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La gelosia di mia madre – Capitolo 1

Sono cresciuto solo con mia madre Cristina che mi ebbe all’età di 14 anni, così crescendo negli anni a causa della scarsa differenza d’età tra noi due spesso chi non ci conosceva ci prendeva per fratelli o addirittura fidanzati, ricordo che è sempre stata molto protettiva nei miei confronti ma il periodo più imbarazzante furono i miei sedici anni, ricordo bene i discorsi imbarazzanti sulle ragazze ed i consigli che mi dava, ancor peggio il fatto che avesse dannatamente ragione, ai diciassette avevo acquisito una certa esperienza con le ragazze e notai come ogni volta che le presentavo qualcuno diventava gelosa entrando quasi in competizione, tutto ebbe inizio ai miei diciotto anni, ormai era quasi un anno che avevo la ragazza fissa e nonostante la gelosia mia madre si era rassegnata all’idea che ci fosse un’altra donna oltre a lei nella mia vita, era un pomeriggio d’estate ero solo a casa e poco prima di fare la doccia stavo messaggiando col la tipa, qualche messaggio sexy, qualche foto.. quello che non mi aspettavo è che diversamente dalle altre volte quel pomeriggio assecondava le mie fantasie ricambiando le foto poco a poco sempre più piccanti così mi ritrovai sulla sedia della mi camera con il cellulare in una mano e il pisello nell’altra a segarmi sulle foto della mia ragazza sempre più svestita, le foto erano accompagnate da note vocali e viste le cose sconce che diceva imbarazzato ascoltavo con gli auricolari, proprio quando mi mancava poco sentii la porta della mia camera aprirsi alle mie spalle, sbiancai osservando l’orologio che segnava ancora le 16, sicuro che potesse essere solo lei mi coprii alla meglio con solo l’accappatoio cercando di nascondere l’erezione “Mamma che ci fai già a casa?” dissi io rossissimo in viso cercando di fare l’indifferente, “Oggi c’era sciopero dei mezzi e per non rischiare sono tornata prima” disse lei guardandomi a non riuscendo a trattenere un sorriso intuendo cosa stessi facendo e facendomi arrossire ancora di più, “ah sono passata anche dall’orologiaio” disse estraendo dalla borsa l’orologio a cui avevo chiesto di far riparare “Prendi” disse lanciandomelo al volo, per istinto e senza pensarci per paura che cadesse a terra lo presi con entrambe le mani rendendomi conto troppo tardi della sua trappola “Però! Sei sempre stato dotato fin da quando eri piccolo!” esclama lei sorridendo sorpresa e continuando a fissarmi il pisello che senza più la copertura delle mani era rimasto in tiro ed era in bella mostra nonostante l’accappatoio, “Mamma!” esclamai io coprendomi subito morendo dall’imbarazzo “Beh di cosa di vergogni? sai quante volte lo vedevo quando ti facevo il bagnetto Emanuele?” la situazione era così imbarazzante che non trovai nemmeno il coraggio di rispondere rimanendo in silenzio rosso come un peperone fino a quando sorridendo non esce dalla mia camera, mi vergognavo tantissimo ma allo stesso tempo l’idea di averglielo mostrato lo rendeva decisamente duro. L’occasione di vendicarsi non mancò, difatti il giorno seguente mi chiese aiuto per le pulizie di casa, come ogni anno prima di accenderli puliamo i filtri dei climatizzatori ma essendo troppo in alto per spesso si aiuta con una scala così chiese a me di tenerle la scala mentre li puliva, non potevo farmi scappare un occasione così ghiotta così mentre l’aiutavo tirai fuori il discorso del giorno prima dicendole quando fosse stato imbarazzante per me quella situazione e che probabilmente non sarebbe piaciuta nemmeno a lei, a tali affermazioni lei continuava a fare battutine sicura di se tanto da costringermi ad agire, volevo farla vergognare come era capitato anche a me, indossava una tuta rosa di quelle elasticizzate probabilmente mi sarebbe bastato tirarle giù i pantaloni per vendicarmi e farla vergognare allo stesso modo, così iniziai a palesare le mie intenzioni e come mi aspettavo la vedevo arrossire minacciandomi di non farlo, l’avevo in pugno così andai oltre e con uno strattone deciso le tirai giù i pantaloni della tuta, quella volta quello che rimase a bocca aperta ero io, non potevo immaginare che non portasse gli slip così mi ritrovo a fissarle il suo cespuglietto come un ebete “Hai finito di guardarmi la patata?” commenta lei stizzita ed imbarazzata, cercai di non far trasparire il mio imbarazzo con rispondendole a tono e rifiutandomi di alzarle i pantaloni, quel tira e molla continua fino a quando non perde per davvero l’equilibrio cadendomi addosso, avvampai nel rendermi conto di avere la sua figa proprio sulla faccia, ancora oggi ne ricordo bene il calore e la morbidezza nonostante si fosse rialzata quasi subito tirandosi su i pantaloni. Avevo il cazzo durissimo per quello che era appena successo “Visto che sei in vena di scherzi adesso salì tu sulla scala e io la tengo” mi disse, sapevo che avrebbe fatto lo stesso scherzetto anche a me ma ero così eccitato dalla situazione che salì lo stesso, come avevo immaginato nonostante qualche difficoltà in più a causa dei jeans eccomi sulla scala con il pisello in tiro proprio davanti al viso di mia madre “Chissà quante volte te lo sarai fatto succhiare da Chiara” commenta lei continuando a fissarlo, io faccio finta di niente anche se la mia erezione è inconfondibile “Smettila mà, lei non è quel tipo di ragazza!” rispondo io difendendo la mia tipa dalle allusioni di mia madre “Emanuele, sono tutte quel tipo di ragazza se le metti davanti alla faccia un pisello” anche se non potevo vederla sentivo il suo respiro sul mio pisello doveva essere estremamente vicina, “beh anche tu sei una ragazza, hai voglia di succhiarmelo anche tu?” risposi io senza nemmeno pensarci lasciandomi trasportare dall’eccitazione, all’improvviso accade l’impossibile, sento qualcosa di caldo accarezzarmi lentamente il pisello dalla base fino alla punta, al secondo contatto capisco che è la sua lingua, mi sta leccando il cazzo che diventa immediatamente durissimo! “Mamma!” esclamo io ancora incredulo che stesse accadendo davvero, lei mi zittisce e sento la sua bocca avvolgere il mio pisello, nonostante avesse appena iniziato quel bocchino non poteva assolutamente essere paragonato a quelli ricevuti dalle ragazze, era fantastico nessuna me l’aveva mai succhiato così, rimasi imbambolato lasciandola fare fino a quando inizia a squillarmi il cellulare, lo prende dalla tasca dei jeans ormai calati fino alle caviglie e risponde “Ciao Chiara! stavamo giusto parlando di te… Emanuele? Si te lo passo subito, sta venendo” così mentre con una mano mi passa il cellulare e non appena inizio a parlare con la mia ragazza mi afferra il pisello segandomi con foga, non faccio in tempo a salutare la mia ragazza che sto schizzando sotto lo sguardo compiaciuto di mia madre che si era saggiamente spostata di lato. Io la guardo incredulo con il cazzo appena venuto ma nuovamente duro, “Confessa, è più brava tua madre o la tua ragazza a farti godere?” disse ridendo immaginando già la risposta.

Autore: Luca Leone

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