuti prima che arrivi il taxi e mi sono reso conto che qualcosa in lei stava cambiando:era leggermente piu’ rossa in viso, le mani avevano un po’di tremolio, era ‘incerta’. Ho pensato vuoi vedere che”
Per non saper ne leggere ne scrivere presi dal mio portafoglio una pastiglietta azzurra e con discrezione l’inghiottii.
Se fosse successo quello che speravo mi sarebbe stato d’aiuto; niente rischio di brutte figure.
Per Trevi erano 20 minuti di taxi ed una volta accomodati ho approfittato ‘delle curve’ stradali per appoggiare la mia gamba alla sua,non si e’ spostata anzi’; parlando le ho accarezzato i capelli e lei si è appoggiata a me, ho avvicinato il mio viso al suo e non si e’ spostata.
Potevo proseguire.
Ho appoggiato le mie labbra alle sue infilandole la lingua in bocca e contemporaneamente ho poggiato una mano sulla sua gonna in corrispondenza del suo paradiso.Non ha detto nulla,anzi ha allargato le gambe per favorire il contatto. Avrei voluto infilarle subito la mano sotto la gonna per arrivare a Lei,ma un minimo di contegno essendo in taxi era necessario. Non volevo pero’ interrompere il bacio,il taxista dallo specchietto retrovisore ci guardava non so se interessato o schifato.
La sua lingua continuava a giocare con la mia, ho dato subito al taxi il cambio indirizzo. Le ho detto: andiamo al mio hotel. Ha avuto un momento di ripensamento/lucidita’ subito offuscato da un mio bacio e da una ulteriore pressione sul suo grembo.
Sperando che l’effetto polvere non terminasse all’improvviso, nell’attesa di giungere al mio hotel, ho continuato a darle dolci baci e con circospezione, perche’ il taxista non si accorgesse, ho infilato la mano sotto la sua gonna, che peccato aveva le collant.
Non importa in corrispondenza della figa ho iniziato a premere sul tessuto che spingevo al suo interno masturbandola. Lei aveva allargato le gambe e percepivo il suo bagnato.
Aveva momenti in cui percepiva cosa accadeva, ma erano solo brevi momenti.
Giunti all’hotel abbiamo preso l’ascensore dove l’ho baciata stringendole il sedere tra le mie mani.
Era un sogno che si realizzava. A questo punto avevo il tempo per godermi il sogno. Entrati in camera mi sono tolto i pantaloni e le ho detto di restare solo con la gonna togliendo collant e mutande .L’ha fatto
Ho ripreso a baciarla ,ho infilato la mano sotto la gonna arrivando alla figa e ho iniziato a masturbarla.
Le ho fatto togliere camicetta e reggiseno, emersero due morbidi seni che accarezzai con dolcezza, palpandoli e tirando a me i capezzoli.
Era pronta a scopare. Le misi un dito in bocca da succhiare, cosa che fece mugolando.
Le dissi togliti la gonna e distenditi sul letto a gambe aperte e poi spalancale piu’ che puoi a.(volevo che l’esperienza le rimanesse impressa).
A ricordo di quell’incontro le feci alcune foto con il mio cellulare .Nuda, distesa sul letto a gambe aperte con la figa in primo piano.
Le dissi ;prenditi le tette in mano e metti la lingua fuori come a leccarle. Era bellissima,le feci altre due foto
Basta,ero non ce la facevo piu’,era ora..
Mi misi tra le sue gambe e cominciai a leccarle la figa, su e giu’, dentro e fuori, con le mani le artigliavo i seni, poi le spinsi un dito in figa e’venne , mi venne in bocca come facesse pipi’.
Continuai a lavorarla , non volevo farla smettere di godere.
Poi dissi : adesso tocca a te, succhia il mio uccello, anche le palle, mi fece un servizio divino
Le toccai la passera era fradicia, la distesi alla missionaria e glielo spinsi dentro.
Un suo sii accompagno’ la penetrazione, mise le gambe intorno alla mia schiena venendomi incontro.Ti piace? Rispose siiii, ancora.
Venne un’altra volta sobbalzando, intanto continuavo a pistolarla (effetto pillola) e le chiesi:prendi la pillola? Mi fece no con la testa e vidi nei suoi occhi il timore.
Mi spiace non volevo rinunciare a venire dentro di lei. Le dissi sorridendo,quasi sussurrando,, se capita speriamo abbia il colore azzurro di miei occhi..
Godevo a penetrarla il mio uccello era di marmo. Ho cambiato posizione,e l’ho fatta salire su di me. Le diisi: adesso impalati sul mio uccello. Si e’ appoggiata a me,e aiutatosi con le dita ha messo la punta del mio uccello in corrispondenza del suo buco e poi si è lentamente calata a prenderlo tutto. Si’ è lasciata uscire un ooh di piacere volgendo lo sguardo in alto.
Le ho detto ,adesso sto fermo,scopati da sola ,vai su e e giu’. Guardavo quel viso d’angelo e il suo sguardo eccitato Vedevo il mio uccello sparire entro lei nascosto dal suo biondo ciuffo di peli
Le piaceva. Continuo’ il suo su e giu’.
Le dissi :ruota il culo mentre vai su e giu’.Fece anche quello.
Guardami negli occhi mentre mi scopi.
Mi attaccai alle tette che pendevano libere e partecipai anch’io dando continui colpi verso l’alto.
Quando lei scendeva le andavo incontro e viceversa fino a che sentii che stavo per venire
La volevo mia, nuovo cambio, mi distesi completamente su lei, ho attorcigliato la mia lingua alla sua e stringendole le chiappe,portandole a me per la massima profondita’,ho dato gli ultimi profondi colpi e spingendomi a fondo l’ho riempita del mio seme
La volevo pregna
E dopo la tempesta un po’di quiete, poca poiche’ il tempo trascorreva e avevo ancora voglia.
Le misi il mio uccello in bocca, mi guardo’ sgomenta, ma succhio’, mi feci leccare tutto, compreso l’ano, fino a tornare in completa erezione.
Le dissi :non dimenticherai mai questo nostro felice incontro, anzi lo vorrai rifare
Le misi l’uccello tra le tette andando su e giu’ mentre mi leccava il glande.
Iniziai,non so perche’,a fare commenti salaci: sei una vera troia, altro che mamma e moglie fedele. Queste cose a tuo marito non le fai e mettimi un dito nel culo mentre mi succhi l’uccello.
I suoi occhi erano lucidi: piacere o’?
Poi passai alle cose serie dicendole: mettiti alla pecorina come una vacca, io sono il toro che ti monta, un toro con le mani per attaccarsi alle tue tette.
.Le leccai a lungo figa e ano infilando prima un dito e poi due nel suo culo, le chiesi se l’aveva gia’ preso li’, disse: non ho mai voluto.
Che bello avrei preso la sua verginita’ anale.
Era di nuovo in calore, mi sono attaccato alle sue tette e glielo infilato da dietro spingendo avanti e indietro, quando l’ho sentita prossima all’orgasmo mi sono fermato e l’ho tirato fuori, si è girata sorpresa, in quel momento glielo appoggiato all’ano e approfittando della precedente lubrificazione glielo spinto con un unico profondo colpo dentro.
Lei disse no,no,no, ed io zitta puttana ti voglio inculare quando voglio e piacera’ anche a te
E sempre attaccato alle sue tette ho continuato la mia opera.
Te l’ho detto: tu sei la vacca ed io il tuo toro..
I suoi no sono diventati dei ni e poi ho sentito che cominciava a piacerle complice il fatto che su mio suggerimento si stava titillando la clitoride ,alla fine è venuta sulle sue dita mentre io volevo qualcosa in piu’.
L’ho fatta girare e le ho detto succhialo fino a quando ti dico basta. Lecca bene il glande. Aspirami.
Devi farlo meglio di una troia professionista.
Bene cosi’,ti faro’ diventare una grande pompinara.-
Soddisfatto le dissi: tira fuori la lingua e tieni la bocca aperta, le ho poggiato l’uccello sulla lingua e mentre mi strofinavo su di essa sono venuto riempiendo di schizzi la sua bocca.
Poi le ho detto succhialo e puliscilo bene con la lingua.
Era sbalordita, io ero venuto due volte (un record), lei quattro .
L’effetto polvere stava svanendo e il riacquisto della lucidita’ le portava domande angosciose inespresse e’..il senso di colpa.
Era tardi,dovevo riportarla a casa. Non volevo ‘bruciarmi’ il marito per un’altra eventuale occasione.
In silenzio ci siamo rivestiti, lei rimanendo in silenzio ha dato un’occhiata alla telecamera che continuava funzionare, poi abbiamo preso un taxi per riaccompagnarla a casa.
Al cancello di casa sua mi sono avvicinato per un ultimo bacio, ha fatto per ritrarsi , ma è bastato un mio sguardo per farle cambiare idea.
C’e’ stato un ultimo scambio di lingue e le ho detto :adesso sei una puttana, la mia puttana romana e quando tornero’ dovrai essere a mia disposizione.Hai presente le foto..Lei capi’ e chino’ la testa
Sarebbe stata a mia disposizione .
La mia bellissima troia romana .e intanto nella mente gia’ fantasticavo: incinta,la scopo con il pancione,organizzo qualcosa con un amico cosi’ le faccio provare cosa si prova a prenderne due insieme,..vedremo
Mi sono girato ed andai
Aveva ragione il mio amico la polvere funzionava.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *