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Incesto! – Capitoli 1/3

Tra me e mia madre continua in maniera sempre più indecente e abominevole il rapporto incestuoso che, nonostante si consumi fra le mura domestiche, cerchiamo di tenere nascosto a mia sorella (sua figlia) e mio padre (suo marito).

Devo ammettere che trovo sempre più difficile e faticoso riuscire a non fare trasparire l’enorme e proibita attrazione sessuale e l’oscena eccitazione che mi si scatena ogni volta che io e lei ci troviamo nella stessa stanza. E se da una parte provo grande timore ed angoscia al pensiero che tradendomi faccia scoprire questa indecente tresca incestuosa, dall’altra mi sento pervaso dal ribollire dell’eccitante e pauroso brivido del rischio.

Una potente scarica di adrenalinica depravazione si impossessa di me quando osservo mia madre e immagino di fotterla sotto gli occhi di quel cornuto idiota di mio padre che è sempre stato gelosissimo di lei. In tutta onestà devo ammettere che non posso dargli torto perché mia madre è una bellissima signora matura, una milf di 51 anni che cattura gli sguardi di tutti quando va in giro. Ha un corpo dalle forme superlative, una ottava di seno al naturale, i fianchi pieni e burrosi e un culo morbido e rotondo, e se qualcuno riesce ad andare oltre queste forme mozzafiato può notare il viso simpatico e tondo, le guance rosse che risaltano sull’incarnato pallido, gli occhioni neri e i lunghi capelli ondulati fino a metà schiena.

Dicevo che posso capire la gelosia per una così donna così piacente, ma nel caso di mio padre è una gelosia ossessiva e malata che spesso ci fa vivere in condizioni insopportabili. Fin da piccoli io e mia sorella assistiamo alle terribili scenate che lui fa a nostra madre per i motivi più assurdi e banali. Ad esempio ogni volta che ci portavano fuori per farci passare un pomeriggio all’aperto poi al rientro era puntualmente un inferno, con i rimbrotti di mio padre per tutti gli occhi che si posavano sulle forme rotonde e generose di mia madre, che nonostante le castigava in abiti molto coperti non impedivano di essere notate e ammirate dagli altri uomini, lei a rispondergli che più coperta di così non era possibile e lui a urlarle addosso ogni insulto.

Lui è ossessionato e basta che mia madre, entrando in un negozio o al ristorante, riceva quel sorriso innocente che rivolgono i negozianti o i camerieri a tutti i clienti per scatenare in lui le più assurde gelosie che, una volta a casa, sfoga in sfuriate assurde. È una situazione invivibile che si ripete da sempre. Da quando si sono sposati, trentatré anni fa, mio padre –che è siciliano- ha subito mostrato questa gelosia che è diventata patologica e che ha costretto mia madre a non poter più uscire di casa da sola. Finchè io e mia sorella eravamo piccoli la presenza di nostro padre è stata asfissiante, sia in casa che soprattutto fuori. In quelle rare occasioni in cui si usciva, lui, in atteggiamento guardingo, scrutava con maniacale attenzione sia nostra madre che tutti coloro con i quali si scambiava un buongiorno o una buonasera. Per lui, ossessionato com’è dalla gelosia, anche il più banale e civile saluto può celare il segnale della più sordida e vergognosa relazione adultera. Ricordo con ribrezzo un episodio di anni fa. Era domenica e come sempre eravamo andati alla messa, io avevo sei o sette anni e mia sorella dodici o tredici, perché ricordo che si preparava per la cresima. Allora era appena arrivato in parrocchia un giovane, nuovo prete. Ebbene per me, mia madre e mia sorella quella fu una messa normalissima ma quando siamo rientrati a casa mio padre ha preso ad insultarla pesantemente. L’ho sentito lanciare improperi contro i preti, che ha definito porci depravati e mascalzoni, e contro di lei, che ha chiamato puttana così come tutte quelle che vanno in chiesa non per fede ma per dare scandalo e sfoggio delle loro voglie più indecenti e peccaminose. Mia madre ha ascoltato quel vergognoso delirio con gli occhi gonfi di lacrime di sconcerto e rabbia, l’ho vista mordersi le labbra e stringere i pugni tremanti, per non reagire e scatenare altre sue reazioni sconsiderate. E questo solo perché quel sacerdote l’ha guardata, in modo del tutto innocente, per più secondi di quelli che quel pazzo di mio padre considerava leciti! Fatto sta che da quella volta ci ha portati a messa in un’altra chiesa, dove la celebrava un prete vecchio e con lo sguardo sempre abbassato.

Di episodi così ne ricordo tanti, anzi troppi, purtroppo. Ci potrei scrivere un libro, ecco perché ho pensato di confessare la nostra incestuosa relazione. E tutti questi episodi accumulati in trentatré anni di matrimonio (e si sfiora i quaranta se si aggiungono quelli di fidanzamento) hanno così esasperato mia madre che vuole, adesso, dare completo sfogo a ogni depravazione e perversione.

Tutto è iniziato una mattina, dopo l’ennesima scenata di insensata gelosia di mio padre. Erano stati al centro commerciale e mia madre si era comprata il servizio di tazzine che le piace molto, da tanto cercava di convincerlo a prenderle ma lui, taccagno com’è, rimandava sempre finché quella mattina si è lasciato convincere. Ha iniziato a mostrarsi nervoso già all’andata, per via dello scollo a V della maglia di mia madre, poi l’ha aggredita verbalmente per tutto il ritorno, e una volta a casa ha ridotto in pezzi il servizio scaraventandolo a terra e l’ha accusata di aver ammiccato come una puttana all’addetto vendite che le ha sorriso porgendo il pacco. Per mio padre quello scambio di sorrisi lasciava intendere intenzioni sconce e adultere.

Siccome era la fine di maggio in molti abbiamo smesso di seguire le lezioni una volta esserci tolti l’impiccio delle interrogazioni, ho quindi ciondolato per un po’ davanti la scuola insieme a qualche compagno e i discorsi, come sempre, erano sulla fica, che è il nostro chiodo fisso. Questi miei compagni molte volte mi confessano spudoratamente che fra le tante donne che si farebbero c’è anche mia madre, una MILF molto arrapante che spopola nelle loro fantasie porno, e anche nelle mie… ma questo non gliel’ho mai confessato e ho preferito salutarli e rientrare a casa.

Quei loro commenti espliciti e osceni sulle forme esagerate e voluminose del seno e del culo di mia madre mi hanno messo addosso una foia pazzesca e nel salire le scale ho avvertito una potente erezione premere così forte contro i pantaloni da darmi un vero fastidio, intanto ho sentito le urla poi mio padre sbattere furiosamente la porta e scendere. Quando mi ha incontrato sulle scale mi ha guardato storto e chiesto perché non fossi a lezione, era pronto a cazziarmi poi ci ha pensato su e ha detto: “Meglio, così adesso stai a casa e tieni d’occhio tua madre. Controlla se usa il telefono o se viene qualcuno e poi mi riferisci tutto!”

Io ho guardato mio padre come se guardassi un caso pietoso e lui ha alzato furioso la mano per darmi uno scapaccione ma anche qui si è trattenuto e mi ha invece dato 20 euro ripetendomi di controllare mia madre. Sono entrato in casa e anche lei era furiosa e, parlottando tra sé, ricopriva mio padre di insulti. Questa volta era davvero incazzatissima come non l’ho vista mai, sciorinava insulti mentre inginocchiata raccoglieva i cocci sparsi sul pavimento. Non soltanto insultava mio padre ma anche sé stessa. Si è data della stupida “…per tutti gli anni in cui ho permesso a quel troglodita di tuo padre di trattarmi come una povera demente!…”

Ha continuato a sbraitare e ad ogni insulto sottolineava con rabbia le parole “tuo padre” e alzava uno sguardo torvo verso di me, come se ne avessi colpa io. Intanto mi sono avvicinato per aiutarla ma da quella posizione ho, più o meno inconsciamente, sbirciato nella scollatura di mia madre e ho sentito rinvigorirsi tutta la potente erezione di poco prima!

Cazzo, stavo davanti a mia madre inginocchiata a raccogliere cocci e ho fissato la sua pazzesca scollatura che svelava due tette atomiche!

Lei era sempre più infuriata e ha continuato a imprecare sempre più contro sé stessa. Mentre blaterava muoveva nervosamente la testa spostando lo sguardo dai cocci, che buttava nella pattumiera, a me che stavo in piedi proprio là davanti.

Il frenetico ping pong dei suoi occhi si è interrotto improvvisamente quando, sotto la tuta, ha notato la paurosa erezione che ha fatto diventare il mio cazzo esagerato come un randello!

Ero imbarazzatissimo… Mia madre ha fissato quel gonfiore enorme alzando le sopracciglia e spalancando gli occhi, era incredula su quel che stava guardando e io ero impietrito, sapevo che avrei dovuto correre a chiudermi in camera ma non riuscivo a muovermi e sudando come una fontana ho realizzato che il fatto che mia madre mi stesse fissando quella mostruosa erezione mi stava eccitando come mai prima!

Lei non ha più staccato gli occhi dal mio gonfiore osceno, ha lasciato ricadere a terra i cocci che teneva fra le mani e ne ha poggiata una sull’erezione, il cuore mi è salito fino in gola nel sentire come mia madre mi tastava il cazzo da sopra la tuta.

La sua espressione era sempre furiosa ma ha irrigidito la mascella e negli occhi le è balenata una luce strana, ha alternato alle palpate decise delle carezze languide, ho sentito la sua mano scorrere mollemente sul tessuto della tuta, lo ha fatto più volte lungo tutta l’asta, dalla base alla cappella, tastandone l’incredibile durezza.

“E così per tuo padre sono solo una poco di buono… Una cagna sempre in calore che da trent’anni cerca di approfittare di ogni occasione per farlo cornuto…”, ha commentato mentre, restando ginocchioni, si è raddrizzata sulla schiena, non dando più attenzione ai cocci per terra e mostrandosi invece morbosamente presa dal mio cazzo sempre più duro!

“…E’ ossessionato dal pensiero che io lo tradisca, da tutta una vita mi tiene come una reclusa, mi controlla come fossi una terrorista, mi scruta guardingo e rabbioso come un cane da guardia ed io sto consumando l’esistenza schiacciata dalla sua assurda gelosia! Adesso basta… per lui ho un’indole da troia e fa di tutto per tenerla repressa ma è arrivato il momento di ribellarsi!”, ha continuato nel suo delirio incontrollato mentre mi ha abbassato la tuta e il mio cazzo è svettato duro come il marmo, pulsante e osceno. Adesso quella verga la teneva in mano e l’ammirava compiaciuta…

“Però, che bel cazzo hai figlio mio… Tuo padre se lo sogna uno così…”, e mentre lo osservava ha preso a menarlo energicamente. Io ho cominciato a respirare con la stessa velocità con cui mia madre mi segava e ho sentito il sesso crescere ancora di più. Mentre sentivo i miei compagni fantasticare cose oscene su mia madre il mio cazzo si era ingrossato di brutto; mentre ci ripensavo salendo le scale ha raggiunto una dimensione che ho ritenuto eccezionale ma adesso, sotto le sue energiche smanettate e mentre vedevo le sue favolose tette agitarsi dalla scollatura, è diventata una randa massiccia e durissima come mai prima!

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