Raccolta di racconti erotici per adulti e storie porno vere in italiano da leggere online scritte da varie autrici e autori

Mia cognata

Vivo a Milano e sono felicemente sposato con prole ormai adulta. Non è di me che vi voglio raccontare, ma della mia famiglia ‘allargata’, in particolare della moglie di mio cognato (fratello di mia moglie). Mio cognato è un altezzoso, borioso, rompipalle. Capisce tutto lui, gli altri non sanno. Quello che dice o che fa è sempre il meglio. I suoi figli e sua moglie fanno parte della sua perfezione. La sua vita sessuale è fantastica, altro che quei coglioni dei suoi amici; sua moglie è una santa. Dopo avevi detto il suo percepito vi espongo le oggettività della famiglia. Lui: 48 anni, fisico normale ( ne bello, ne brutto),laureato, lavora per una multinazionale americana. Il lavoro lo costringe a lunghe trasferte, mediamente è a casa una settimana al mese. Lei: 45 anni, una bambolina, insegnante presso una scuola elementare, alta 1 metro e 60/65 con tutte le curve nei giusti posti . Elegante nella sua semplicità. Viso simpatico e giovanile. Non se la tira, ed appare pudica e riservata(tutta casa e chiesa). I figli: due, una femmina ed un maschio, laureati e maggiorenni vivono per approfondimenti legati allo studio (master) all’estero, una in Spagna ,l’altro in Scozia Si sono sposati giovani ed in breve la famiglia si è ‘ completata’. Io: ero stanco di sentire lui magnificare il suo io e la sua realtà, così come ero stanco di sentire mia moglie parlare della famiglia del fratello come un modello da prendere ad esempio. Mi dicevo ,ma è proprio così ? Sono davvero perfetti? E tutto oro quel che si vede o’? E perversamente volli mettere in dubbio almeno la coppia. Sul lavoro ed i figli cosa avrei potuto verificare? E poiché sono un lettore dei racconti di Milù , un racconto ,anzi più racconti, mi diedero una ‘simpatica’ idea. Volevo ‘vedere’ se i componenti della coppia ,in particolare lei, fossero davvero impenetrabili. Non fu difficilissimo attivare la mia idea. Attraverso internet selezionai una decina di bull. I parametri utilizzati: età dai 45 ai 50, alti ed all’apparenza di bel fisico,laurea e da quanto da loro indicato ‘brillanti’. Sempre via internet proposi loro ,senza nascondere nulla, il mio obiettivo. Cinque aderirono. Ne incontrai due, quelli che più’ mi sembrava avessero le caratteristiche richieste. Dei due uno mi colpì in modo particolare. Era davvero un bell’uomo ed inoltre era simpatico, intelligente e ‘brillante’. Si disse intrigato da quanto proponevo e per lui diventava una sfida con sé stesso . La mia proposta era, in sintesi, che riuscisse a scoparsi mia cognata. Lui lo fece diventare un gioco intrigante: ad ogni nuova conquista con mia cognata io, a mia scelta ,gli avrei fatto un regalo. Quello che volevo, più da simbolo per ricordare che un valore venale. Viveva in una bella zona di Milano e scoprii che era ricco di famiglia e per lui fare il bull era un gioco, un bel gioco, per quello la mia proposta l’aveva interessato ed intrigato Per serietà di impegno i suoi eventuali successi sarebbero stati da lui documentati. Ci avrebbe pensato lui sul come. Era veramente intrippato e pensai d’aver fatto la scelta giusta ,quella che mi avrebbe dato tante soddisfazioni. Nella scelta forse aveva influito la somiglianza fisica : più o meno avevamo stessa altezza e corporatura. Lo misi al corrente della situazione familiare di mio cognato e gli fornii tutte quelle informazione che pensavo/pensavamo potessero essergli utili per mia cognata. Gli feci vedere delle foto di lei e del marito . Foto di mare, dove era in costume ed altre . Lo vidi sempre più interessato(gli piaceva quello che vedeva). Gli raccontai dei suoi gusti ed interessi, di dove insegnava etc.. etc..’ Su una cosa condividevamo come appiglio : le lunghe assenze di mio cognato, la lontananza dei figli, il suo odierno limitato impegno per la famiglia, la mancanza di una vita sociale. Ma Paola, mia cognata, non si sentiva sola? Possibile che una donna nel fiore degli anni(e pure molto carina e certamente oggetto delle attenzioni dei colleghi) non vivesse questa situazione con frustrazione ? Lui si sarebbe finto come un professore universitario della Bicocca che operava nel campo delle scienze sociali ed in particolare sui comportamenti adolescenziali. Io lo avrei informato dei prossimi ‘movimenti’ di mio cognato e dei figli e poi il pallino passava nelle sue mani ed io avrei atteso buone nuove o’. Passarono due mesi da quell’incontro poi via email mi arrivò una foto. Lui e mia cognata seduti in auto. Gli mandai via email una foto di Silvie Vartan al festival di San Remo come’ virtuale’ ricompensa. Il giorno dopo un’altra foto Stava baciando mia cognata. La foto sembrava fatta all’interno di un auto. Quello che appariva inoppugnabile era che mia cognata e lui stavano scambiandosi un bacio, labbra contro labbra. Gli mandai una foto di Belen. Il giorno successivo un’altra foto. Lei gli impugnava l’uccello che spuntava libero sui pantaloni. Era una sega? Foto di Valeria Mazza E a seguire nei giorni successivi ,una al giorno, le foto e di conseguenza i miei regali ‘virtuali’ di cui non faccio più menzione.. Lei china su lui con il suo uccello in bocca. La sua mano infilata negli slip di lei Nuda su un letto Un acrobatico 69. Lei con il viso ricoperto di sperma. Lei impalata sul suo cazzo. Lei alla pecorina ed il cazzo infilato nel suo segreto pertugio. E quella che mi sconvolse: lei nuda, distesa sul letto, a gambe divaricate con lo sperma che sembrava le uscisse dalla figa. L’aveva riempita. Ormai impazzivo di curiosità, volevo sapere conoscere’ Lo chiamai ,mi disse: organizzati ci vediamo a casa di tuo cognato mercoledì sera alle 10.00 Ero curioso, la scopava in casa di mio cognato. Puntuale il mercoledì ero a casa di mio cognato suonai all’ingresso. Mi aprì lui. Mi anticipò dicendomi: tranquillo, tua cognata è di là ,ma non sa e non saprà nulla della tua presenza. Ero sempre più incuriosito .Mi accompagnò alla camera da letto :mia cognata era nuda alla pecorina sul bordo del letto . Le tette le cadevano morbide tra l’arco delle braccia ,il suo splendido culetto sporgeva leggermente dal letto. Tra le sue gambe leggermente divaricate si intravedeva la fighetta. Ma la cosa che più mi ha colpito è che avesse una benda intorno agli occhi che la rendeva cieca. Marco(è il nome del bull) le si avvicinò e le diede prima una carezza e poi un buffetto sul nudo culo. Lei come una cagnetta scodinzolò divaricando un po’ più le gambe. Marco mi fece cenno di seguirlo. Andammo in cucina, mi disse.: hai visto che bella figa è tua cognata. L’ho convinta a mettersi in quel modo così per un nuovo nostro gioco erotico. Non solo non vede, ma anche non sente. Ha dei tappi nelle orecchie. Le ho detto faremo una nuova esperienza: avrai la sensazione, e se vuoi di pensare, che ti scopi chi desideri. Ti piacerà’ Ha accettato ed eccola là che come una cagnetta aspetta la monta. Sa che potrebbe aspettare anche ore prima di essere scopata, ma questo fa parte del gioco. Compresi e gli chiesi di raccontarmi cosa era avvenuto tra lui e mia cognata in quei mesi. Mi disse mettiamoci comodi che ti racconto. Prima ti dico che le foto che ti ho mandato erano delle istantanee. Ho videoregistrato tutti i nostri incontri o almeno quelli in auto od in casa dove si poteva farlo. Nella mia auto ed in casa non ho avuto problemi; in giro, salvo qualche piccola ripresa fatta con una piccola telecamera che tenevo in mano, non mi è stato possibile fare altro. Devo dire che anche quelle piccole riprese raccontano e dicono. Ci spostammo nel soggiorno. Adesso ti farò ,accompagnato dai video ,la cronaca dei nostri incontri Mentre parlava attivò il grande video (almeno 50 pollici) del tv. La ripresa con mia cognata che usciva dalla scuola dove insegnava. Era sorridente. Indossava un semplice vestito che terminava appena sopra il ginocchio e delle scarpe con un leggero tacco ,che contribuivano a slanciarla ancor più. Era veramente una bella signora. Marco mi raccontò che in quell’occasione ebbe il primo contatto. Le chiese se conosceva la scuola poiché gli servivano alcune indicazioni per ‘raggiungere’ il preside’.lei si dimostrò molto gentile e gli diede quanto ‘non serviva’. Poi andò. Marco si ripresentò il giorno successivo e mascherando un fortuito incontro la invitò per un caffè per ringraziarla’ Lei non aveva impegni e lui fu molto bravo poiché la convinse durante il caffè a prendere un boccone insieme. Capisco mia cognata. Marco è un bell’uomo simpatico, brillante ed intelligente. Lei non aveva nulla da fare e non vedeva nulla di male in quel che faceva. Lui le raccontò del perché fosse lì e tutta una serie di ‘panzane’ ben costruite. Nei giorni successivi Marco riuscì ad incontrarla più volte sino a passare dalla casualità ad appuntamenti veri e propri. Marco mi raccontò che oltre a piacerle fisicamente era piacevolissimo stare con lei. Era sveglia ed intelligente. Vi era una reciproca attrazione di simpatia. Più difficile convincerla ad uscire alla sera. Negò più volte l’uscita, la convinse solo quando le propose la visione di un film di grande attualità sulla attuale condizione femminile. Altro piccolo video Lei che incontra la prima volta con lui la sera . Pareva la replica del loro primo incontro. Mi disse che guardò il film con grande attenzione in religioso silenzio. Solo durante l’intervallo scambiarono qualche parola. Terminato il film la riaccompagnò a casa. Lui la salutò prima che scendesse dall’auto. Tenendola una mano le diede un bacio sulla guancia. Fu un difficile inizio, ma la strada era avviata. Andarono altre due volte al cinema ,ma si incontravano spesso all’intervallo di pranzo . Una sera dopo il cinema le disse di non aver ancor cenato e se gli faceva compagnia presso una trattoria vicina. Lei accettò e fu uno buon spuntino condito da un paio di bicchieri di buon vino. In questa rilassata atmosfera mia cognata allentò le difese e bevve anche lei un paio di calici di vino. Lei che abitualmente non beveva’ Passeggiarono dopo cena e ‘involontariamente’ più volte si toccarono. Dal loro prima imbarazzato scusa a non farci più caso il percorso fu breve. Chiacchieravano, ridevano, gesticolavano. Erano felici. Tornarono in macchina e man mano si avvicinavano alla casa di lei un silenzio imbarazzante si propagava in auto. Allora accostai in un decentrato posto . In silenzio mi rivolsi a lei. Le poggiai la mano sulla spalla traendola me. Il video ‘parla’ Disse con forza: ma sono sposata . Ed io :non pensare adesso siamo solo noi due e premetti le mie labbra alle sue. Fece un po’ di resistenza ,poi le bocche e lingue si unirono. Limonarono come fidanzatini per buoni 10 minuti. Poi cadde nuovamente il silenzio. La riaccompagnò a casa. Scese dall’auto senza salutarmi. Il giorno dopo ero davanti alla scuola. Mi disse devo parlarti di quello che è successo ieri sera. La interruppi dicendo: hai ragione, ma sono di fretta volevo solo vederti. Vediamoci stasera alle 9.00 vicino casa tua. Meglio non farsi vedere da eventuali, impiccioni, vicini. Disse: va bene. La sera, alle nove era ormai buio, arrivò puntuale. Salì in auto. Indossava l’abituale vestitino che tanto mi piaceva. Andai in un posto tranquillo vicino l’Idroscalo .Quello classico dove ,pur non essendo isolato, si appartano le coppiette in cerca di un po’ di intimità. Il video ‘parla’ Parcheggiai e disse: parla pure ti ascolto. E cominciò con’devi capire quella di ieri è stata una ragazzata, sono una donna sposata con figli’., amo mio marito’.. e vero tu sei simpatico e mi piace stare con te ma’.e parlava ,parlava. Ed io annuivo. Quando ebbe finito dissi: capisco e l’attirò a sè baciandola, Lei no, cosa fai? Ma ricambiò il bacio’ Ripeto : tutte le parti in auto erano riprese a video con tanto di audio(telecamera nascosta in auto). Le sue mani scorrevano rapaci sul corpo di lei. Viso ,fianchi, seno erano oggetti della sua attenzione. Poi mentre le loro lingue erano sempre fuse, la sua mano premette il suo vestito in corrispondenza della figa. Lei non disse nulla ,anzi si unì ancor più a lui. La sua mano si infilò e sotto il vestito e dalla reazione del viso di mia cognata raggiunse in breve il suo obiettivo. Dopo un primo momento mia cognata si rilassò e le sue dita, penso ,iniziarono uno splendido ditalino. Ora quando lui le lasciava la bocca libera lei gemeva sommessamente. Lui con la mano destra portò la mano di lei sul suo uccello che costretto ,entro i pantaloni, doveva essere ben duro. Lui la sditalinava. Lei gli massaggiava attraverso i pantaloni il pacco. La situazione era impari. Fu lui a slacciarsi parzialmente i pantaloni e a tirar fuori l’uccello dagli slip. Adesso la mano di mia cognata impugnava il suo nudo uccello . Era di normali dimensioni. Ditalino, sega e lingue unite. Quale bellissimo triangolo. L’impressione è che raggiunsero il primo contemporaneo orgasmo. O forse, venuta, lei lui si lasciò andare. Dopo la fine della tempesta ormonale si trovarono stravolti l’una stretto l’altro. Era l’inizio.. Il filmato successivo ,sempre in auto, vede lei piegata sul suo uccello fargli un sontuoso pompino. Marco si godeva il pompino e le carezzava la testa guidandola e dicendole: brava, così ,sei una pompinara’ Mi colpì vedere lui trattenerle giù la testa mentre stava venendo . Lei voleva sottrarsi al farsi riempire la bocca di sborra ,ma lui la obbligò con comportamenti e parole ad ingoiare il suo sperma. Finito lei disse: non l’avevo mai fatto. Lui le sorrise dicendo: con me farai tante cose che non avevi mai fatto e le diede un bacio mischiando la sua lingua alla sua. Marco mi raccontava mentre guardavo i brevi filmati e mi faceva noto delle sue considerazioni. Tua cognata pareva casta e fedele, ma aveva un arretrato di sesso pauroso. Quel coglione di suo marito’. Una volta caduti i freni è andato al recupero e ti posso garantire e provare che è una vera vacca. Disponibile a tutto. In questi casi le immagini valgono più di tante parole. Nel nuovo filmato erano a casa di lei sul suo letto matrimoniale. Erano impegnati in un lussurioso sessantanove. Le loro lingue e mani si concedevano tutto quanto fosse permesso sino a raggiungere il piacere. Poi lui che la scopava in tutte le posizioni. La scena più bella? Quando lei viene inculata per la prima volta in vita sua. Video ed audio ‘ mostravano tutto’. Bello il filmato in cui lei indossa solo reggicalze nero con calze scure e Marco che se la chiava a smorzacandela. Una cosa notavo: quasi sempre Marco raggiungeva il suo orgasmo sborrandole in figa. Conclusi i filmati Marco mi disse: adesso sai ed hai visto tutto il possibile e ti metto a conoscenza dell’ultima conquista che mi propongo: voglio metterla incinta. Io, lei è d’accordo? Lui: ho provato nei momenti di massimo piacere a proporlo e lei sotto orgasmo in quei momenti diceva si, si; ma passato il momento razionalizzava e diceva che non voleva. Io insistevo pur sapendo che il marito avrebbe capire del tradimento visto che i loro rapporti sessuali erano episodici e ‘controllati’. Ed io, ma non prende la pillola? Si ,nei nostri primi incontri, non facevamo sesso e non me lo aveva detto, ma poi quando cominciammo a scopare me lo disse. Una sera mi è caduto l’occhio nella sua borsetta e ho visto quale confezione e tipo di pillola prende.. Ed io: ed allora come farai? E lui: con un sorriso :le ho sostituito la confezione delle pillole con una identica confezione solo che questa contiene pillole della stessa dimensione e colore ,ma che sono un placebo. Ero incredulo per quanto mi diceva, ma se era vero’… Lui: questa è la settimana del suo ciclo dove ha la massima fertilità; non ti spiego come faccio a saperlo, è lunga’e non serve. Ti basti sapere che in questa settimana le vengo dentro almeno due volte al giorno, speriamo’ Io non ero convinto e dissi: ,e suo marito? Lui: ho pensato anche a questo ;quando saprà di essere incinta, e settimana prossima troverò il modo di farle fare un controllo con l’apposito kit, le dirò come comportarsi con il marito. Dovrà dirgli che il ginecologo a seguito di un controllo di routine le ha detto che dovrà temporaneamente sospendere la pillola. Quella sera stessa si fingerà eccitata dalla novità, lo ecciterà e farà in modo di farlo venire dentro. Le donne sono maestre in queste cose. Ma basta parlare adesso. Hai visto tua cognata? .Gran bella figa e sono sicuro che ti piaccia molto. Ho preparato questa messinscena solo per te perché anche tu potessi godere delle sue grazie. Vai tranquillo :non può’ vedere e sentire e siamo fisicamente simili. Non si renderà conto della differenza Potrai toglierti tutti gli sfizi che vuoi. L”ho provata, usata e fatto fare tutto quello che era possibile d è ormai disponibile a tutto. L’unica cosa che ancor non ho fatto ,ma non è detto che non possa avvenire ,è che non l’ho portata a battere. E se lo facessi , in quel caso, la farò scopare senza preservativo. Confesso ero arrapato, era la mia incredibile occasione ,mia cognata… L’uccello mi era già andato in tiro. Mi accompagnò alla camera da letto. Mia cognata era in fremente attesa ,sempre nella stessa posa. Le disse: sono arrivato. Qualunque cosa faccia non dovrai mai muoverti dalla posizione. Sarò io a guidarti. Poi ,chiuse la porta della camera ed uscì, dicendomi a bassa voce: vi lascio alla vostra privacy. Divertiti. Adesso toccava a me. In un attimo mi denudai. Avevo un’erezione esagerata. Mi misi dietro a lei. Le leccai con gran piacere figa ed ano. Gradiva. La portai con lingua e dita ad un primo orgasmo poi, finalmente ,infilai il mio cazzo in lei .Era il paradiso. Sfruttai la situazione, ebbi il piacere di provare anche il suo bellissimo culo. Lei si muoveva venendomi incontro favorendo le penetrazioni e godeva. Io pure. Gemeva e diceva: ancora, ancora. Marco l’aveva abituata bene. Che porca Un po’ figa ,un po’ culo, ma quando mi resi conto di essere giunto al capolinea mi fermai nella sua figa. Altri poderosi colpi e mi scaricai in lei. E’ stata sicuramente la mia più bella scopata e sborrata degli ultimi dieci anni. Ripresomi mi portai avanti lei. Le poggiai l’uccello alla bocca .Lo prese con piacere . Lo leccò e succhiò, sempre senza usare le mani solo con lingua. Ne aveva imparato di cose la signora’ Partiva a leccarmi da sotto i coglioni a salire per tutto l’uccello ,poi lo imboccava e succhiava. Furono sufficienti dieci minuti di questa opera. Le bloccai la testa con il mio uccello in bocca. Capì. Lo succhiò ed aspirò finchè non venni nella sua bocca. Deglutì tutto il mio sperma; poi aprì la bocca per farmi vedere che aveva ingoiato tutto. Non avevo più risorse fisiche; il mio uccello aveva abdicato e per quella sera avevo chiuso ,ma avevo un’altra libidine che da sempre volevo soddisfare. Avevo visto un mio amico veterinario inserire il suo braccio nella figa di una vacca. Tutto il braccio, ed io da allora mi chiesi se si poteva fare la stessa cosa nella figa di una donna Era il mio sogno e questa volta potevo finalmente provarci: con una gran figa e per giunta mia cognata. Non fu facile. Usai la mano sinistra che mi è un po’ più piccola. Prima due dita ,poi tre, quattro, mano a becco ed infine tutta dentro lei. La sua reazione fu stoica. Prima allargò le gambe, poi ad ogni mia successiva pressione cercò di non opporre resistenza. Poi con la mano dentro non resse e pur tenendo il culo verso l’alto poggiò il busto sul letto. Mi godetti la mia mano in lei . Quando la sentii assestata cominciai leggermente a muoverla. Vedevo il mio polso che ruotava fuori dalla figa e godevo, ma godeva anche lei. Riuscì ad avere un orgasmo anche così. Marco l’aveva trasformata in una stupenda vacca. Sentito il suo orgasmo ritrassi la mano. La sua figa era diventata un enorme cratere. Avrebbe potuto ,se possibile, prendere più cazzi alla volta. Soddisfatto mi portai avanti lei e con la lingua cercai la sua lingua. Fu l’unico profondo bacio. Chissà se si era conto della diversità con Marco. Dopo uscii dalla camera. Lei sempre ferma sul letto. Marco sorrideva. Mi chiese tutto bene? Dissi: benissimo, grazie per tutto. Sapevo che tutto era stato ripreso e lo feci presente a Marco. Mi disse di stare tranquillo che mi avrebbe consegnato tutti i video e foto. Mi fidavo di lui. Mi disse: ti manderò anche il video della tua scopata, sarà un tuo grande ricordo e se rimarrà incinta potrà anche essere tuo. Pochi giorni dopo mi arrivò una foto. Sarebbe stata l’ultima. Nella foto mia cognata aveva: un cazzo nel culo, uno in bocca ,uno in figa. Il suo bel viso rivolto verso l’alto era espressione di godimento. Tre cinquantenni se la stavano fottendo alla grande. Un mesetto dopo via internet mi arriva da Marco un foglio analisi scannerizzato che diceva che mia cognata era incinta. Nella stessa email mi ringrazia dell’opportunità che gli avevo concesso e sperava che io sia stato soddisfatto da quanto da lui fatto. A breve, via posta, mi sarebbero stati recapitati tutti i video e le foto. Sarebbe sparito dalla nostra vita. A lei aveva già detto che per motivi di lavoro/studio legate all’università si sarebbe trasferito in Cina per almeno 5 anni ,ma poi avrebbe potuto fermarsi lì. Mia cognata passò psicologicamente un brutto periodo, ma forse utilizzando anche quanto suggerito da Marco riuscì a nascondere la vera paternità. Poi, complice la maternità, si riprese tornando a sorridere ed ad essere una bella signora. Che bello vedere mia cognata con la pancia che si ingrossava e pensare che potesse essere mio’ Nel frattempo quel cornuto di mio cognato peggiorava: si gongolava e vantava della sua nuova paternità senza sapere che il figlio poteva essere d’altri, ma sicuramente non il suo. Ogni tanto mi riguardavo i video delle scopate rimpiangendo la possibilità di non poter replicare la mia. Ma mai dire mai.

Autore: 1945

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