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I bagni della scuola

Prima di passare al mio racconto, ho deciso di presentarmi così che voi tutti possiate capire che tipo di persona sono e che cosa mi piace e non mi piace fare. Mi presento mi chiamo Silvia, ho da poco compiuto 18 anni e sono considerata una piccola puttanella da alcuni ragazzi della mia scuola. Voi vi starete chiedendo perché ed ora per saziare la vostra curiosità vi racconterò per filo e per segno il motivo di questo nomignolo che, oramai, mi porto dietro da circa 3 mesi.

Praticamente un giorno un ragazzo di quinta mi ha avvicinata durante l’ora di pausa – eravamo tutti in cortile ed io mi stavo gustando un panino con le mie amiche di classe – e così un certo Diego mi rivolge la parola e mi dice:

-Senti ti volevo chiedere una cosa, senza offesa però!

-Ma ci conosciamo?

-No, non ci conosciamo, ma se vieni un attimo con me ti faccio capire che cosa volevo.

-Va bene!

Lascio in custodia il mio panino a cui avevo dato giusto 3 morsi e mi sposto un po’ più in là dalla panchina dove ero seduta. Diego, quindi, inizia a raccontarmi che alcune ragazze della sua classe gli hanno già fatto questo tipo di proposta ed ora si chiedeva se potesse interessare pure a me. Lì per lì pensavo che volesse vendermi dell’erba, ma poi, in realtà, aveva in mente tutt’altro. Così si avvicinò ad un orecchio e mi chiese esplicitamente se avevo voglia di fargli un pompino in cambio di 10 euro.

Lì per lì mi chiesi se mi avesse preso per una puttana, ma poi pensandoci bene accettai la proposta. D’altronde qualche soldo in più mi faceva comodo e poi, chi cavolo se ne frega, lui avrebbe finito scuola tipo 2 mesi dopo, quindi….

Appuntamento al bagno del primo piano
Allora io e Diego ci accordammo per vederci 10 minuti prima della fine della 4° ora al bagno del primo piano. Era il bagno posto più infondo nel corridoio, dove solitamente non andava quasi nessuno – tranne durante l’intervallo – perché ci si metteva più tempo per raggiungerlo e poi dopo gli insegnanti rompevano l’anima. Così, giunto il momento, alzai la mano e chiesi alla mia insegnante di filosofia di poter andare al bagno. La prof, quindi, mi diede il permesso e mi recai al bagno!

Non appena aprii la porta trovai già li Diego che mi disse:

– Pensavo che avevi cambiato idea! Questi sono i 10 euro concordati, ora entriamo nel bagno, quello laggiù!

– Ripensato? No, figurati, una volta data la parola!

Allora entrammo nel bagno e lui si sbottonò subito i pantaloni e tirò giù la zip. Io, quindi, ho piazzato la mano sopra ai suoi slip e, dopodiché ho messo la mano negli slip, togliendo il suo cazzo che sembrava già essere leggermente in tirò!

Lo misi subito in bocca ed iniziai a ciucciarlo proprio come si fa con un ghiacciolo d’estate! Gli leccai a lungo anche la punta del pisello e misi anche la mia lingua sopra al suo buchino, così da farlo eccitare ancora di più. A quel punto, vidi che il cazzo iniziava a gonfiarsi, quasi come un palloncino di quelli allungati. A quel punto lo levai dalla bocca e poi inizia a segarlo con la mano, mentre con la lingua gli leccavo sempre la punta del cazzo.

Lui, poi, spinse di nuovo la mia testa sul suo cazzo e, quindi, dopo un altro paio di ciucciate mi sborrò in bocca. Oramai il gioco si era concluso e lui aveva goduto della mia bocca larga!

Autrice: Silvia

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