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Incesto! – Capitoli 1/3

CAPITOLO 3

Da quella incredibile mattina io e mia madre viviamo una relazione tanto assurda e depravata quanto eccitante e irresistibile. Il tutto in casa, correndo l’enorme rischio di farci scoprire da mio padre. Spessissimo mi ritrovo a immaginare come reagirebbe se ci scoprisse. Lui, che è ossessionato dalla gelosia per mia madre e che ha una pistola in casa, detenuta regolarmente ma che gli leverebbero subito se sapessero che inferno sta facendo passare a mia madre da trentacinque anni in qua per la sua assurda e morbosa gelosia; la sua patologica paura delle corna. E di corna adesso ne ha sempre più grosse e pesanti.

Mia madre è sempre più decisa a fargli pagare (con gli interessi) tutte le angherie, le violenze psicologiche e fisiche, le mortificazioni che lui ha fatto subire a lei; oltre a questo c’è il fatto che sia stata conquistata dal demone della lussuria più sfrenata, così sfrenata da non provare alcuna remora né il minimo pudore nel fare sesso con suo figlio!

I giorni seguenti alla prima scopata ci siamo andati cauti e prudenti nel fare sesso, nonostante ne avessimo entrambi una voglia irresistibile. Dopo una settimana invece…

Mi alzo dal letto al mattino e vado in cucina, lì c’è mia madre che ho sentito trafficare con le stoviglie, intenta a preparare le colazioni. Io sono a dorso nudo e con indosso solo i pantaloni del pigiama e lei, nel girare lo sguardo per salutarmi, sospira come per arrendersi a qualcosa che la tortura da un po’.

Io resto in piedi accanto alla tavola e inizio a mangiare addentando una fetta di pane tostato imburrata. Mia madre mi guarda mentre io invece fisso il tostapane che, da un istante all’altro, avrebbe espulso un’altra fetta calda. Sento i suoi occhi su di me; il suo sguardo scorrere sul mio petto, gli addominali e poi sul pacco che si nota dal gonfiore sotto il pigiama.

Scuote la testa e si avvicina sussurrando: “Vuoi farmi perdere la testa già di prima mattina, eh?…”

Mette la mano tra le mie cosce afferrando le palle da sopra il pigiama e le tasta con fare lussurioso poi sale per saggiare la durezza del mio cazzo.

“Ma mamma, da sempre dormo senza maglietta in estate, e vengo sempre a fare colazione così!”, le sussurro allarmato nel vedere che mi palpa in maniera sempre più spinta.

“Che fai??? Sei pazza???” Lei ha infilato la mano dentro il pigiama affondando le unghie nella carne della mia asta, facendo poi col viso un’espressione soddisfatta per la durezza di ciò che ha toccato, io la prendo dal polso ricacciandogliela fuori e la fisso a metà tra il severo e l’allarmato, ripetendole di smetterla.

“Ma sei pazza??? C’è papà in bagno e Sonia in camera! Che fai mamma, smettila!!!”

Glielo dico guardandola incredulo e preoccupato perché lei con un gesto veloce si slaccia la vestaglia che si apre mostrando in modo sfacciato e osceno i suoi seni enormi che scendono pesanti e morbidi, senza reggiseno, e più sotto ancora la maestosa folta peluria della sua figa da brividi!

Vado subito in visibilio davanti a quell’osceno ben di Dio, so che è da pazzi rischiare così tanto, con in casa mio padre che oltretutto è un pazzo furioso gelosissimo, eppure di fronte a mia madre che si apre la vestaglia mostrandomi tutto non resisto e mi piazzo alle sue spalle. Lei si piega in avanti appoggiando le mani sul tavolo poi le toglie per afferrarsi la vestaglia, la tira su fino a mostrarmi le sue chiappe tonde e grassottelle e, sotto il solco che le separa, il cespuglio peloso della figa, gonfia, spaccata in due e gocciolante come un frutto maturo!

“Scopami figlio mio. Scopa la tua mamma!”

“E’ una pazzia… è una pazzia!”, ripeto io mentre mi fiondo su di lei. Sono come ipnotizzato da quella posa oscena; da mia madre che, chinata in avanti, mi mostra il suo culone bianco e soffice sussurrandomi di fotterla lì, in cucina!

“Dai figlio mio, tuo padre si sta facendo la barba chiuso in bagno, e finché lo sentiamo cantare siamo sicuri che resta lì dentro. Tua sorella è rientrata tardissimo e adesso non la svegliano neanche le cannonate! Dai voglio il tuo cazzo… Scopami, sto impazzendo!!!”

Mia madre dopo essersi raccolta la vestaglia fino alla schiena si palpa le natiche, affonda le dita in quella sofficità e se le divarica mostrandomi lo spacco osceno della figa, vogliosa del mio cazzo. La sua richiesta di scoparla diventa un ordine e io mi afferro il siluro palpitante e lo infilo nella sua caverna ammantata di pelo gocciolante dalla voglia. Le impalo la verga in figa e stantuffo come un dannato, la afferro per i fianchi grassottelli e la fotto senza ritegno. Nella cucina si sentono solo gli ansimi di noi due che scopiamo. Io ci do dentro come un matto, mi sbatto mia madre senza freni, le sue tettone enormi ballano e si sbattono tra loro, toccano il piano del tavolo e i capezzoli duri e sporgenti affondano nel panetto di burro!

Scopo con mia madre in cucina, lei ansima e bisbiglia “Sì oh sì così… Sì scopami sì…”, e continua ad incitarmi, io le stantuffo dentro la figa e intanto le lascio i fianchi per dedicarmi alle mammelle, che lei ha grosse e pesanti come le vacche, le afferro, le stringo, le mungo, ci affondo i palmi e le dita e in breve le sento tutte spalmate di burro. La scopata procede con un ritmo incalzante, mi piego in avanti, mia madre ha i capelli spettinati e raccolti dietro la nuca, io ci affondo la faccia e respiro, mi piace l’odore dei suoi capelli e mi piace vedere come ballano le sue ciocche per le spinte del mio cazzo dentro di lei. Sentiamo ancora mio padre cantare dal bagno, con la porta socchiusa.

Fra me e me penso: Cazzo, se ci vedesse sicuramente tirerebbe fuori la pistola e farebbe una strage accecato dall’ira!

È una sensazione inebriante, stupefacente. Fottere con mia madre in cucina e immaginare mio padre coglierci in flagrante. Vedere la sua faccia mentre mi vede con le brache calate stantuffare il mio cazzo enorme nella figa di sua moglie, una goduria pazzesca!

Mentre scopiamo chiedo a mia madre quale dei due cazzi preferisce e lei, con la voce ansimante, risponde che non c’è paragone: “Figlio mio… quello di tuo padre è un piccolo moncherino in confronto al tuo! Dai amore di mamma, spingi! Oddioddiodio è fantastico! Sì amore vienimi in figa… Riempi ancora la tua mamma di sborra sììì!!!”

Sento di stare per venire… Smetto di mungere le tettone di mamma e porto le mani ai suoi fianchi ma non riesco ad afferrarli perché sono sporche del burro che le ha unto le tette. In quel momento mio padre smette di cantare, significa che ha finito di farsi la barba e a momenti sarà qui in cucina a far colazione. Sento che ha chiuso il rubinetto dell’acqua, sono percorso da una scarica di brividi, sono un miscuglio di sensazioni, ho il terrore che ci becchi davvero a scopare e dovrei smettere subito ma sento anche salirmi potente l’orgasmo e non riesco a staccarmi da mia madre che così abbraccio da dietro, mentre incalzo con un ritmo forsennato i colpi col mio cazzo nella sua figa bagnatissima. Anche mia madre sa che mio padre sta per uscire dal bagno e mi incalza a scoparla.

Adesso è una pazzia che non riusciamo a trattenere. Mio padre ha aperto la porta del bagno e sentiamo il rumore delle sue ciabatte camminare per casa!

Sappiamo entrambi che stiamo rischiando in maniera inaudita ma in quegli istanti non riusciamo a staccarci e contenerci. Mia madre non vuole altro che sentire la mia verga pulsante scaricarle tutta la mia sborra in figa, e così inarca all’indietro la schiena, solleva il braccio portando la mano sulla mia testa e afferrando forte i miei capelli.

Diventa una specie di lotta oscena e depravata, ci agitiamo con una foga animalesca, io che sporgo abbrancato a lei e lei che sporge sulla colazione; le enormi e pesanti mammelle che agitandosi urtano contro le stoviglie e le tazze colme di latte. Il loro frenetico tintinnare richiama l’attenzione di mio padre che dal corridoio commenta: “Ehi, siete affamati stamattina! Non divorate tutto!”

Io e mia madre non rispondiamo, siamo troppo presi dal fottere come due assatanati senza morale, e in cucina oltre al tintinnare delle stoviglie sul tavolo si rincorrono i rumori dei nostri ansimi e dei sospiri indecenti. Il mio cazzo stantuffa come se fosse fuori controllo, come un martello pneumatico nella fica stretta, calda e allagata di mia madre che accoglie quello stantuffare sussultando fino a sentirsi inondata da un’impetuosa ondata di sborra.

Ancora stordito smetto di tenerla abbrancata e mi accascio sfinito sulla sedia, incredulo di aver fatto una simile follia con lei, quasi sotto gli occhi di mio padre!

“Cazzo, sei una porca incredibile mamma!” Le sussurro mentre lei in tutta fretta si ricompone facendo scivolare giù la vestaglia che si era tirata fin sopra i fianchi e restando con le tettone di fuori. Mi sorride maliziosa sussurrandomi: “Sì tesoro, e voglio esserlo sempre di più. Alla faccia di quel cornuto…”, con un cenno del capo indica verso la porta poi si volta di scatto per rimettere le tettone enormi e morbide dentro la vestaglia, perché in quell’istante entra in cucina mio padre.

Mia madre è indaffarata nel sistemarsi le tette, operazione che richiede il suo da fare vista la decima misura dei seni. Misura che da sempre fa sgranare gli occhi agli eccitati uomini che incrociano il suo cammino, causando poi le esagerate gelosie di mio padre.

Io ho fatto appena in tempo a ricacciare nel pigiama il mio randello bagnato di umori e adesso resto curvato verso la tazza di latte e caffè, con i gomiti poggiati sul tavolo e la faccia che quasi si inzuppa dentro. Anche mio padre si dedica alla sua tazza e alle fette imburrate e per fortuna non fa caso agli aloni che le tettone di mia madre, impiastricciate di burro, formano sulla vestaglia. Lei allora ne approfitta per infilare la porta e andarsi a vestire.

Quando siamo soli io e lui, mi guarda e mi raccomanda di tenerla d’occhio.

“Figliolo,” mi dice “Ora che ci sono le vacanze puoi stare con gli occhi addosso a tua madre, perché lo sai come sono fatto io… Io lo so che tua madre è una donna onesta, ma anche se è una santa non mi fido di quello che sono capaci di fare tutti gli allupati che ci stanno in giro. Ovunque andiamo tutti le guardano quelle zinne da favola e io perdo le staffe… L’idea che lei possa tradirmi e concedersi a qualcuno mi fa impazzire! Roba che, se la scopro, prendo la pistola e faccio una strage!!!”

A sentirgli pronunciare con enfasi quasi rabbiosa queste parole, mi va di traverso il caffellatte. Tossisco ma lui non ci fa caso perché troppo preso dal propormi di nuovo di fare il cane da guardia a mia madre, offrendomi anche dei soldi. Io faccio un deciso cenno di sì con la testa e lui, soddisfatto, mi dà un’energica pacca sulla spacca che quasi mi fa andare di nuovo di traverso il caffellatte.

Fanculo, – penso tra me e me – ci penso io a tenere d’occhio quella troia insaziabile di tua moglie, cornuto!!!

Autore: Pensieri Osceni

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