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Giuse e Alessandro

Giuse ed Alessandro
Era la primavera del 2012. Ad un inverno freddo e piovoso era seguito una bellissima primavera .La natura si era risvegliata e il verde dei prati ed i colori dei primi fiori diffondevano gioia.
La gente era “toccata” da quelle bellissime giornate e dopo essersi infagottata per lungo tempo aveva ripreso, fin precocemente, ad indossare abiti che richiamavano la vicina estate.
Tutti erano felici ,forse.
Io no.
Da pochi giorni avevo fatto una scoperta che mi stava triturando la vita.
Mia moglie mi tradiva. E con chi? Con il miglior amico di mio figlio Luca.
Mi tradivo con un uomo, ma che uomo e uomo. Era un ragazzo di oltre 20 anni più giovane di lei.
Era stata una scoperta casuale. Ne ero venuto a conoscenza da poco, ma ero riuscito a ricostruire tutto o quasi.
Per inquadrare meglio la vicenda devo fare un “tuffo” nel passato..
Sessanta anni fa , nel boom dello sviluppo del dopo guerra, mio nonno aveva fondato una piccola azienda che produceva macchinari per filati.
Ebbe successo sin dall’inizio ed in pochi anni la piccola “fabbrichetta” del varesotto era diventata una azienda di medie dimensione.
Nonno, lungimirante, non volle mai fare il passo più lungo della gamba e, se anche le richieste che aveva erano tante, preferì assestarsi su quella produzione che era soddisfacente soddisfare i suoi clienti di più alta qualità ed affidabilità.
Puntò molto sulla ricerca ed i suoi macchinari furono sempre all’avanguardia e tra i più ricercati, soprattutto all’estero .
I suoi mercati principali furono, e lo sono tuttora, la Germania e l’Australia.
Mio padre fu figlio unico, così come il sottoscritto e fu un passaggio naturale il passaggio di proprietà dell’azienda: dal nonno a mio padre, da papà a me.
Mio padre, gran lavoratore, parlava bene l’inglese e con quello si arrangiava anche con i clienti tedeschi, ma in previsione mi fece studiare sia l’inglese che il tedesco con lunghi soggiorni all’estero.
Fu quasi obbligatorio per me fare prima lo scientifico alle superiori e poi laurearmi al politecnico di Milano in ingegneria.
E qui arriva Giuse(diminutivo di Giuseppina).
Le nostre vite si incontrano durante gli anni di studio allo scientifico. Io ero in quarta, lei in prima, quando la conobbi.
Fui colpito da quella ragazza con lunghi e lisci capelli biondi che sembrava librarsi eterea sul resto dei compagni.
Era alta e magra ,ma di lei mi colpì in particolare il viso sereno ed il suo smagliante sorriso.
Non so se fu amore dal primo istante, ma è certo che colsi ogni occasione per starle vicino.
Era brillante e dolce nel contempo . Mi faceva sorridere e quando con lei tutto mi sembrava più bello.
Finalmente un anno dopo diventò la mia ragazza.
Ero vergine. Sino ad allora le mie esperienze sessuali si limitavano all’auto masturbazione, a qualche “limonata” con palpeggio di tettine ed a tanti erotici sogni, anche ad occhi aperti.
Anche lei era vergine ed insieme facemmo le prime e poi le più importanti scoperte sull’amore e sul sesso.
Mi sentivo un imbranato con il timore di fare brutte figure e ,non ridete per favore, leggevo libri per informarmi su……Me la cavai. Almeno sino a poco tempo fa la pensavo così.
Quell’anno passò in fretta . Fui promosso e mi iscrissi ad ingegneria a Milano.
Mio padre per non farmi sprecare tempo e concentrazione mi prese un appartamentino vicino l’università. Ciò da una parte favorì il mio percorso di laurea dall’altra parte mi teneva per lungo tempo lontana da Giuse .
Mi ero entrata nel sangue e il non vederla mi faceva star male. Inoltre ero macerato dalla paura di perderla
Lei mi diceva le stesse cose.
Sono sempre stato un buon studente e mi laureai nei tempi minimi. Finalmente tornai a casa definitivamente.
Lei si era iscritta ad Economia e Commercio e mostrava le sue capacità nello studio.
In quegli anni quella ragazza era cresciuta ed aveva acquisito molto in femminilità. I punti di magrezza si erano riempiti ed aveva tutte “le curve” ,dal culetto al seno, che si potevano desiderare. Era diventata una donna. Che indossasse pantaloni ,gonne o minigonne, era sempre un bel vedere e notavo come ragazzi e uomini in strada la guardassero con piacere.
Io ero fortemente consapevole e di questa sua piacevole crescita e ciò mi aiutò ,insieme alla paura di perderla, a “ chiudere” il cerchio.
Ci sposammo giovani. Lei aveva venti anni.
Io iniziai a lavorare a tempo pieno nella nostra azienda .Non avevamo problemi economici, anzi.
Vivevamo nella casa paterna.
Era/è una grande villa circondata da prati e boschi nel varesino. C’era la piscina ed il campo da tennis. Dopo aggiungemmo un campo da calcetto ed una piccola palestra.
Ci sposammo per amore e volli che continuasse a studiare. Il caso, o no, volle che restasse subito incinta, ma la maternità ci diede solo gioia; nacque Luca.
Furono anni bellissimi. Luca cresceva(purtroppo nonostante i tentativi è rimasto figlio unico). Giuse si laureò. L’azienda ,anche grazie al mio apporto, migliorò per quanto possibile.
Giuse era diventata una bellissima mamma e signora di elevatissima classe.
Vi ho detto poco di me. Sono alto quasi un metro e novanta. Amo lo sport e tra i tanti sport che pratico in particolare posso dire che ho fatto la “guardia” in una squadra di serie B di pallacanestro vicino casa.
Ho un fisico che piace, ma è inutile al momento parlare ancora di me.
Mio padre alcuni anni si ritirò dall’azienda passandomi tutte le responsabilità.
Papà e mamma contenti di me e della nuora hanno deciso di fare i ricchi pensionati e sono sempre in giro.
Hanno preferito lasciare a noi la villa e si sono trasferiti in una casa più piccola non lontani da noi..
L’azienda” funziona”, c’è uno staff eccellente ed io mi dedico solo ai grandi clienti per cui con una certa frequenza mi reco in Germania ed in Australia.
Giuse è diventata la responsabile del controllo di gestione in azienda ed ogni giorno dimostra le sue grandi capacità.

Gli anni volarono e furono belli.
Luca è cresciuto. Per sua fortuna anche lui è un bel, piacevole, intelligente ragazzo. Durante le elementari ha fatto amicizia con Giorgio e da allora sono diventati inseparabili. Giorgio ha un anno più di Luca che avendo fatto la “primina” ha guadagnato o anticipato(punti di vista)un anno di scuola.
Li ho visto crescere insieme. Per i motivi indicati: prati, piscina, Giorgio era sempre a casa nostra e ciò mi ha sempre fatto piacere. E’ un ragazzo buono. Luca ben si integrava con lui.
Se notavo un difetto era l’eccessiva timidezza che cozzava con il suo fisico d’atleta. In particolare quando era in presenza di mia moglie diventava rosso e faticava a parlare. Ma già da giovane era un bel ragazzo e crescendo, acquisendo sicurezza, avrebbe solo potuto migliorare..
Luca e Giorgio fecero le superiori insieme ed insieme si iscrissero ad Economia e Commercio. Decisero che al terzo anno accademico avrebbero fatto “l’Erasmus” , l’esperienza di studio all’estero. Avrebbero voluto farla insieme ,ma per una serie di circostanze Giorgio partì a settembre, mentre Luca partì il febbraio successivo.
Giorgio fece l’Erasmus a Goteborg in Svezia, ed in quel periodo Luca andò a trovarlo almeno tre volte. Mi disse di Giorgio che stava bene e lo trovava cambiato in meglio ,più adulto . “ Chissà cosa voleva dire?”
E mi disse che la c’erano tante belle ragazze.
Il cambiamento di Giorgio non mi stupiva, non c’è di meglio che un lungo soggiorno all’estero , lontano da casa , per farti crescere.
Devo dire che quando rientrò in Italia il suo cambiamento mi apparve superiore alle aspettative.
La sua timidezza pareva scomparsa, era diventato un uomo. Mostrava con fierezza il suo fisico alto e ben piantato e non “tirava” più giù le spalle nascondendo il viso.
Ora ti guardava franco in viso mostrando sicurezza e supportava anche con il “fisico” le sue argomentazioni.
Era stato un bel cambiamento.
Anche con Giuse non era più il timido ragazzo. Le parlava e la faceva ridere. Sembravano, a momenti, due amici.
Giunse il momento della partenza di Luca. Ero presente quando Giorgio si impegnò con Luca di far compagnia alla mamma quando io sarei stato all’estero.
Luca diceva :non voglio che la mamma pensi solo al lavoro e poi quando è assente papà mi sentirò più tranquillo sapendo che ci sei tu . Ormai è diventato un mondo di merda.
Era vero . Già da un po’ di anni il clima sociale era cambiato. E’ inutile cercare di decifrare i motivi o dare responsabilità. La certezza che furti, rapine erano cresciuti a dismisura ed in particolare erano state prese di mira le case isolate come la nostra.
Avevamo preso ,pe quel che poteva servire le nostre precauzioni.
Guardiano all’ingresso durante al giorno e per la notte abbiamo aderito al “servizio metronotte”.
Abbiamo messo videocamere che “coprivano” interamente il perimetro della villa ed alcune che monitoravano i terreni adiacenti.
In casa le videocamere no erano presenti nei bagni ma erano in tutti gli altri locali, comprese le cantine.
Era stato un lavoro fatto molto bene. Le telecamere lontane erano visibili ,quelle relative alla casa “invisibili”
Tutte le finestre avevano inferrate e le porte erano blindate. Infine, e questo fu fatto su suggerimento di un amico, furono fatte mettere le porte blindate alle camere da letto. Il mio amico aveva fatto una brutta esperienza.
Una notte si è alzato dal letto, poiché aveva sete, e al buio è andato verso la cucina incontrando in corridoio un ladro che con i complici si era introdotto in casa. Si era salvato ritornando di corsa in camera da letto dove si era chiuso dentro. In seguito all’episodio si era fatto “blindare2 la prta della camera da letto pe ulteriore sicurezza.
La nostra casa sembrava fort Knox.
Tutto le telecamere erano controllate da un sistema centrale che in teoria doveva essere attivato ogni sera. Io ero colui che doveva occuparsi della cosa .In realtà, un po’ per dimenticanza ,un po’ perché quando ero via nessuno l’avrebbe acceso, era sempre funzionante.
Questo lo sapevo solo io.
Nessuno era a conoscenza delle telecamere relative alla casa, sarebbe stato inutile e pericoloso
Quando i dischi su cui veniva fatta la registrazione in continua erano saturi vi era uno scarico automatico su un server ad altissima capacità. Io mediamente ogni due, tre mesi verificavo che tutto fosse ok e cancellavo le registrazioni liberando “spazio”.
Il sistema era intelligente ,quando rilevava una presenza ,umana o animale, di discrete dimensioni attivava un alert che rimaneva leggibile per me.
Ciò mi permetteva di vedere se qualche estraneo fosse entrato nella nostra proprietà. Fino ad ora non vi era stato, per fortuna ,nulla di spiacevole.
Le verifiche degli alert le facevo solo per le telecamere lontano ,nei terreni, altrimenti per la casa e dintorni sarebbe stato un continuo verificare con grande “perdita” di tempo.
Ed arriviamo ai tempi nostri.
luca era partito per il suo Erasmus da circa un paio di mesi ed io ero appena rientrato da una trasferta di una decina di giorni presso i clienti australiani.
Era stato un viaggio faticoso che si era concluso positivamente con soddisfazione dei clienti e mia.
Quella sera avevo insistito che anche Giorgio si fermasse a cena da noi. Solo dopo molto insistenze Giorgio accettò.
Quella sera Giuse era bella come al solito ed indossava una gonna a campana morbida ed una camicetta . Era una piacevole cena e ad un tratto notai che non c’era vino a tavola.
Dissi : perché non beviamo un po’ di vino?
Giuse si alzò, immediatamente ,anticipandomi. Disse vado giù(in cantina a prenderlo).
Appena si allontanò dissi a Giorgio: sono proprio curioso di vedere che vino prenderà. Non capisce nulla di vini.
Avevo ragione. Nel dubbio non sceglieva e dopo alcuni minuti non era ancora tornata. Giorgio disse: vado ad aiutarla e si recò in cantina.
Dovevano aver discusso sulla scelta del vino poiché tornarono dopo cinque minuti.

Prima Giorgio con la bottiglia e poi seguiva lei.
Non fu questo ad insospettirmi, ma altro.
La concitazione gioca brutti scherzi e non si erano accorti che :
Giuse era un po’ rossa in viso ed avevo l’impressione che fosse spettinata . Spiego meglio .Quando era scesa aveva i capelli con ‘la coda di cavallo’; quando è risalita i capelli erano ‘sciolti’.
La guardai più attentamente. La camicetta cadeva più morbida. Non l’avrei giurato, ma non indossava il reggiseno. Prima lo indossava?
Infine ,e questo non era discutibile, la gonna era ‘strana’. Era come se fosse stata sollevata e poi fatta ricadere senza essere messa a posto.
Mi stupii, ma non dissi nulla. La cena continuò; per me non più piacevole come prima.
Il dubbio si era insinuato in me.
Curavo i particolari: come lei si rivolgeva a Giorgio e viceversa, la loro familiarità, gli sguardi d’intesa , i sorrisi espliciti e non ‘.
Terminata la cena Giorgio andò a casa sua ed anche Giuse si ritirò in camera da letto.
Io fremevo. Era successo qualcosa durante le mia assenze e in cantina?
Stava succedendo qualcosa che mi era sfuggito? O erano solo paranoie di un uomo geloso?
Sapevo cosa fare.
Attesi un lungo tempo e quando fui sicuro che Giuse non avesse richiesto la mia presenza andai nello stanzino, sempre chiuso a chiave, dove vi era il sistema centrale di video ripresa.
Sapevo quale registrazione attivare ed in breve stavo guardando la ‘registrazione della cantina’. L’alert aveva funzionato perfettamente. Indicava ad una certa ora la presenza di qualcuno. In un attimo fui sulla sequenza che mi interessava.
Giuse era entrata in cantina e, dubbiosa sulla scelta, guardava le bottiglie di vino. Giorgio dopo alcuni minuti la raggiunge.
Lei dice: fortuna che sei arrivato ,non so che vino scegliere.
Lui ,mettendosi al suo fianco, :ti aiuto io.
Ma la sua mano si poggiò sul culo di Giuse che guardandolo disse: non fare lo scemo, non mettermi in imbarazzo con Alessandro, dobbiamo salire subito.
Giorgio non desistette. La sua mano si infilò da dietro sotto la gonna (vedevo la gonna sollevata).
Disse: oh la signora indossa il perizoma anche quando c’è il marito a casa. Sento una bella passerotta, come mi piacerebbe usarla. (Disse proprio così).
Sul viso di lei una smorfia. Doveva averla toccata nell’intimità.
E ancora: dammi un bacio; e la fece girare avvicinando la bocca .
Fu un bacio veloce, ma fu un bacio.
Lui disse: dobbiamo risalire, ma fammi contento. Sciogli i capelli; sai che mi piacciono così e fece l’atto di toccarle i capelli .
Lei si sottrasse dicendo: faccio io.
E poi Giorgio le disse: e togliti quel reggiseno del cazzo; sai che mi piace vedere le tue tette libere.
Sarà la fretta per tornare su ,sarà per obbedienza ,sarà per non so . Giuse si tolse il reggiseno che nascose dietro ad un bottiglia.
Gli disse va bene così? Possiamo andare?
Si andiamo ,ma prima tocca. Le prese la mano portandola sul suo ‘pacco’.
Senti come è duro . Ha sempre voglia di te.
Lei non sottrasse la mano, ma strinse il suo ‘pacco’.
Disse: aspetta. Avremo tutto il tempo che vorremo.
Risalirono. Nella fretta e nell’eccitazione non si erano accorti della gonna che era rimasta scomposta.
Ora mi era tutto chiaro. Mi tradiva. Ero un cornuto
Tutto era durato quattro minuti.
Ero distrutto. La mia fonte di certezza era caduta.
Volevo capire come fosse potuto succedere e la visione di altre registrazioni avrebbe potuto aiutarmi. Avevo bisogno di tempo.
Dovetti attendere una settimana prima di avere due giorni completamente liberi. Fu una settimana lunghissima e bruttissima. Stavo male.
Rivedevo mentalmente la scena in cantina e mi chiedevo perché?…..
Non c’era più amore? Non mi amava più?
Era attratta dal giovane? Si sentiva vecchia? Erano le mie assenze?
Poco sesso con lei ?
Facevamo l’amore uno o due volte la settimana . Lei non prendeva la pillola poiché non vi era motivo. La speranza, anche se remota, era che arrivasse un nuovo figlio.
Mi chiedevo di cosa fosse insoddisfatta. Aveva il suo lavoro, il suo spazio. Non avevo mai avuto sentore di qualche sua insoddisfazione . Parlavamo molto e trovavamo sempre delle soluzione. Eravamo una coppia felice. O era apparenza? E solo io ero felice e non mi rendevo conto di suoi desideri inespressi.
Riflettevo sulla nostra vita sessuale . Non vedevo nulla di anormale. Parlando con i miei amici avevo l’impressione che mediamente eravamo tutti nella stessa situazione. Sesso più per amore che per sesso, ma con felicità.
Quando iniziò il nostro rapporto mi facevo mille seghe mentali. Come si farà sesso? Sarò capace? Il mio uccello è sufficientemente lungo? Quale approccio devo avere? E così via. Ho letto persino alcuni libri per aiutarmi , ma la quotidianità supera qualunque lettura.
Ho letto persino delle ricerche sulla sessualità e sugli organi maschili e femminili.
Quello che ho letto ,che ancor oggi ricordo bene, mi aveva rassicurato.
In particolare ricordo che la lunghezza media del pene in erezione è intorno ai 13-14 centimetri con una circonferenza di circa 12 centimetri (diametro di circa 2 centimetri) . La vagina della donna a riposo è lunga dai 7 ai 12 centimetri con una larghezza molto elastica(per uscirci un bimbo’.).La parte finale ha molte cellule nervose: quindi molte donne percepiscono una sensazione che va dal disagio, al dolore, al piacere, se questa parte viene raggiunta e toccata.
Quando la donna inizia ad eccitarsi, la vagina si allunga e si ‘gonfia’ come un palloncino. Diventa anche più umida e più morbida .
Ricordo anche che la profondità della vagina può, attraverso una compressione dell’utero allungarsi di due o tre centimetri e che anche se dilatata (vedi il passaggio del bimbo) dopo due tre ore ,grazie ai muscoli vaginali che le danno l’elasticità torna alla normalità.
Quindi nel rapporto sessuali si hanno problemi solo se si incontrano uomini o donne ‘fuori della normalità’, statisticamente pochi..
Poiché il mi uccello in erezione è circa quindici centimetri mi sentii allora sufficientemente tranquillo.
Ora meno e capirete il perché.
Si. Riflettendo , i nostri erano rapporti nella piena normalità.
Ma è comprensibile.
Ci siamo messi insiemi inesperti . Abbiamo scoperto il sesso insieme. Se uno aveva dei pensieri diversi sul come farlo probabilmente non ha mai parlato o per timidezza o per la paura di essere frainteso/a.
Oggi dopo 20 anni di matrimonio indossa ancora le coulotte e non mette perizoma o indumenti intimi erotici. Vorrei chiederglielo, ma ho paura di urtare la sua sensibilità ,non vorrei pensasse che mi piacerebbe un po’ puttana. D’altra parte forse anche lei ha dei desideri e non li esprime per non essere mal giudicata.
Ma come si affrontano certi argomenti?
Nel tempo , con quelle brevi esperienze sessuali fatte ‘fuori’ casa, ho scoperto la ‘spagnola’, il fisting , il sesso anale. Giuse ha un culo splendido. Quante volte avrei voluto infilarci il cazzo, ma ho sempre desistito.
Come avrebbe reagito?
Ho visto l’effetto che una bella lingerie fa sul corpo femminile e di riflesso su me. Come proporglielo?
E poi, e poi ‘
il pompino con ingoio e senza.
Al massimo Giuse me l’ha baciato.
Per tradurre dalle seghe , alla prima scopata alla missionaria ,qualche volta alla pecorina.
Stop . Tutto qui e tutto nella nostra camera da letto.
Mai in sala o in cucina. Qualche volta ,all’inizio, in auto. Mai ci siamo fatti prendere e sopraffare dall’eros nei posti non canonici. Tutto normale e quasi controllato.
Non voglio colpevolizzare nessuna .Quando si comincia in un modo è difficile cambiare. Troppi sono i timori’.
Anche in questo ero ‘supportato’ dalle esperienze degli amici più intimi.
Tutti dicevano: mi piacerebbe con mia moglie, ma’
In sintesi.
Sicuramente tanto amore. Una normale vita sessuale e forse tanti rimpianti sulla stessa.
Finalmente mia moglie andò a trovare sua zia a Genova ed io accampando una scusa di lavoro rimasi a casa.
Avevo due giorni per visionare le registrazioni. Guardai dal giorno in cui Luca partì per l’Erasmus raccomandando a Giorgio di stare vicino la mamma.
Un paio di giorni dopo la partenza di Luca feci una prima trasferta di tre giorni. Dalla sera stessa Giorgio , Giuse forte delle raccomandazioni di Luca, andò a trovare Giuse
Giuse lo prese bonariamente in giro.
Vieni a controllare che nessuno mi abbia rapito, non c’è bisogno che tu venga tutti i giorni ,ma si vedeva che le faceva piacere vedere Giorgio.
A ciò contribuiva certamente il nuovo Giorgio. Non era più un ragazzo, ma un uomo. Inoltre era diventato anche simpatico.
Già da quella prima sera cenarono insieme. E così accadde fino al giorno del mio rientro.
Mentre Giorgio preparava un aperitivo, Giuse cucinava dei pasti veloci. Poi ,con un buona bottiglia di vino, cenavano . Parlavano di tutto. Ridevano ed erano in sintonia.
Giuse appariva più giovane della sua età e non sembrava fosse la mamma dell’amico di Giorgio. Era più facile pensare fosse la sorella maggiore.
La loro intimità giorno dopo giorno aumentava. Era visibile.
Se all’inizio vi era una specie di imbarazzo e la conversazione languiva poi non vi fu più limite.
Dalla politica ai viaggi, al lavoro, alle loro esperienze di vita.
In quelle tre sere si creò un nuovo rapporto tra Giuse e Giorgio.
Forse loro ,in quanto soggetti, non si rendevano conto del cambiamento, ma per me, osservatore, era evidente.
Non era più un rapporto di simpatica conoscenza, ma di amicizia e condivisione. Gli anni di differenza non erano più visibili. Si stava creando una intimità tra loro.
Simpatia ed allegria era nei loro sguardi e movimenti ed anche il ‘controllo’ si stava allentando. Al terzo giorno capitava che ridendo o nella foga della discussione e o brigando per casa si toccassero o che ii loro corpi venissero a contatto e ciò non li imbarazzava più.
Passarono i tre giorni ed io rientrai. Avevo già in programma una nuova partenza che mi avrebbe allontanato da casa per due settimane.
Al mio rientro tutto era nella normalità Giuse era presente ed affettuosa come al solito, un po’ preoccupata per la lontananza di Luca.
In quella settimana che rimasi a casa le giornate trascorsero come di consuetudine. Casa ed ufficio. Ufficio e casa.
Pranzavamo insieme a mezzogiorno ed anche a cena eravamo insieme. Facemmo l’amore con più affetto, se possibile( la lontananza di nostro figlio).
Giorgio ormai era di casa . Venne a cena più volte e con la sua presenza ed il suo nuovo spirito contribuì ad allietare le nostre serate. Fu una settimana molto piacevole.
Poi parti per il mio viaggio e ricordo che come prima Luca ,adesso fui io a raccomandare mia moglie a Giorgio.
Ripresi con attenzione la visione dei video dalla mia partenza.
La sera stessa Giorgio era già a casa nostra.
Guardavo mia moglie .Si aggirava tranquilla prima in casa, poi in cucina per preparare la cena .Affascinante e bella anche nella semplicità. Una falena che attrae.
Chiacchierava con Giorgio, che prima era sul divano del soggiorno e poi la seguì in cucina accomodandosi su una sedia. Così poterono continuare la loro conversazione.
La mia assenza non si sentiva. Anzi parevano più a loro agio.
Sempre più amici, più coetanei che altro. Giuse era diventata più libera anche nell’abbigliamento. Mentre normalmente curava ,alla presenza di terzi ,il proprio abbigliamento ora si disinteressava dello stesso ed accoglieva Luca in tuta o in mise ‘non controllate.
Ciò era segno di grande intimità , considerava Giorgio come uno di casa.
In quella sera ripresero il filo interrotto dalla mia presenza.
La casa si riempì di una nuova allegria. Forse la mia presenza aveva ‘schiacciato ‘ quel feeling che ora era tornato con maggiore vemenza a galla.
Quando si lasciarono quella sera ,per la prima volta, Giorgio le diede un bacio sulla guancia che Giuse accettò volentieri.
In tre giorni/sere il rapporto si consolidò sempre più.
Piccoli scherzi: ti scompiglio i capelli, ti prendo in giro per il vestito o per come pronunci quella parola, ti stringo per farti sentire quanto son forte e tu fragile”
Non si rendevano conto di quale fosse il limite tra un amico del figlio e la mamma del figlio. E si tracima’.
Arrivò quella sera .
Terminato di cenare sedettero vicini sul divano.
Sembrava vi fosse qualcosa di diverso . I toni erano più bassi e lenti. La vicinanza maggiore. Giorgio raccontava del su Erasmus
La Svezia è stata per me una scoperta in tutti i sensi.
Ho dovuto imparare a farmi da mangiare. Sono stato costretto a migliorare il mio inglese sia per la scuola, ma soprattutto per sopravvivere . Ho dovuto parlare con gli altri e ciò mi ha fatto uscire dal guscio. Con le relazioni è aumentata la mia sicurezza.
E mia moglie : hai conosciuto ragazze?
Sono state le ragazze a contattarmi. Dicevano: sei uno straniero che piace. Non mi chiamavano per nome ,mi chiamavano l’italiano.
Sono più sveglie delle nostre amiche, più pratiche e meno legate alla formalità. Quello che vogliono lo chiedono e spesso lo ottengono.
E stata Greta ,la mia prima amica svedese, a portami a letto facendomi perdere la verginità, da li è stata una escalation.
Da Greta ,a Licia e poi non le ho più contate. E’ stato un loro passa parola. Avevano fatto una scoprta molto intrigante per loro.
La cosa sorprendente è che non vi era gelosia tra ragazze e anche tra ragazzi e ho fatto tante esperienze ed ho imparato molto. La cosa più importante è che ho fatto una scoperta che mi ha rivoluzionato la vita.E rimase in silenzio.
Mia moglie incuriosita e coinvolta: dimmi quale scoperta hai fatto, non tenermi sulle spine.
Giorgio, dopo lungo tempo, parve tornare il timido ragazzo che conoscevamo.
Disse :no, non importa, lasciamo perdere.
Mia moglie insistette e so quanto sia difficile resistere ad un suo desiderio.
Con mille moine e con tanta femminilità lo indusse a rivelarsi.
Giorgio disse : visto che proprio devo ,ti dico, ma dopo non lamentarti.
E imprevedibilmente si slacciò la cintura e contemporaneamente calò pantaloni e slip e disse: questo è l’oggetto della mia fortuna.
A molla uscì un ‘mostro’. Pareva un fungo anomalo.
Una base larga almeno 6-7 centimetri ,poi si restringeva e poi riallargava verso la sommità. Sarà stato lungo almeno 23-24 centimetri..
Io mi sono impressionato. Penso a mia moglie, a cosa ha provato in quei momenti.
Sorpresa, curiosità, paura’cosa?
Era ,dopo il mio, il primo uccello che vedeva e ‘vedeva un mostro.
Era una scena surreale. Giorgio con i pantaloni calati e l’uccello in mostra ; mia moglie, di fronte, che sconcertata guardava lui ed il suo uccello senza proferire parola.
La fissa negli occhi.
Giuse in silenzio. Immobile.
Si avvicino a lei, la prese per le braccia per farla alzare
Lei si ritrasse.
Che fai? Potresti essere mio figlio.
Si, ma non sono tuo figlio e sono innamorato di te da tanti anni. Ricordo che avevo dieci anni ,stavamo festeggiando il compleanno di Luca e arrivasti con una grande torta coperta di panna.
Rammento che indossavi un vestito rosa e che al collo portavi una collana di perle. Eri una fata bellissima. Mi sorpresi a fissarti, penso di essermi innamorata di te da quel momento.
Quella sera mia mamma mi sgridò perché non volevo mangiare. Mi disse, arrabbiata: sei innamorato per caso? Guarda che se fai così ti metto in punizione e non ti faccio uscire con i tuoi amici.
Luca era già il mio preferito amico e spesso andavamo a casa sua ed io potevo vederti . Non uscire sarebbe stato non poterti vedere .
Forzandomi mangiai ; mamma fu contenta e non mi punì.
Da quel momento ogni occasione fu buona per precipitarmi a casa tua e poterti vedere.
Mia moglie ascoltava attenta e disse: ma sono passati più di dieci anni da allora, non sei più un ragazzino sei diventato un uomo. Parli di me.ma perché non pensi a tutte quelle ragazze che vorrebbero le tue attenzioni?
Giorgio: si è vero, ma per me è come allora. Se da ragazzino sono diventato uomo, anche i miei sentimenti sono cresciuti e se posso dire quello che penso :io ti amo. Ti voglio.
Ti ho detto che in Svezia ho imparato a chiedere e so quello che voglio e non ho timore a chiedere. E’.voglio te.
Giuse: no che dici’.
Giorgio: una volta ,una sola volta per tutti gli anni che ho sofferto . Eri tutta di Luca e di tuo marito, adesso voglio avere da te tutto quello che loro non potranno e dovranno mai avere .
Straparlava.
La prese nuovamente per le braccia tirandola a se; non si curò della sua resistenza . La strinse a sé.
Disse: mi senti? Lo senti? Impazzisce per te. Solo a pensarti si erge a farmi male.
Lei : no, no, che fai?
Ma Giorgio era lanciato e approfittando della sua stazza fisica la stese sul divano e coricandosi su lei le blocco i movimenti.
Quella sera Giuse indossava un semplice vestito colorato che le cadeva quasi a tubino poco sopra le ginocchia
Si disinteressò dei suoi no, delle sue implorazioni, delle sue lacrime di rabbia.
Infilò una mano sotto il suo vestito e ,seppur con fatica, raggiunse il suo obiettivo.
Mentre cercava di blandirla con le parole la sua mano agiva. Dal sussulto di lei qualche dito doveva essere entrato nella sua figa.
Lei diceva: no, basta, e cercava di dimenarsi.
Era inutile il peso di Giorgio la inchiodava.
Giorgio le parlava con affetto ed amore dicendo le cose più belle che si possono dire ad una amata e’ con la mano agiva.
Improvvisamente Giuse non fece più resistenza. Stette immobile. Il viso rosso ed ansimava.
Non era più un lamento di dolore, era qualcosa di diverso.
Giorgio disse :comincia a piacerti, vero?
Le mie amiche mi hanno insegnato a dare piacere, a come e dove toccare. Vedi ho trovato il tuo punto più sensibile e ti piace. Lasciami fare, lasciati dare.
Effettivamente Giuse era come se provasse qualcosa di piacevole. Stava immobile in una specie di vigile torpore .
Giorgio pensò di aver raggiunto il suo successo e provo a darle un bacio. Lei voltò il viso ed il bacio finì sulla sua guancia ,ma questo insuccesso non lo scoraggiò. Era pressata sul divano e la sua mano si muoveva lentamente sotto il vestito
La scena proseguì. Lei cercava di fare resistenza e lui’.sino a che Giuse impercettibilmente allargò le gambe. Adesso il movimento di Giorgio era favorito .
Pur non desiderando stava cedendo. Giorgio ci sapeva fare. Sapeva manovrare una figa.
Continuò per alcuni minuti sino a che non sentì che mia moglie stava raggiugendo il massimo piacere . Il suo sguardo era perso nel vuoto ;pareva fosse in un’ altra dimensione
Aveva individuato l suo punto G?
Allora riprovò a baciarla .
Questa volta mia moglie non fece resistenza . Forse non si accorse neppure di quanto stava avvenendo.
SI ritrovò la bocca di Giorgio contro la sua. Provò a ‘ma la bocca e la lingua di Giorgio avevano conquistato la posizione.
Ma fu un bacio veloce .Volto contro volto . Lingua nella sua bocca. Fu più una presa di possesso che altro.
Lasciò la sua bocca e le leccò la gola. Si, le leccò la gola.
Guardavo il movimento della sua mano: teneva due dita dentro lei facendo un movimento di frizione , sempre nella stessa direzione.
Giuse boccheggiava
Aveva la bocca aperta a cercare ‘aria’, e la lingua era fuori .
Si lamentava ,ma erano lamenti di piacere. I siii si sovrapponevano agli ohhh.
Non pensava più’ a nulla’godeva.
Giorgio colse l’attimo. Scivolò tra le su gambe ,le sollevò il vestito e le strappò le velate mutandine.
Fu velocissimo.
Si immerse in lei. La testa di Giorgio era tra le sue gambe.
Ora le sue mani erano sotto il suo culo e spingevano il bacino di Giuse verso la sua bocca.
Sembrava gliela stesse mangiando.
La bocca era affondata tra le sue gambe e vedevo la sua lingua leccare ed entrare .
Provai una strana sensazione. Mi pareva di sentire il profumo della passera di mia moglie .
Quante volte avrei voluto farle quello che le stava facendo Giorgio, ma mi ero sempre trattenuto. Arrivavo tanto vicino con il viso al suo scrigno che potevo aspirarne gli odori . Poi , a malincuore, mi risollevavo per ‘prenderla ‘,quasi sempre, alla missionaria.
Vedevo, o meglio non vedevo, quello che Giorgio aveva visto per la prima volta.
Una passera circondata da un folto boschetto di peli biondi che mia moglie teneva ordinati, ma senza ‘disegni’ particolari.
Ora si poteva dire che Giorgio era con la faccia dentro lei.
Era cambiato lo scenario. Ora pareva che mia moglie partecipasse attivamente.
Le sue man erano sul capo di Giorgio come a pilotare la sua bocca.
Giorgio la riportò alla massima eccitazione per poi fermarsi e sollevato il capo le disse: ti piace vero? Tuo marito te l’ha mai fatto? E mentre la guardava negli occhi attendendo una sua risposta riprese con la lingua il suo ‘lavoro’.
Giuse non rispose alle domande. Non aveva sentito? Non voleva rispondere?
Allora Giorgio si interruppe nuovamente e disse: rispondimi.
Ti piace ? Tuo marito te l’ha mai fatto?
Rispondi o mi fermo.
E qui la mia prima grande sorpresa. Pensavo che mia moglie fosse forte ,più forte di tutto e di tutti. Non mi aspettavo che cedesse al sesso.
E .. si mi piace. No mio marito non l’ha mai fatto.
Non era cedere, era capitolare.
Un sorriso dipinse il volto di Giorgio che le disse:,così mi piaci.
Questo è solo l’inizio, ti farò provare sensazioni uniche e godere tanto. Sarai la mia dolly.
(cosa intendeva? Dolly perché?).
Riprese a leccarla e masturbarla. Non affrettò i tempi, anzi ogni qualvolta la sentiva prossima al godimento rallentava per poi ricominciare.
La tenne sulla corda per lungo tempo sino a che lei non lo implorò.
Basta . Fammi godere. Non ce la faccio più. Muoio.
E lui: farai quello che ti dirò?
Lei :si quello che vuoi, ma fammi’
Questa volta non si fermò sino a quando lei non ebbe un violentissimo orgasmo riscontrabile sia nei movimenti scomposti del corpo che da un lungo strozzato gemito di piacere.
Pensavo fosse finita ,invece le lasciò solo il tempo di riprendersi. Pochi secondi ,poi si ributtò sulla sua figa ricominciando’
Mia moglie sorpresa disse :che fai . No . Basta .
Ma la sua figa doveva essere ipereccitata poiché bastarono poche leccate ed l’ormai consueto lavoro di dita per portarla in una nuova situazione di pre orgasmo.
Le sue mani tornarono a stringere il capo di Giorgio.
Aprì ancor di più, per quanto possibile, le gambe per favorire Giorgio e riprese a godere.
Siiii . Siii . Mi fai impazzire e si lasciò andare anche a termini che mai avrei immaginato di sentire da lei.
Sei un porco ,mi stai mangiando ‘ma mi piace. Continua per favore,
Cosa sarebbe ancora successo?
Ai miei occhi una scena irreale.
Ed io’il mio cazzo era combattuto . La scena di sesso non mi lasciava indifferente. Però la mia libidine cozzava con gli attori in gioco. Era mia moglie.
Giuse era di nuovo nel palone.
Giorgio aveva trovato, per sempre, i punti ed il ritmo giusto e sapeva come tenerla in pugno o meglio, e non fa ridere, in bocca.
Il vestito era completamente risalito sui fianchi .
Le sue gambe erano aperte . Una era poggiata sul divano e l’altra che cadeva dallo stesso.
Giorgio , che adesso aveva tutte e due le mani sotto il suo sedere , la manovrava a piacimento per i suoi scopi.
Giuse era come se fosse in un continuo godimento a cui mancava l’acuto finale: un nuovo orgasmo.
Guardavo e mi sentivo incazzato ,ma anche staccato. Cercavo di vedere le scene di sesso senza farmi coinvolgere. Cazzo era mia moglie. La mia donna. La compagna. La madre’
Ma potevo solo guardare
Nella nuova posizione Giorgio era più disteso che in ginocchio.
Lei con il vestito sollevato e lui con i pantaloni abbassati con il viso tra le sue bellissime ,lunghe ,gambe .
Il suo mostro era poggiato mollemente sul divano
Lei gemeva e lui teneva alta la sua eccitazione.
Mentre la ‘lavorava’ Giorgio cominciò a far scorrere il bacino su e giù sul divano.
Lei non poteva rendersene conto, ma io si E non mi fu difficile immaginare il perché .
Il suo cazzo sarà stato in uno stato di semi erezione e con quel movimento lo masturbava per farlo ‘crescere’. Voleva godere così?
Ci volle poco . era eccitato anche lui.
Avevo raggiunto il suo obiettivo. Vedevo il suo membro irto e minaccioso. Cosa voleva?
Tolse una mano sotto lei e per ‘compensare la nuova posizione’ dovette mettersi piegato in ginocchio e mise ambedue le gambe di Giuse sulle sue spalle.
Lei non poteva rendersi conto di quanto stava succedendo.
Giorgio era diventato un maestro del sesso.
Continuò a giocare con la sua passera e adesso si aiutava con le dita infilandone prima due e poi tre e poi quattro facendole contemporaneamente entrare e ruotare come a creare spazio.
Le portava le labbra intime verso l’esterno portando all’aperto la clitoride sulla quale si accaniva con rapide ‘slappate’ facendola sobbalzare dal dolore/piacere
Chissà cosa Giuse pensasse anche di questo.
Quando ritenne che si fosse abituata a questo gioco, che gioco non era, si sollevò portando il corpo in avanti .
Sembrava fosse un movimento per baciarla come aveva fatto prima ,ma c’erano sostanziali differenze. Adesso la figa di mia moglie era e sollevata nella posizione più adatta ad una penetrazione e soprattutto il cazzo di Giorgio era irto.
Fu tutto semplice.
Il viso di Giorgio contro il viso di Giuse. Il cazzo di Giorgio, guidato da una sua mano ,che si poggiava sulla vagina di mia moglie . Un piccolo colpo di reni e la cappella di quel grosso fungo era dentro lei.
A questo punto mia moglie senti e disse: no ,non voglio.
Giorgio disse: ferma ,non voglio farti male. L’ hai visto vero ?. Non hai mai preso un cazzo così. Se ti muovi ti fai male e cominciò piano piano ad andare avanti ed indietro. Non entrava in profondità. Solo la cappella dentro e fuori. Fuori e dentro . Non più di sei ,sette centimetri. Le pareti della vagina dovevano essere ‘tirate’ intorno a quel cazzo .
Pur non volendo Giuse ricadde nella profonda eccitazione. Giorgio stava bene attento a non penetrare in profondità. Era sufficiente quella piccola parte di lui per darle il piacere.
Quando Giuse ricadde nello stato pre orgasmico Giorgio volle, come prima, evidenziare il proprio potere e le chiese: ti piace? Ti piace il mio cazzo ? E sembrava una scena già vista.
Alla sua non risposta ripetè le domande sino che lei disse quel che lui voleva sentire: si, mi piace.
Come ti senti?
Piena. Mi sento la figa piena.
Adesso ti faro godere e incrementò il ritmo della sua quasi ‘scopata’.
Giuse sembrava avesse i brividi. Tre minuti di quel trattamento e arrivò il suo paradiso ed il mio inferno.
Godette e spinse in avanti il bacino accogliendo involontariamente un altro pezzo del cazzo di Giorgio.
Fu il colpo finale, gridò il suo piacere senza ritegno accasciandosi poi come una bambola di pezza,
Non era finita.
Giorgio si piegò nuovamente tra le sue gambe e succhiò i suoi copiosi umori derivati da un orgasmo incredibile. Giuse colse ciò che contribuì a allungare il suo piacere.
Era sfatta, accaldata.. Bellissima.
Non aveva la forza di muoversi.
Giorgio si pose a fianco a lei e delicatamente la bacio. Lei era nel nirvana e passivamente aderì al bacio.
Due innamorati.
Il cazzo di Giorgio mi era ben visibile ,ancora in erezione, era poggiato sul suo fianco.
Dopo quello che aveva provato come avrebbe potuto resistere Giuse a”
Giorgio attendeva che Giuse tornasse alla realtà. Il suo cazzo era sempre in erezione, poggiato a bella vista sulla coscia di lei.
Le lasciò un discreto tempo per riprendersi ,poi la sua presenza tornò, minacciosa, ad incombere sulla mia amata.
Me lo aspettavo. Ora avrebbe preteso la sua parte: il suo piacere.
Mi arrovellavo sul come’..
Non le diede scampo. Prese un cuscino e lo pose sotto la sua testa e poi quasi si sedette sul suo petto. Il suo peso premeva su lei provocandole fastidio e preoccupazione.
Era il nuovo Giorgio. Quello che si imponeva.
Le disse: ora tocca a me. Le tue tette mi hanno sempre fatto sognare e a confermare l’interesse prima le prese a coppa mimando una carezza er poi impossessarsi dei suoi capezzoli tirandoli a sè come fossero elastici.
Mia moglie: ah, no, che fai? Ho male.
Giorgio indifferente :tirava e mollava. Vedevo i suoi capezzoli allungarsi e ritrarsi. I no di Giuse diventarono dei lamenti di dolore. I suoi occhi lacrimavano.
Non pago iniziò a schiaffeggiarle le tette che ballonzolavano libere.
Continuò con questa specie di tortura per un bel po’. Quello che mi colpiva era il suo cazzo sempre irto, come se quello che facesse gli desse eccitazione.
Le tette ed i capezzoli erano congestionati quando si fermò. Mia moglie era stravolta, ma pensavo peggio .
Giorgio le disse: hai provato solo un po’ di dolore rispetto a quello che potresti sentire. E forse anche un po’ di piacere . Fai quello che chiedo ed andremo d’accordo.
Oggi prima lezione da Dolly: la spagnola. La conosci?
Con mia moglie le divagazioni sessuali erano state rare e la spagnola o qualunque termine si usi non rientrava nella nostra usualità
Al suo silenzio, che era un ammissione di ignoranza, Giorgio disse: forse già la fai, ma non ne sai il nome.
La spagnola è semplice. Ti metto il cazzo tra le tette e ti scopo. Tu dovrai aiutare il mio cazzo, tenendo le tette strette intorno a lui, e poi’poi quando spingerò verso l’alto dovrai leccarlo e succhiarlo. Non preoccuparti è più semplice farlo che spiegarlo.
E diede avvio alla prima, ufficiale, spagnola di mia moglie.
Si spostò in avanti ponendo il cazzo tra le sue tette e disse: stringi le tette. Si, così. Si comincia. Ed iniziò il suo pendolare.
Imparò in fretta. Con le mani teneva accostate le tette per permettere la frizione delle stesse con il cazzo e
quando l’escursione era più lunga la sua lingua, leccava il glande dandogli ulteriore piacere.
Cominciavo a pensare che a mia moglie piacesse essere comandata.
Giorgio si godette quel lubrico massaggio e la complimentava per la sua capacità. Erano complimenti un po’ fuori norma, ma il fine era lo stesso.
Brava troia. Lo sapevo che avevi delle doti nascoste da gran puttana. Sarà un piacere godere di te’.
Giorgio aveva ragione. Ci volle davvero poco prima che Giuse si appropriasse dell’arte della spagnola. Non aveva più bisogno di incitarla . Faceva da sé.
Non so se per paura; per farla finita; per’ si impegnava al meglio.
Stringeva le tette ad ogni passaggio di cazzo e dopo i primi passaggi ,sempre più frequentemente la sua lingua leccava il glande.
Quando Giorgio lo volle infilare in bocca, seppur con qualche difficoltà per la dimensione ,lo accolse.
Non fu un pompino ,ma qualche passaggio dentro e fuori, lo fece.
Giorgio si godette per un bel po’ il trattamento e pensavo che volesse concludere così, ma con mia sorpresa si fermò.
Si pose di nuovo al suo fianco e abbracciandola la baciò nuovamente mettendole la lingua in bocca.
La sua mano si insinuò tra le sue gambe divaricandole leggermente e a seguire si impossessò della sua figa Una prima carezza ,poi un dito dentro ed infine più dita erano in lei. La stava masturbando mentre limonavano.
Era capace. Le stava nuovamente dando piacere. Lei, presa, spingeva il bacino in avanti..
Lui si rese conto dei suoi movimenti alla ricerca di un nuovo piacere ed infierì.
Sei proprio una zoccola. Quanto arretrato hai? Ma tuo marito non ti soddisfa a sufficienza?
Una che ha così fame di sesso sicuramente ha già tradito. E’ vero?
Lei seppur quasi incosciente capì e liberando la bocca dal bacio disse: no. Non è vero. Non ho mai tradito Alessandro. S ei tu che ‘non riuscì a terminare la frase. Giorgio si era nel frattempo spostato e aveva messo il cazzo sulla sua figa. Prima che Giuse completasse la frase il suo uccello era entro lei.
Riuscì solo ad emettere un gemito di piacere/dolore. Giorgio aveva ricominciato a pomparla.
Ero stralunato.
Adesso Giorgio pareva incattivito.
Non riuscivo a capire il suo comportamento. A volte dolcissimo; a volte da bastardo.
Adesso era nella seconda veste.
Non fermò il suo spropositato uccello ,ma cercò, forzando, di introdurlo tutto dentro . Ciò era fisicamente impossibile.
Il cazzo era piantato in profondità nelle sua figa e lei gemeva .Quella bestia arrivava in fondo alla vagina e spingeva sull’utero. Dico queste cose perché era lei a dirle. Diceva: è grosso, mi sento piena, mi spinge in fondo (l’utero).
E lui : ti fa male? Resisti .Per te e per me.
Lei con mia sorpresa : si fa male, ma mi piace, non spingere forte.
Lui alle sue parole di condivisione per quanto avveniva tornò ad essere ‘dolce’. Si tratteneva e cercava di non farle del male, ma tant’è’. Ogni volta che il suo cazzo ogni volta arrivava in fondo lei apriva la bocca per respirare nuova aria e non gridare.
Se la chiavò per un po’. Poi fece cambio. Lei seduta su lui. Il suo pennone era infilato in buca. Ora era lei a dare i tempi. Si sollevava ed abbassava accogliendo in sé quel che riusciva. Era un gemito di piacere continuo. La testa verso alto e senza alcun suggerimento si tirava le tette verso il viso.
Giorgio, soddisfatto della sua iniziata trasformazione ,la guardava contento. Ogni tanto guardava il suo cazzo entrare in figa. Nel suo volto la curiosità nel vedere a quanto riusciva ad accoglierne.
La cavallina durò per una decina di minuti.
Poi tornarono alla posizione precedente.
Lo zoom del sistema video mi permetteva di vedere i particolari. Adesso quell’enorme bastone entrava e spingeva ,ma rimaneva fuori per almeno 7-10 centimetri; le sue palle cadevano nel vuoto o si poggiavano ad ogni affondo sul suo culo.
Lei per evitare di farsi del male cinse con le dita la parte che rimaneva all’aperto del cazzo e lo bloccava cercando di ammortizzare le sue spinte. Lo doveva tenere stretto per evitare che spingendo troppo forte le scappasse. Ciò provoca una piacevolezza per Giorgio che disse:’ ..si così mi piace . Al piacere della frizione del cazzo in figa si era aggiunto, per la parte ‘scoperta ‘ del cazzo, una stretta che era diventata una sorta di sega.
Il suo cazzo era completamento stretto in una piacevolissima morsa.
Si godette la scopata ,ma anche mia moglie godeva.
Giorgio disse :sei stupenda, ancora poco e vengo. Mi piacerebbe mi facessi una pompa vaginale. Sai cos’è?
Mia moglie disse: no ,non so, ma non venirmi dentro. Non prendo nulla..
E qui ci fu uno stop importante. Sempre tenendo il cazzo ben piantato in lei sollevò il busto per guardarla in viso. Poi accomodo le gambe di Giuse intorno sulle sue spalle.
Avevo una visione oscena del suo cazzo piantato nella figa di mia moglie. Sembrava un tubo nel foro di una galleria. Lo mosse un attimo e vidi il fremito di mia moglie accompagnato da un oh oh oh.
Giorgio: senti Giuse. ( ormai la trattava da pari, anzi da sottomessa)
Prima hai goduto tu e più volte. Adesso tocca a me ,come mi piace e come voglio io.
Ho capito ed immaginavo che tu non sia protetta ‘..Luca, mi ha raccontato di questa lunga ‘ ricerca’ di un fratello/sorella senza successo.
Sono tanti anni che scopi con Alessandro senza rimanere incinta. Adesso , proprio adesso dovresti restare incinta? Anche se succede sareste contenti. Alessandro, Luca ,te ed anch’io.
E poi vorrò venirti dentro tutte le volte che vorrò’sei d’accordo? E riprese a muovere il cazzo in lei.
Lei : non, no’,ma al suo’ ti piace? Rispose: si, si.
E lui : sei mia. Farai quel che vorrò se non vuoi che tuo figlio e tuo marito sappiano quanto sei zoccola.
Capito? Promesso? E incrementò il ritmo della scopata.
Lei: no,’ si
Lui :promesso?
Lei: si ,si.
Lui: si cosa?
Lei farò quello che vuoi.
Lui: brava.
Si chinò su lei . Bocca a bocca.
Poi tolse la bocca, ma inserì al posto della lingua due dita.
La chiavava, mentre si faceva succhiare le dita.
Ritornò a baciarla. Lingua contro lingua.
Mia moglie mise le mani intorno alle sue spalle per favorire la scopata sino a che’ disse :vengo, vengo ancora.
Poi lui: anch’io. Ti riempio. Vacca.
Sembrò che il suo cazzo fosse entrato ancor più in profondità. In realtà i suoi movimenti erano dovuti allo sperma che passava velocemente da lui a lei.
Mi sorprese il siiiii di Giuse al percepire della fiumana di sperma in figa
Ho capito che erano trascorsi oltre 20 anni e non conoscevo mia moglie. O non la riconoscevo.
Quando si risollevò il cazzo uscendo portò con sé buona parte della sborra iniettata in figa.
La sua figa aperta recava i segni del passaggio dell’abnorme cazzo e del suo sperma.
Giorgio crollò al suo fianco, ma senza lasciarla. Adesso fianco a fianco ,la teneva a sè. Una mano poggiata sul culo ed una sotto la sua testa e lei aveva una mano poggiata sul corpo di Giorgio.
Continuavano a darsi baci come fidanzati.
Passò del tempo e Giorgio riprese: Giuse da ora farai quello che vorrò, ma non ti preoccupare lo faccio per tuo bene ed aggiunse. Si, è vero ,anche per il mio bene.
Ti farò recuperare anni di clausura. Non ti spaventare voglio farti diventare una vera troia .
Giuse ascoltava in silenzio.
Giorgio si alzò . Il suo cazzo, ormai molle, pendeva sempre impressionante.
Le disse: abbiamo un po’ di giorni a nostra disposizione prima che rientri ‘.ne approfitteremo (usava il plurale) pe rinsegnarti un po’ di cose.
Intanto puliscimi l’uccello. Voglio che dopo il sesso sia sempre pulito e dovrai pensarci tu.
Al silenzio curioso di mia moglie rispose con :su sveglia, leccalo, succhialo. Puliscilo dalla tua e mia sborra. Se non ti sbrighi ti piscio in bocca.
Le diede una mano per farla rialzare invitandola a piegarsi. Mia moglie fece quello che era stato chiesto. Pensai che fosse cominciato il suo addestramento al sesso.
Finita la pulizia la fece rialzare. La guardava nuda.
Sembrava fosse al mercato ad osservare per nuovi acquisti.
Mia moglie non fiatava, attendeva. Era prostrata.
Le guardò e toccò le tette . Il suo sguardo scivolò su tutto il corpo e mormorò: bella, bellissima, sarà un piacere’.girati.
Di dietro mia moglie era altrettanto bella . Gambe lunghe da dove si staccava un alto e sodo culo. Spalle dritte.
Le disse: piegati e le toccò le spalle per indurla’Adesso il suo bel culo era nella massima esposizione.
Divarica le gambe. Bene
Adesso allarga con le mani . Voglio vedere bene il tuo forellino.
Mia moglie, come ipnotizzata fece tutto quello richiesto.
Giorgio, soddisfatto, la fece rialzare, girare e poi avvicinatosi la circondò con le braccia e le diede un passionale bacio.
Non riuscii a vedere se corrisposto.
Ero incazzato nero.
Non fini così.
La fece passeggiare, nuda, avanti ed indietro come una modella in passerella.
Dal suo viso si vedeva la soddisfazione per quello che stava ottenendo.
Ritenne di poter proseguire..
Disse: vediamo che vestiti hai ? Compresi poi che intendeva che intimo avesse.
Giuse aprì l’armadio che conteneva tutto il suo abbigliamento.
Giorgio diede prima l’attenzione ai suoi vesti guardando in particolare quelli da sera che apparivano più balli e poi sollecitando Giuse si fece mostrare i suoi capi intimi:sottoveste, pigiami, slip’..
Da buon porco fu attratto dai reggicalze.
Non li aveva mai usati. Sperando che’glieli avevo regalati in tempi ormai lontani. Erano finiti ,per il non utilizzo, in fondo al cassetto.
Giorgio le disse: metti questo nero (l’altro era chiaro), ma prima guardiamo le scarpe.
Mia moglie ,come una dolly, si lasciava guidare.
Nel porta scarpe prese quelle di vernice nere con tacco alto che Giuse utilizzava negli incontri di rappresentanza.
Dai, metti reggicalze e scarpe. Voglio vedere che effetto fa.
Era vestita, per dire, come voleva lui.
I tacchi valorizzavano ancor più la sua slanciata figura ed il reggicalze che cadeva libero le dava un’aria impudica di grande attrazione.
Di nuovo la fece ‘passeggiare su e giù. Poi ,all’improvviso l’attirò a sé facendola piegare e le disse: troia succhiami l’uccello. Ricorda sei una troia .
Silenzio.
Mia moglie glielo succhiava e lui carezzandole la testa diceva: brava, sei brava, continua così.
Ma non gli interessava il pompino. Gli interessava che lei obbedisse ai suoi ordini.
Dico questo anticipando il seguito che me lo fece capire compiutamente.
Quando il cazzo fu in tiro la spostò facendola accovacciare.
Adesso la dominava dall’alto .
Le disse: guardami. Il viso d’angelo di mia moglie era rivolto verso l’alto a lui che in modo ‘duro’ la guardava.
Si prese l’uccello in mano come fosse un manganello, le intimò di non muoversi e la schiaffeggiò con l’uccello. Prima una guancia poi l’altra. Una e l’altra e viceversa.
Le disse: fuori la lingua.
Le passava l’uccello sulla lingua e poi con lo stesso la schiaffeggiava.
Continuò ,incurante del dolore procurante , sino a quando le sue guance furono belle arrossite.
La stava stuprando mentalmente.
Infine il colpo di grazia, almeno per quel giorno.
Le disse: adesso piscia.
Mia moglie ha quel punto ebbe un gesto di reazione che lui bloccò con un: fai quel dico e non protestare se non vuoi che sia peggio.
E mia moglie: ma non riesco
Lui: ti aiuto io.
Si mise vicino a lei. Mise il cazzo di fronte la sua bocca e le disse: chiudi gli occhi e apri la bocca. Non pensare ad altro. Pensa solo che vuoi pisciare. Quando lei aprì la bocca le appoggiò il glande all’interno ed inizio un lento scivolamento dentro e fuori.
Le carezzava la testa e in modo ipnotico le diceva : brava sei brava, fai la pipì e ripeteva come in una cantilena queste frase.
Non so se quale fu il vero motivo all’improvviso un primo schizzo di urina si perse nel vuoto tra le cosce e davanti ai piedi di mia moglie. Poi diventò una prolungata pipì, come da lui voluta.
Era terminata, un laghetto si era formato sul pavimento.
Quando ebbe terminato mia moglie riaprì gli occhi .
Aveva il suo cazzo in bocca e gli occhi rivolti a lui come aspettasse ulteriori ordini.
E lui cogliendo il momento disse: visto che sei stata così brava anticipiamo i tempi.
Non muoverti. Tieni la bocca aperta. Ti piscio dentro. Non scappare.
Non potevo crederci
Mia moglie rimase immobile e lui si concentrò . Vidi la sua prima contrazione che accompagnò il primo schizzo nella bocca di lei e dopo lo schizzo la pipì continuò ininterrotta . Mia moglie resistette a questa perversione sino a che potè, poi spostò la bocca e sputò a terra.
Lui non se la ‘ prese’.
Disse: brava. Per essere la prima volta sei stata brava. Imparerai a berla tutta.
Mia moglie corse in bagno per sciacquarsi. Lui la raggiunse riportandola in ”
La baciò con affetto. Si baciarono .
La sorprese e mi sorprese di nuovo.
Si inginocchiò tra le sue gambe facendogliele divaricare e per l’ennesima volta immerse la testa tra le gambe di mia moglie.
Questa volta usò dapprima solo la lingua. La leccò, baciò, si insinuò in lei’le fece ancora provare quale piacere poteva dare una lingua in figa.
Vedevo lei diritta sul busto, i tacchi alti e le gambe larghe. Il viso godurioso verso l’alto. La lingua fuori bocca oscillava leccando le labbra da destra a sinistra e viceversa. Con le mani si manipolava le tette. Spingeva bacino e figa verso la sua lingua.
La testa di lui era tra le sue gambe e la lingua faceva il suo piacere. Ai lati della testa pendevano gli elastici del reggicalze ancora indossato.
Poi lui inserì due dita appaiate a carezzare l’individuato suo punto di massima eccitazione.
Voleva sentisse la mancanza della sua lingua e del resto per quando si fosse allontanato.
Riuscì per l’ennesima volta a farla godere.
L’aveva in pugno
Si rivestì . Le disse ci vediamo’ ed uscì dalla nostra casa.
Dovetti trovare un nuovo punto di registrazione.
C’erano Giorgio ed un altro uomo. L’uomo, poi appurai fosse Giacomo, era: nudo, di altezza media, ma la cosa che più lo identificava era quanto fosse grasso. Giovane e grasso e sul davanti gli pendeva l’uccello. Per essere corretti un uccellino.
I due uomini stavano chiacchierando e Giorgio gli stava dicendo: si è tutto vero quello che dici ,ma sono indeciso.
Ho diverse opzioni, ma devo decidere. Te ne dico alcune, ma ne ho tante. Dimmi quali preferireste?
-La porto a battere’.sai dove’.-
-Mi piacerebbe vederla godere e farsi chiavare da una donna
-La faccio scopare dal figlio senza che lui lo sappia ,ma lei si.
-Hai presente Mohamed e gli altri? Gli faccio ‘provare’ la bella ‘borghese’ e magari mettere incinta così a sorpresa nascerà un bel extracomunitario.
– e se facessimo dei fimini porno lei accoppiata con qualche animale? Che so, un cane? Un asino’.Una bestia insomma
Vorrei qualcosa di estremo. Hai suggerimenti?
Quello che è certo, e te lo prometto, sono due cose:
-nel giro di niente godrà solo di cazzi grossi come il mio ed in assenza le mancheranno
-entro sei mesi sarà incinta e non di suo marito.
E anche vero che vorrei che fosse sempre la mia bella troia sino a che non mi stancherò. Perché un’altra figa così, e così troia, dove la trovo?
Cosa stava succedendo?
No. Dovevo capire cosa fosse successo. Avevo sbagliato e saltato dei punti di registrazione. Interruppi questa osservazione e cercai i precedenti punti.

Cosa pensate sia o potrebbe succedere?
Ritornai a vedere le registrazioni arretrate ed effettivamente, non so per quale inghippo, ne avevo saltate alcune.
Ripresi la visione dalla più datata.
Giorgio era in casa seduto alla tavola con lei e stavano parlando di quanto era accaduto la volta precedente. Giuse cercava di convincere Giorgio sull’eccezionalità di quanto avvenuto e Giorgio il contrario.
Giorgio ,in breve, diceva : quanto accaduto doveva ripetersi con costanza e in modo sempre innovativo poiché solo questo rende il sesso piacevole.
Giuse invece sosteneva che è l’amore che sostiene il sesso.
Giorgio ribadiva che l’amore è solo una componente del sesso ,la parte più piccola, e glielo avrebbe dimostrato.
Sembrava di assistere ad una discussione filosofica al ping pong .
Giorgio ‘giocava’ sulle parole di Giuse portandola se’: se sei convinta di quelli che dici non dovrebbe essere così difficile provare quello che ti proporrò. Dopo vedremo chi aveva ragione.
Cosa avrebbe risposto mia moglie?
Non ,non mi va bene. Capisco, ma non sono d’accordo. Non voglio.
Giorgio disse: a questo punto non puoi scegliere .Devi. Se non vuoi essere sputtanata devi’
Il silenzio.
Si alzò e avvicinò a lei.
La fece alzare e la baciò. Dopo una invisibile resistenza mia moglie ricambiò il bacio.
Le mani di lui scesero sul culo e lo strinsero per bene. E quando una mano sollevò la morbida gonna e si infilò tra le gambe di lei la sua titubanza fu nel dire: cosa fai? Ma allargò le gambe per favorire la mano.
Intanto le bocche e le lingue si toccavano.
In pratica Giorgio aveva avuto il consenso e quando se ne rese conto, continuando a stimolarle la passera con la mano, le disse: fissiamo le regole.
La prima e l’unica : come già detto farai tutto quello che vorrò. D’accordo?
Mia moglie, ormai con la mente altrove, mugolò un si che Giorgio colse al volo.
La fece girare su se stessa e la indirizzò verso la camera da letto. La guidava tenendole la mano sul culo. Gli piaceva sicuramente farlo e mio moglie(in calore) non fiatava.
Ci fu un interludio alla scopata. Arrivati in camera le suggerì ed indicò come doveva vestirsi in sua presenza nelle diverse occasioni.
Poi le fece aprire cassetti ed armadi e Giorgio diede i suoi si.
Ma il ferro va battuto finchè è caldo. La riprese a se’ e nuovamente alzando la gonna le infilò la mano tra le cosce. La guardava fissa negli occhi mentre la masturbava. Voleva il suo controllo mentale e fisico.
Fuori la lingua. Fammela vedere. Falla girare. Porca.
Quella gentile figura ,quasi una madonna ,si prestava ai suoi desideri.
Si staccò da lei e le disse: su la gonna. Fammi vedere.
Aveva dei candidi tradizionali slip bianchi che leggermente traforati lasciavano più immaginare che vedere i peli della passera. Calzavano a pennello ed evidenziavano l’intimo triangolo.
Avrebbe potuto sfilare come modella per l’intimo.
Lui premette con un dito sugli slip entrando tra le intime labbra, Un gemito ed una spinta in avanti del bacino accompagnarono il dito di Giorgio. Mia moglie era desiderosa e pronta’. Ma Giorgio voleva giocare e dominarla.
Lasciò cadere la gonna togliendo la mano e le disse : spogliati, ma piano. Mi piace vedere quanto sei bella e quanto sei troia.
Lei lo fece senza imbarazzo , anzi sembrava piacerle il ruvido trattamento orale. Si tolse la camicetta, il reggiseno ed infine la gonna.
Poi impaziente attese un suo comando.
La fece piegare sul letto. Che figa.
Disse: bel culo, ma quelle mutande stonano con quello che sei. Prendi e metti questo. Le passò un perizoma velato.
Mia moglie lo prese e con un movimento elegante che avrebbe fatto alzare il pene ad uno zombie si tolse i suoi slip ed indossò il perizoma.
Giorgio le disse: gira ,fatti vedere.
Davanti, la trasparente protezione faceva vedere la passera ed il ciuffo di peli biondi che la orna .Dietro, il filo interdentale si incastrava tra i suoi preziosi globi scomparendo all’interno.Erano due mappamondi da visitare.
La fece nuovamente piegare sul letto alla pecora e senza preavviso e senza l’ostacolo degli slip le mise un dito in fica.
Cazzo, sei fradicia, fu la sua esclamazione. Hai proprio voglia di un bel cazzo,vero?
Vero? Rispondi? (E intanto girava il dito all’interno. Mi pareva di sentirlo sguazzare tra i suoi umori).
Mia moglie abdicando: si lo voglio.
Cosa vuoi?
Il tuo cazzo. Dammelo disse tanto era impaziente….
A questo punto tutto filava. Giorgio guardò per l’ennesima volta quel bellissimo culo e spostando il filo, senza altri preamboli, lo mise in figa. Per meglio dire ‘sprofondo’ in quella accogliente figa.
Aveva ragione lui. Accolse il suo cazzo, per quel che poteva, senza fatica.
Era già fradicia all’idea’da un po’.
La chiavò facendola gridare. Poi tenendola stretta e stando sempre ben piantato in lei la ribaltò, giacendo supino sul letto con lei sopra. Lei iniziò a muovere il bacino avanti ed indietro, prima lentamente, poi sempre più velocemente. Aveva la faccia stravolta dal godimento. Continuò a cavalcarlo sino ad un primo orgasmo. Poi ancora per un bel po’, fino a che non ebbe un altro orgasmo e si fermò respirando affannatamente.
Lui era immobile (era lei che lo scopava), non era ancora venuto e si pasceva della visione delle sue tette ballonzolanti e del suo trasfigurato bel viso.
Gli disse: mi fai morire, ma tu non vieni mai?
Lui: si, ma mi piace vederti godere e poi mi piace venire dentro te. .
Lei: ma così rischio troppo .
Lui: dai lo so che ti piace sentire lo sperma riempirti.
E’ vero. E’ forte .Quando lo sento spandersi, mi sembra di avere un nuovo orgasmo. Non capisco cosa mi succeda ,ma mi piace tanto.
Lui: e allora sentilo, prendilo tutto. Possiamo fare un po’ di attenzione, ma piace a tutti e due. Dopo tutti gli sforzi ,senza successo, che avete fatto per dare un fratellino a Luca saprai bene quali sono i tuoi giorni più fertili?
Certo. I giorni a maggior probabilità sono i due, tre giorni prima dell’ovulazione.
Li conosci?
Ho fatto un’esperienza lunghissima in merito.
E allora qual è il problema. Se vorrai, in quei giorni non ti verrò, in figa. OK? E’ sottinteso che troveremo qualche altro buco per il mio sperma .
Lei intuendo : no ,lì no. Non l’ho mai fatto e poi con quello che hai mi faresti del male.
Lui: vedremo. Adesso scopami.
Lei ricominciò la cavalcata sino a quando si accorse che lui stava venendo e”lo sento si sta ingrossando. Mi stai venendo dentro. Ecco’si si si..
E si lasciò andare sfiancata su lui.. Il suo cazzo sempre dentro che poi rimpicciolito scivolò fuori lasciando la scia dello sperma depositato..
Fu lei a poggiarsi interamente su lui ed a porgergli la bocca per farsi baciare.
Era a tutti gli effetti diventata la sua amante.
Ma anche questa giornata riservava una nuova sorpresa .
Passarono qualche minuto a coccolarsi ,poi Giorgio ritornò tra le sue gambe ritornando a slinguarle la passera . Ormai Giuse si era abituata a questo atto e con piacere si pose nella miglior posizione.
Ho pensato che Giorgio fosse un malato del cunnilingus . Ciò si rivelò in parte vero. Gli piaceva molto. Ma era anche il mezzo per avere sempre di più.
Era solo questione di tempo per ” prima che lei cominciasse a mostrare il su piacere Giorgio la fece mettere prona sul letto.
Il suo bel culetto e la passera erano in bella vista e Giorgio ricominciò a leccarla senza tralasciare alcuno degli orifizi .
Dopo essere passato con la lingua più volte su passera e ano portandola ad uno stadio di super eccitazione la fece spostare con il culo che quasi sporgeva dal bordo del letto e le disse di non muoversi.
Si alzò e prese dal pantalone qualcosa. Sembrava un tubetto dal quale prelevò, ponendola sulle due dita, una polvere.
Poi con le dita ed un movimento dall’alto al basso e viceversa mise questa.. non so’.in figa facendo ben attenzione a spargerla sulla zona della clitoride e sul foro anale.
Poi esercitò una specie di massaggio circolare per spargerla con uniformità come volesse farla penetrare.
Questo richiese alcuni minuti mentre Giuse ,eccitata, rimaneva con il culo all’insù.
Completato quello che stava facendo Giorgio mise il molle membro nel canale che ‘divide’ le due rotondità del culo. Si strofinò in esso ed in breve il membro fu nuovamente turgido.
Non ebbe alcuna difficoltà ad infilarlo in figa. Lei fu piacevolmente sorpresa dalla nuova introduzione ed il suo avanti ed indietro le diede nuovo piacere. Poi lo tolse e riprese a carezzarla.
Giuse stava impazzendo di piacere, si agitava. Sembrava avesse il fuoco di santo Antonio addosso.
Gli disse : per favore basta toccarmi, prendimi.
Giorgio continuò a carezzarla e lei lo implorò:
Basta’Ti voglio dentro
Giorgio aspettò ancora, lasciò che lei continuasse ad implorarla. Lei muoveva oscenamente il culo ,come una cagna, a richiamare il suo uccello.
A quel punto lui introdusse l’uccello in figa ed in pari tempo con un dito entrò nel suo retto.
Il piccolo gemito che fece Giuse fu l’unica resistenza reale che trovò.
Cominciò ad abituarla a quella intrusione.
Cazzo in figa, dentro e fuori. Dito in culo, dentro e fuori. Viaggiavano in sintonia. Le dita diventarono due, ma Giuse non disse nulla. Continuava a tenere il culo alto per aiutare lui nella scopata.
Giorgio continuò.
Giuse , era in delirio . Una febbre sessuale si era impossessata di lei.
Diceva: ancora ,ancora, continua; aveva bisogno del suo cazzo; di qualcosa di duro in lei.
Giorgio estrasse nuovamente il cazzo e continuò a penetrarla solo con le dita nell’orifizio anale.
Giuse, era confusa, la smania cresceva.
Giorgio dai mettilo’ti prego, scopami’fallo
E Giorgio: schiaccia la schiena e porta il culo indietro
E lei fece quello che non avrei mai creduto. Spinse la schiena in basso e il culo in fuori.
In quel modo , il sedere svettava in tutta la sua bellezza.
Giorgio le disse lo sai cosa voglio?
Lei: no, no.
Lui :Il tuo culo
Lei: no no
Ma non senti le mie dita dentro di te? E’ vero che ti piace?
Lei :si ma ho paura mi farai male- stava cedendo-
No non sentirai male. Ho usato una polvere particolare che abbassa la sensibilità e favorisce il piacere.
Senti male?
No è vero, ma’
Basta . Voglio il tuo culo ,ma devi darmelo tu.
Lei: sei uno stronzo
Lui non rispose, le divaricò i glutei e scese di nuovo con la lingua a eccitare la clitoride, ma questa volta, la lingua usciva e giocava anche con il piccolo foro aumentando lo spasmo sessuale di Giuse.
Lei cercò di resistere.
Un altro orgasmo la prese all’improvviso, ma la sua voglia non diminuiva.
Gli disse :scopami; farò quello che vuoi.
E lui: dimmelo.
Lei cosa?
Lui lo sai.
E Giuse cedette.
Abbassò la voce, si vergognava di chiedere una cosa del genere ,fu un sospiro: mettimelo nel culo. E aspettò’
Lui poggiò il glande all’altezza del foro. Fece peso e la inculò con una spinta lenta, lenta .
Il suo glande gradatamente superò lo sfintere ed entrò nel suo culo.
L’aveva sverginata
Lei gemeva ,ma non si sottraeva.
Lui pian piano lo spingeva su e giù. Lo fece per alcuni minuti Quando senti il condotto anale sufficientemente dilatato alla penetrazione si tirò indietro facendolo uscire del tutto. Fu solo un attimo.
Le disse brava: ci siamo riusciti.
Lei: si ma ho sentito male, ma alzò di nuovo il sedere e si allargò al massimo, quando, capì che lui stava per entrare di nuovo.
Un’altra spinta. Un altro urletto di dolore. Era nuovamente in lei, dove mai nessuno aveva osato.
Il dolore, doveva essere era ancora presente, ma il tempo stavano ottenendo risultati.
Ormai erano da diversi minuti dentro di lei e non poteva introdurlo più di quanto avesse già fatto.
Come va’?
Mi brucia’
Ti abituerai, vedrai.
Intanto masturbati.
Come?
Si ,masturbati .Non l’hai mai fatto’..? Non dire scemate e fallo.
E la sua mano andò a carezzare le intimità.
Il cazzo continuava a trapanarla e le sue dita cercavano di compensare ‘il dolore’. ( Se c’era ancora).
Lui gli chiese ancora: come va adesso?
Giuse non rispose, ma, fece una cosa che non credevo possibile, cominciò a spingere piano il sedere verso il suo profanatore.
Lui allora la prese nella maniera che più preferiva. Le cinse con le mani le tette, sollevandola e portandola a sé.
Guardavo lei . Il busto sollevato. Le dolci mammelle strette nelle mani di lui. I suoi lunghi biondi capelli che incorniciavano un viso sofferente ,ma gaudente. Il bel culo ben poggiato a lui, che quasi non si vedeva il cazzo penetrarla
La pistonava con intensità e fervore, godendosi anche la postura adottata.
Infine accadde: per la prima volta un uomo venne dentro di lei . Dentro il suo culo.
La ‘venuta’ fu preceduta un ultima intensa spinta di lui che si formò in lei nel punto più lontano. La lasciò. Le sue tette erano nuovamente libere.
‘Sentendolo’ godere lei interruppe la masturbazione rilassandosi e facendosi cadere avanti, sempre prona e con il culo sporgente sul letto.
Dopo un po’ Giorgio lo ritirò e rialzandosi guardò il bellissimo culo di mia moglie. Vedevamo la stessa cosa : un buco enorme, un cratere.
Non pago infilò le dita . Raggruppate tra loro, riuscì ad introdurne quattro.
Mia moglie non fiatava.
Girò un po’ le dita . Le tolse. Guardò. Era pensieroso.
Le disse: non muoverti . Rimani così. Torno subito
Seguendolo con i video lo vidi andare in cucina. Aprì il frigo e prese’. Sembra proprio una zucchina. Si era proprio una grossa ,lucida, verde, zucchina.
Torno velocemente da lei.
Non si era mossa. Il culo verso l’alto. Il foro ancora occhieggiante che era quasi completamente chiuso e lui..
Lui le appoggiò la zucchina e con dolcezza e fermezza gliela spinse dentro. Dove? In culo.
Giuse sentì la nuova intrusione e come risvegliatasi disse che fai?
Lui : tranquilla . Non voglio che il tuo buco si chiuda velocemente altrimenti la prossima volta dobbiamo ricominciare da capo. Ho messo una zucchina che terrà dilatato il condotto anale e lo sfintere. La prossima volta sarà tutto più elastico e più semplice.
Anzi nel frattempo profittiamo’.si inginocchiò sul letto . Il suo molle cazzo era presso il viso di lei.
Fammi un pompino. Ti sembrerà di essere con due uomini. Uno che te lo mette nel culo ,l’altro in bocca.
Le mise le mani sulla testa spingendola verso il suo uccello. Lei ,rassegnata??? Lo prese in bocca .
Intanto lui parlava: ti ho messo sull’ano e sulla clitoride della polvere di cocaina. Me l’hanno insegnato in Svezia. Toglie sensibilità alle parte intime, ma ne favorisce il rilassamento e di conseguenza il piacere.
Lei, la bocca occupata, non poteva altro che ascoltare.
Si fece pompare per un po’. Poi si recò dietro lei e sostituì, senza alcun ostacolo ,la zucchina con il cazzo. La inculò con foga. Nuovamente mise la zucchina nel buco e ritornò con il cazzo alla bocca. La sequenza si ripetè tre volte. L’ultima volta si concluse con la sua sborrata in culo. Ne uscì.
Gli rimise la zucchina e le disse :ancora mezzora poi puoi toglierla. Le diede un bacio . Si rivestì ed uscì dalla nostra casa.
Per un paio di giorni casa nostra fu la fabbrica del sesso per Giuse.
Giorgio la scopava ed inculava di brutto. Ogni tanto intervallava con i pompini. Lui godeva, ma faceva godere molto più lei. Le stava facendo recuperare anni di normal sesso e la stava rendendo una servizievole ninfomane.
Gli piaceva farla ‘vestire’ nelle mise più sexi e ‘puttanesche’ ipotizzabili. Ogni luogo e posizione era buono per fare sesso: in doccia, sulla tavola in cucina, in corridoio, in garage, in piedi, a letto, alla pecorina, missionaria, alla capretta, alla carrettiera’
Non mi facevo una ragione nel vedere mia moglie prestarsi ad ogni richiesta ,ma soprattutto mi lasciava sbigottito la sua fame di sesso.
Pareva avesse conosciuto un nuovo mondo; un nuovo modo di vivere. Era una femmina in preda di continue pulsioni erotiche.
Il cazzo di Giorgio la trapanava sistematicamente in ogni buco, ed i suoi orifizi, dalla bocca all’ano, ne avevano preso le misure.
Ormai Giuse era consenziente, coinvolta e sempre più disponibile e Giorgio ,mai pago, voleva sempre qualcosa in più.
Martedì sera lei era nuda e scarmigliata, pareva recasse su sé i segni del godimento.
Le fiorenti mammelle si muovevano ipnotizzando e dando stimoli erotici. Il rigoglioso ciuffo di peli sulla passera era in bella mostra, così come il suo armonioso corpo. Era serena e felice. Non aveva più vergogna a mostrarsi come mamma natura’e neanche a godere e far godere con il suo splendido corpo.
Giorgio stava uscendo dalla nostra casa, lei nuda era vicino lui sull’uscio. Poggiata a Giorgio gli stava dando ,con partecipazione, l’ultimo bacio della giornata. Lui baciandola le teneva una mano tra le cosce .
Fu un peccaminoso ultimo gioco di lingue e di mano.
Lui a fatica si staccò da lei che lo tratteneva. Disse: adesso devo andare; è tardi e domani ho una giornata molto impegnativa. Devo andare a Torino. Penso di non riuscire a tornare per sera. Dormirò lì.
Dovrai tenermi questa passerotta in caldo e con la mano rinforzò il messaggio. E’.bello sarebbe se’..se’
Ormai mi conosci e ti conosco. Giovedì sera sarò qui. Da te e dalla mia passerotta. Stupiscimi.
Lascio a te il come.
Lei ebbe un ombra sul viso, ma non disse o chiese nulla e lui andò.
Lei si recò in camera da letto e si distese sul letto. A gambe divaricate si toccò la passera emettendo un sospiro.
(Stava pensando a quanto avevano fatto? A quanto vorrebbe fare? A quanto già gli mancava l’uccello di lui? A’)
Il giorno dopo Giuse si allontanò da casa per alcune ore, ma non notai nulla di anomalo.
Giunse il giovedì. Trascorse una giornata indaffarata. La casa, il lavoro ( ormai quasi sempre per via informatica , in ufficio da qualche mese la vedevano solo quando anch’io ero in Italia), se stessa.
Dedicò un discreto tempo a curare il suo corpo e a ,non compresi bene, ai suoi vestiti e alla lettura di qualcosa che non potei identificare. Notai che guardò più volte il calendario. Nel tardo pomeriggio si dedicò alla preparazione della cena e attendendo l’arrivo di Giorgio al suo abbigliamento.
Nel vedere, passai direttamente all’arrivo del suo amante. Non è più un’estorta scopata ; è una relazione che si regge sul sesso.
E’ inutile girarci intorno: sono un cornuto.
Giorgio si presentò vestito come al solito: camicia e pantalone.
Lei era bellissima, una vera signora. Aveva raccolto i biondi capelli in uno chignon. Indossava un abito lungo sotto al ginocchio.
Era un abito che utilizzava, con altri, per le più importanti incontri di rappresentanza. Senza essere volgare le fasciava il corpo evidenziando la sua armonia e naturale eleganza.
Al collo una colla di perle e al polso un braccialetto sempre di perle, alle dita aveva solo la vera matrimoniale. Calzava scarpe eleganti con il tacco classico.
Una bellissima elegante e nobile signora è quella che accolse Giorgio.
Giorgio era stupito e ammirò il suo abbigliamento.
Lo accolse con un casto bacio sulle guance ed anticipandolo gli disse: dovevo stupirti? Ti stupirò.
Giorgio non proferì parola e colto il messaggio la seguì in casa.
La tavola era già ‘apparecchiata’ e tutte le portate presenti. Le sedie erano predisposte affinchè si sedessero uno di fronte l’altra. Così fu.
Fu una cena serena. Si dissero, a grandi linee, di come avessero trascorso le due giornate e parlarono di argomenti vari. La cena si concluse. Lei era tranquilla radiosa. Giorgio era in ansia si chiedeva se fosse tutto lì, se”.
Lei si alzò ,andò da lui ,lo prese per mano e gli disse: vieni.
Lo portò verso la camera da letto. Sembrava un altro film.
Nuovi attori, nuovo spettacolo, ma ‘
Una bellissima signora lo stava conducendo nella sua camera da letto. Era quasi imbarazzato.
In camera lei lo spinse verso il letto. Gli disse: ti voglio nudo. Spogliati e distenditi.
Giorgio ,curioso, si spogliò e si distese sul letto. Sul nostro antico e grande letto a baldacchino.
Aveva il mostro a riposo.
Giuse gli disse: adesso ti legherò al letto. Non dovrai far niente. Questa è la mia serata. Devo stupirti.
Giorgio era un po’ dubbioso, ma lei prese dei nastri rosa e gli legò ,a croce, gambe e braccia ai quattro capi del letto. Sin dal primo braccio legato era evidente che fossero ‘ falsi nodi’. Sarebbe stata sufficiente una forte trazione e Giorgio si sarebbe liberato . Questo sicuramente lo tranquillizzò e gli diede un sorriso da aspettativa sul volto.
Quando terminò di legarlo lo guardò come fosse inserito in un quadro. ùDisse: bello e con la mano carezzò il ‘mostro’ che tanto piacere le aveva dato.
E poi: adesso tocca me.
E con la sua innata eleganza, in un’unica soluzione, fece scivolare l’abito a terra.
Sorpresa, il suo intimo
Reggiseno traforato, bianco e a coppe. Le sue mammelle ed i capezzoli si vedevano in trasparenza.
Reggicalze bianche con slip traforati, anch’essi bianchi.
Calze velate, inesistenti alla vista.
Mosse le gambe. Si era liberate delle eleganti scarpe ed aveva calzato delle scarpe con tacco altissimo.
Una elegantissima, eroticissima, bellissima, puttana, signora.
Giorgio strabuzzò gli occhi ed il ‘mostro’ ebbe un primo fremito.
Giuse disse: ti piace il mio vestito? Guarda.
Si allontanò dal letto facendosi rimirare come una modella. Si girò mostrandogli il culo. Camminò sculettando in avanti, poi si girò tornando verso il letto.
Poteva sfilare con gli Angeli di Victoria Secret’s.
Era una bomba erotica.
Giorgio era deliziato, glielo si leggeva in volto.
Lei: non è finita qui. Vedrai.
L’uccello di Giorgio dava segni di risveglio e di impazienza e lei: poverino adesso ci penso io.
Si mise in ginocchio ed appoggiò la lingua sui coglioni .Si dedico solo a loro. Li leccò e massaggio fino a che per reazione l’uccello non si indurì in modo soddisfacente. Lieta del primo risultato si risollevò slacciandosi il reggiseno. I due morbidi globi caddero liberi.
Si dedicò all’uccello . Lo spompinava con maestria e lo segava, ed utilizzando le mammelle lo inglobava in esse dandogli un morbido massaggio. In breve il pene di Giorgio si eresse nella sua massima espressione, ma lei continuò a pompare e a segare.
Giorgio si godeva il servizio.
Ed io guardavo mia moglie, ma non era solo mia moglie era soprattutto una bellissima signora che omaggiava un giovine ragazzo.
Ammiravo la sua testa ed il suo chignon e coglievo il costante moto: su e giù
Fu un servizio che durò quasi un ora. Ogni volta che Giuse riteneva, dai sintomi, che Giorgio era prossimo a venire si interrompeva dedicandosi ad altre parti del corpo. Gli ciucciava i capezzoli ,gli leccava i coglioni, strusciava le tette sul suo torace. Insomma senza smettere di dedicarsi al suo corpo ne ritardava l’orgasmo.
Quando in un suo movimento il suo viso venne quasi a contatto con quello di Giorgio lui provò a darle un bacio, ma lei si sottrasse.
No, disse: oggi sono una puttana e le puttane non baciano sulla bocca e riprese a ‘.
Ma prima, non capii il perché, rimise il reggiseno imprigionando le sue tette.
Quando lo poppava vedevo il suo bel viso e la bocca aprirsi in modo smisurato per accogliere l’uccello. Poi si spingeva con la bocca fino a dove poteva accoglierlo. Due o tre pompate, qualche movimento di sega e via così, stando ben attenta a non farlo venire. Era lei che gestiva il gioco e ne fissava le regole.
Lo fece impazzire per il frustrato desiderio di sborrare.
Giorgio inarcava il corpo per entrare a fondo nella sua bocca, per poter scaricare il seme. Ma lei si allontanava.
Era diventato per Giorgio un supplizio. Dovevano dolergli le palle
La implorò.ma lei rideva e niente.
‘Decido io quando”.
Dopo un ora di questo fare decise che il momento fosse giunto e lo fece in modo particolare.
Non frazionò il suo pompino. Continuò a pompare sino a che ebbe le prime avvisaglie del suo orgasmo.
Il pene si stava ingrossando. Giorgio stava contraendo gli addominali ,le prime gocce seminali stavano’allora con grande dispiacere di Giorgio, che disse : no, no ..continua’sottrasse la bocca all’uccello e si fermò a rimirare, solo pochi centimetri più in là, quanto stava per succedere.
L’uccello di Giorgio stava avendo le tipiche convulsioni prima dell’orgasmo. Lei le guardò curiosa per poi dare l’ultima ‘spinta”.
Gli carezzò e strinse dolcemente gli ormai pieni coglioni e poi impugnò l’uccello nel mezzo trascinando la pelle per due volte verso il basso. Furono gli ultimi colpi di sega e lo lasciò libero.
Fu la tracimazione. Il colpo di grazia.
Fu l’apoteosi. Giorgio inarcò il ventre. L’uccello eruttò zampilli di sperma che raggiunsero l’altezza di un metro sopra il letto. Furono come fuochi d’artificio. Uno, due, tre, quattro, schizzi di sperma si rincorrevano per l’aria.
Poi la quiete rotta sola dall’ansimare di Giorgio.
Gli schizzi di sperma ricaddero anche sul corpo di Giorgio. Gambe e torace ne furono colpiti. Mia moglie amorevolmente ,con la sola lingua, lo ripulì.
Pensavo, ed anche Giorgio lo pensava, che fosse terminata, ma non era così.
I due amanti, per motivi diversi , non parlavano. Giorgio poiché ancora l’onda del piacere e lei, come dopo seppi, poiché pensava al seguito.
Furono lunghi minuti di silenzio. Lei si accoccolò sul basso torace di lui e gli guardava l’uccello tornato alle dimensioni di riposo.
Poi ricominciò a giocarci. Una carezza, una tiratina , un bacio e così via. Non appena ebbe un cenno di risveglio si dedicò ad un profondo continuo pompino. Solo ogni tanto, con la li lingua, gli forzava l’orifizio uretrale .
Intanto continuava a massaggiargli le palle come se volesse far produrre nuovo sperma.
Lavorò ,lavorò e le sue capacità più la giovane età di Giorgio diedero il risultato voluto.
L’uccello era nuovamente dritto come un obelisco.
Giuse aveva gli occhi persi . Era innamorata di quel cazzo. Era il suo bambino.
Disse: adesso tocca anche a me.
Si raddrizzò e si mise a cavalcioni di Giorgio . Si calò lentamente con lussuria ed impugnò il cazzo per guidarlo dentro lei.
Ma aveva ancora indosso e gli slip e Giorgio le disse: che fai se non togli le mutande?
Ma si zittì quando sentì l’umido delle sue intime labbra e percepì il loro aprirsi. Si senti scivolare in lei. Meglio era lei che prendeva lui.
Il suo cazzo era in profondità in lei che cominciò l’antica danza. Su e giù. Giù e su.
Giorgio erà già perso ed anche lei era in strada verso il paradiso.
Il cazzo le era entrato facilmente indicando quanto fosse vogliosa e pronta.
Giorgio ed io avevamo realizzato: gli slip avevano un foro in corrispondenza della figa come raccontato nei più erotici abbigliamenti.
Era erotico vedere il cazzo andare su e giù circondato dai bianchi slip di lei.
Giuse si preparò alla grande montata.
Si tolse il reggiseno permettendo alle tette di muoversi libere ed essere a disposizioni della vista di Giorgio. Sciolse lo chignon . I lunghi capelli caddero liberi ed ondeggiavano ad ogni suo movimento.
Avevo un viso d’angelo impegnato in uno sforzo di piacere.
Sicuramente la sua passera non poteva accogliere tutto il cazzo di Giorgio, ma lei cercava di farlo. Ad ogni discesa il piacere ed il dolore si mischiavano e venivano riflessi sul suo viso. Si muoveva con una demoniaca intensità alla ricerca del piacere.
Giorgio, legato, poteva solo assecondare i suoi movimenti.
Poi rallentò senza fermarsi e ‘parlò.
Sai cosa ho fatto ieri? Sono andata in centro a Milano alla ricerca di un negozio di lingerie ed ho comprato il reggicalze, calze e reggiseno. Ti piacciono? Ma volevo stupirti e non era sufficiente, ma in quei negozi non vi era di più. Allora sono andato in un porno shop di periferia ed ho guardato ,ho visto tante cose’ma avevo vergogna. La proprietaria ,una signora non vecchia, anche piacente, ma con certo che ..di strano, mi guardava. Si chiedeva cosa facesse una signora in quel negozio?
Avevo vergogna. Ho detto che ero lì perché volevo fare uno scherzo ad un’ amica ,ma poi sono uscita senza prender nulla. Che imbarazzo e vergogna.
Avevo visto quegli slip da puttana con il buco sotto, ma non ho avuto il coraggio di comprarle . Allora sono tornata nel negozio di lingerie . Ho comprato quelle che vedi e ho fatto io il foro. Ti piace?
Giorgio, sorpreso e deliziato, : si, si.
Godeva nell’esser scopato.
E Giuse : allora ti ho stupito? Sono riuscita?
Giorgio, con frasi smozzicate dal piacere: si, alla grande.
E Giuse ,ma non ho finito. Voglio stravincere.
Sai che giorno è oggi? ( ecco perché guardava il calendario)
Giorgio: giovedì.
No, stupido. Oggi è uno dei due, tre giorni che precedono la mia ovulazione. Oggi la probabilità che rimanga incinta è ai massimi.
Adesso dipende da te . Cosa vuoi? Vuoi un tuo figlio da me ?’Un figlio che non sarà mai tuo? Che vedrai crescere e non ti chiamerà mai papà? Lo vuoi? Pensa a quanto soffrirai sapendo che è tuo e non poterlo crescere. Pensa’.e decidi.
Dimmi: sì o no?
Lo investì di queste frasi e accelerò l’andirvieni sul cazzo. Lo aveva portato all’eiaculazione. Era questione di pochi attimi, di pochi movimenti.
Era perversa e splendida. A cosce aperte ,troneggiava seduta sul suo cazzo, il viso stravolto dal piacere .Presa dal sesso e dalla oscenità dei suoi pensieri e delle sue frasi.
Sollevò leggermente il culo facendo sfilare l’ uccello che adesso era fuori. Oscillava nel vuoto ,ma era leggermente poggiato con la punta all’ingresso di lei. Le sue labbra intime erano aperte. Sarebbe bastato un nulla per sprofondare nuovamente in lei, ma ‘
Giorgio non aveva scelte. Era legato. Era nelle mani di lei.
Se avesse detto no: lei si sarebbe sollevata definitivamente ed il suo cazzo sarebbe rimasto nel vuoto come nel precedente orgasmo. Sicuramente l’avrebbe fatto godere, ma”.
Se avesse detto di si: lei sarebbe ricaduta su lui ed il suo cazzo sarebbe rientrato nel paradiso terrestre, avrebbe percepito le sue caldi intime pareti, si sarebbe fuso con lei, l’avrebbe riempita del suo piacere, ma’.
I pensieri paiono lunghi ,ma tra il sollevarsi del culo di Giuse e gli stessi trascorsero solo attimi.
E ad occhi e cuore sbarrati sentii Giorgio dire, anzi gridare: siiiiiiiiiiiiiii
Il si era ancora per aria quando Giuse si fece cadere sul cazzo di Giorgio rimpossessandone.
Al si di Giorgio si aggiunse un si animalesco, come un grosso lamento, di Giuse.
Il cazzo era nuovamente in profondità in lei.
Era giusto quello che avevo pensato . Si era interrotta prima nel momento in cui Giorgio stava eiaculando .Erano trascorsi solo pochi attimi e la sborra era ancora lì. Stava aspettando solo un piccolo aiuto, una piccola spinta, che arrivò.
Alla seconda ‘discesa’ Giorgio gridò il suo piacere . Lo sperma passò dal suo uccello alla figa di Giuse. La riempì, farcì, impregnò.
Giuse continuò i su e giù raggiungendo un duplice risultato:
-godette, godette in modo incredibile. Il viso ed il corpo erano stravolti.
-favorì l’immersione dello sperma sino alla massima profondità a raggiungere l’utero.
Poi come colta da un malore cadde in avanti su Giorgio.
Il cazzo uscì come un serpente , cosparso di sperma ed umori, rimanendo con la punta in lei.
In un ultimo moto, mia moglie scivolò su Giorgio fino a raggiungere con il viso il suo viso. Poggiò la bocca alla sua e gli infilò la lingua in bocca come a suggellare il terribile patto.
L’aveva sicuramente stupito.

Piace? Suggerimenti femminili che sono maggiormente mirati
Ormai i giorni di scopata si susseguivano. Vi racconterò solo dei giorni con episodi particolari.
Tra una scopata ed altro proseguiva il suo addestramento, la sua formazione sessuale. C’era sempre qualche novità . Vi racconto della pompa vaginale.
Giorgio a Giuse : ricordi di quando ti parlai della pompa vaginale?
E’ arrivato il momento di farla diventare realtà.
Le insegnò o meglio ancora le fece far pratica della capacità di fare miracoli con la passera . Le spiegò che il primo passo è reimparare l’utilizzo dei muscoli pelvici (dei muscoli che stringono l’ano, bloccano la pipì, irrigidiscono la parte tra l’ano e il sesso).
Le raccontò che la passera può produrre tanti e diversi movimenti. Stringere e rilassare i muscoli della parte iniziale della passera è una cosa che si riesce a fare subito applicandosi per poco tempo; una cosa da principianti.
E le chiese di provare.
Poiché voleva godere guardando; volle che fosse nuda mentre provava a ripetere le sue istruzioni.
Effettivamente ebbe ragione. Già in poco tempo riusciva a fare i corretti movimenti. Lui le infilò un dito in passera e provò. Le disse: brava sento la stretta della passera intorno al mio dito. Ti piace?
Lei: si
Allora puoi fare il passo in avanti. Ci vorranno giorni e tanto allenamento, ma ne vale la pena.
Nella sostanza le disse: perché accontentarsi di raggiungere l’orgasmo vaginale e dar piacere, quando con un piccolo sforzo in più potresti al tuo uomo sconquassargli il cervello e triturargli le contrazioni psichiche rendendolo tuo schiavo
E per questo ,sai quale sarebbe il massimo del massimo?
Quando riuscirai a farla fremere.
Quando la passera ti freme gli uomini roteano gli occhi, perdono il senso della verticalità, capiscono che esiste il paradiso e che se potessero ti darebbero in regalo la torre Eiffel e di più.
Il Fremito è l’apoteosi.
Per averlo devi muovere la passera in su e in giù il più lentamente possibile, vedrai che non ci riuscirai, ma i muscoli iniziano a tremare e lui e te vedrete milioni di stelline che brillano per voi.
Le amiche ti chiederebbero: ‘Ma cosa gli fai? Voodoo? Magia nera? Gli metti coca nel caffè per renderlo tossicodipendente?
‘No’ diresti tu (se fosse possibile): ‘Passera, solo passera.
Ripeto: dovrai fare tanto allenamento, ma sarà bello.
Nelle ore successive guardai mia moglie esercitarsi . Era perverso, ma di sana libidine vederla e pensare che si stava dedicando a come meglio gustarsi e gestire un cazzo.
Per farla breve per più ore nei successivi giorni si dedicò agli esercizi e Giorgio ebbe il piacere di usufruirne.
Anch’io mi chiesi se in un futuro avrei potuto usufruirne.
Poi un giorno’. stasera ti porto al cinema .Preparati.
Lei piacevolmente sorpresa andò a prepararsi. Dapprima in bagno si spazzolò i lunghi capelli. Scelse il profumo più opportuno’insomma si stava facendo bella. Poi in camera da letto. Era nuda e guardava l’aperto armadio. Era indecisa su cosa indossare, quando dal soggiorno giunse un grido.
Era lui: metti un vestito leggero . Mettilo scuro che sta bene con il colore dei tuoi capelli e non perdere tempo con mutande e reggiseno . Non ti servono.
Mia moglie sentì ed obbedì. E’ questo il termine corretto: obbedì.
Mise un vestito blu leggermente scollato che si allargava in vita cadendo appena sotto il ginocchio.
Non mise nè mutande, nè reggiseno, nè altro. Una collana ed un braccialetto come ornamento.
Era bellissima nella sua semplicità. Si recò da lui.
A vederli non pareva ci fossero venti anni di differenza tra di loro. Lei dimostrava molto meno dei suoi anni. Lui più dei suoi ventitrè anni . Quindi erano una coppia. Una bella coppia.
Lui la guardò e vidi come era soddisfatto di lei.
Le si avvicinò e sorridendo le alzò il vestito sul davanti.
Si appurò della sua nudità. Rimase a guardare il suo pube. Un unico commento: bella; dobbiamo fare qualcosa per il tuo bel boschetto. Poi fece ricadere il vestito e la guardò in viso. Le si avvicinò e respirò il suo profumo.
Gli piaceva.
Disse: bellissima. Lei non era truccata ed il suo fresco viso appariva ancor più giovane.
Le diede un bacio e lascivamente fece scivolare la lingua sulle sue labbra e poi’
Disse : sei stupenda. Un’ultima cosa e per stasera sei perfetta. Metti quel rossetto vermiglio che ben ti evidenzia le labbra . Mettine tanto.
Mia moglie andò nel nostro bagno e ritorno da lui con le labbra ben evidenziate dal rossetto da lui richiesto.
Lui disse: bene; ed uscirono.
Rientrarono circa tre ore dopo.
Ridevano . Lei era poggiata a lui.
Lui rideva e diceva: proprio un bel film.
Anche lei sorridendo: non dire niente, con il pompino che ti sei fatto fare ,mi hai fatto perdere l’ultima mezzora, sicuramente la più bella.
Ecco perché aveva voluto portarla al cinema e perché del rossetto. Infatti sulle sua labbra vi era solo il ‘ricordo’ del rossetto.
Sicuramente adesso era presente intorno al suo uccello.
Però non pareva arrabbiata, al contrario.
Lui si era tolto un altro desiderio e lei aveva fatta una nuova esperienza.
Lui: non ti lamentare. Quanto ti ho toccato la passera ho sentito quanto fossi bagnata. Eri eccitata.
Lei: si, è vero. All’inizio era atterrita. Se mi avessero vista. Se mi avessero riconosciuta.. se.. ma quando ho iniziato a succhiarlo non ho pensato più a nulla . Mi interessava solo succhiarlo e riuscire a bere il tuo sperma
E mi è piaciuto. Mi sono sentita un po’ puttana. Ti confesso che avevo sognato questa esperienza e poi’ma sai, solo mio marito sin da giovani ed allora è andata così.
E lui al volo: ti farò recuperare.
E sai che ti dico stasera dormo da te , con te.
Lei apparve sorpresa, ma come ormai al solito nessuna obiezione.
Non solo la scopava ed inculava adesso voleva sostituirmi anche nel letto, come fosse lui il marito.
Tralascio i momenti successivi e la fase di preparazione al letto.
Le solite cose’le funzioni corporali, il lavarsi i denti, la doccia ‘ poi a letto.
Lei fece per indossare il pigiama., ma lui disse: no. A letto si va nudi. Solo i vecchi vanno vestiti. Se si ha freddo ci sono le coperte.
Pensandoci ,non aveva torto. E’ l’abitudine che fa andare vestite a letto le coppie. Il solito tran tran. La scopata quando non si è stanchi ‘
Dove dorme tuo marito?
Notai che quando erano solo loro lui non mi nominava mai per nome : ero suo marito.
Lei disse: da questa parte del letto. A destra.
Lui: mi va bene.
Si distesero sul letto fianco a fianco momentaneamente in silenzio.
La quiete fu interrotta da lui che disse devo dirti una cosa. Non so quanto ti farà piacere ,ma è giusta che tu sappia. Riguarda tuo marito.
Mia moglie lo guardò stupita
‘Anch’io stupito allungai le orecchie ed alzai il volume della registrazione’.
Primo devo farti una domanda.
Da quanto tempo non fai sesso con tuo marito?
La domanda colse, seppur in momenti diversi, di sorpresa sia Giuse che il sottoscritto.
Mia moglie, pensierosa, disse: non so ,non ricordo. Adesso che mi fai pensare’è un po’ di tempo, ma non ricordo da quando.
Anch’io feci la stessa riflessione. Effettivamente era un po’ di tempo che non facevo sesso :né con mia moglie ,né con altre, ma nemmeno da solo masturbandomi. Non ci avevo pensato. Era come se non avessi stimoli in proposito e non si hanno stimoli non si fa l’amore e tante altre cose.
Mia moglie disse: effettivamente è strano. Quando ‘rientra dalle sue missioni è sempre voglioso adesso è un po’ che non mi ‘cerca’ ed io non mi sento di fare la prima mossa. Sono stata educata che l’iniziativa si lascia marito. Se ha altri pensieri non si può obbligare.
Giorgio disse: ti devo confessare che non ha altri pensieri o non vuole; è colpa mia, o meglio è merito mio .Fin dalla prima cena fatta insieme dopo la partenza di ‘.gli ho messo nel bicchiere una sostanza derivata dal bromuro che quasi annulla lo stimolo sessuale. Il suo effetto è di lunga durata. Basta una dose: che sono pochi milligrammi insapori ed inodori e non visibili ,che per oltre un mese cadono gli stimoli. Io per prudenza, quando ceniamo insieme, gliela somministro una volta al mese.
Mia moglie: ma non è giusto
Giorgio: ti ho detto che avevo ben chiaro quel che volevo è questa era una delle azioni che servivano per farti mia. Sopperisco io al deficit di ,,,,.
Non ti preoccupare .Ad oggi non sei incinta, ma da oggi in poi farai periodicamente dei controlli di verifica con i kit che si comprano in farmacia.
Se vuoi puoi ‘parare’ l’eventuale maternità stimolando tu”.Vedrai farà grande fatica ad avere l’erezione e la sua produzione di sperma sarà scarsa, ma sufficiente per giustificare una maternità.
Adesso capisco . Effettivamente da un po’ tempo non avevo avuto o quasi stimoli sessuali, ma inizialmente avevo giustificato la mancanza con lo stress da viaggio e da lavoro.
Mi viene anche in mente quella notte in cui mia moglie, è stata una delle poche volte che è accaduto nella nostra vita insieme, si è messa a letto nuda attraendo la mia attenzione. Si è poggiata contro me e mi ha baciato ed una sua mano si è infilata nel mio pigiama(dormo senza mutande ,ma con il pigiama) ed ha carezzato ed impugnato il mio pene.
La doppia azione baci e carezze, ha dato qualche effetto ed il mio uccello si è risvegliato anche se solo parzialmente. Non avevo una bella erezione.
Dalla bocca di mia moglie è uscita una frase che pensavo di non aver ben capito: ho voglia.
Mi ha tirato su di sé ed aiutandosi con la mano ha condotto il mio uccello nella sua passera. Sono venuto quasi immediatamente e non mi sono neanche reso conto se ero venuto dentro lei o fuori.
Era finita così.
Mi ricordo del mio imbarazzo ,ma lei non ha detto nulla. Mi ha dato un bacio, si è girata e messa a dormire .Anch’io passato il ‘brutto’ momento mi sono messo a dormire. Il giorno dopo nessuno di noi ha ripreso il fatto.
Questa situazione si è ripetuta nel tempo anche altre volte, quasi mensilmente. E ripensandoci ogni volta era sta mia moglie ad approcciare’. . Dopo la solita defaillance mi dicevo: devo farmi ‘vedere’ dal dottore. In realtà non vi sono andato .
Dopo la confessione/rivelazione si addormentarono subito.
Fu per lei una notte diversa.
Giorgio si svegliò, dopo il suo primo sonno, dopo circa due ore. Mia moglie dormiva.
Si avvicinò a lei e sollevò il lenzuolo che li ricopriva. Guardo il suo armonioso corpo e con dolcezza ,mentre dormiva, la fece mettere di fianco a lui di spalle.
Impugnò il cazzo già duro e lo usò come un pennello tra le labbra del figa che presumo pian piano si dovettero bagnare e si schiusero. Mia moglie uscì, lentamente ed eccitata, dal sonno proprio nel momento in cui la stava penetrando.
Fece un oohh di piacevole sorpresa rimanendo nella posizione.
La chiavò per dieci minuti buoni fino a riempire la micetta del suo sperma. Poi le diede un bacio sulla nuca e si girò per ‘ritornare’ a dormire.
Lei come una gattina si stirò un po’. Si toccò la passera impregnando le dita del suo sperma le portò alla bocca, succhiandole con piacere e si riaddormentò beata.
Dopo circa altre due ore , medesima scena. Questa volta mia moglie era più presente.
Ciò permise a Giorgio di salire su lei alla missionaria e di scoparla facendo lingua a lingua.
Anche questo amplesso non superò i dieci minuti e si concluse con lui che veniva in lei.
Non riuscii a capire se anche lei aveva goduto in questi amplessi, certamente non le erano spiaciuti.
Si riaddormentarono nella posizione a cucchiaio. Lui, arcuato, accoglieva in grembo il culetto di lei mentre con una mano le reggeva/stringeva un seno.
Si svegliarono quasi insieme verso le otto della mattina.
La strinse a sé coccolandola. Lei faceva le fusa. Corpo a corpo. Viso a viso.
Lei era radiosa. Gli chiese: ma sei così sempre’.
Lui volle, forse, farla felice: solo con te.
Starti vicino mi dà una carica enorme. Sei così bella che vorrei sempre far l’amore con te.
Non mi credi? Guarda? E gli indicò l’uccello. Effettivamente era già in tiro. Non era al culmine ,ma era già diritto.
Lei allungò la mano, la sinistra, e lo impugnò. Teneva la mano ferma saggiandone la consistenza.
Lui disse: fallo; e la baciò inserendole la lingua in bocca.
Lei rimase ferma con la mano mentre iniziò a limonare con lui. Vedevo le lingue ‘giocare’
Quando, come in un riflesso condizionato cominciò a segarlo, ebbi un ‘tuffo’ al cuore e rimasi come ipnotizzato a guardare la ‘vera’ che sull’anulare di lei spiccava poggiata sull’uccello di Giorgio.
La mano e la ‘vera’ scorrevano su e giù sul cazzo di Giorgio e le loro lingue si attorcigliavano.
Il ‘gioco’ durò abbastanza.
Ritengo che quando lei lo sentì particolarmente pronto e senza richieste ed in completa autonomia staccò la bocca da lui e si piegò sul suo uccello.
Sega alla base e risucchiò in alto. Giorgio sussultava sul letto catturato da questo duplice attacco .
In breve lo portò all’orgasmo risucchiandogli l’anima.
Poi mia moglie si rialzò riappoggiandosi a lui. La bocca piena del suo sperma.
Lo baciò. Bocca a bocca si scambiarono lo sperma di lui.
Poi carezze e ancora baci. Non finivano mai. Ci volle del tempo prima che si alzassero. Prima si levò Giorgio. Quando lui fu ‘pronto’ per andarsene si alzò anche lei .
Giorgio le disse: ci vediamo stasera
Lei era ancora nuda. La baciò sulle labbra ed un’ultima sorpresa. Si piegò e le diede un bacio sulla micetta dicendole: grazie.
Poi andò e mia moglie si preparò per la giornata.
Io sarei tornato dopo una settimana.
La sera è quella in cui vi è la presenza di Aldo l’amico di Giorgio.
Giorgio arrivò a casa nostra nel tardo pomeriggio e le disse: Giuse per stasera ho invitato un mio amico conosciuto in Svezia che è per alcuni giorni in trasferta a Milano.
Dovresti preparare qualcosa da mangiare ed aggiunse e ‘ prepararti’. Ciò fece raddrizzare le mie ‘antenne’.
Cosa voleva dire? E prepararti’
Effettivamente anche Giuse gli chiese cosa volesse dire con ‘prepararti’ e lui disse: voglio che ti vesti ‘anzi andiamo insieme a vedere come devi vestirti stasera. Andarono nella nostra camera.
Intanto che parlavano Giorgio guardava gli abiti ‘appesi’. Trovò quello che gradiva.
Un vestito con il collo alla coreana lungo sino a sotto il ginocchio. Il colore era tra il blu ed il celeste ed aveva una lunga fila di bottoni che permettevano di ‘gestirlo’ come preferito.
Le fece mettere delle autoreggenti chiare e togliere il reggiseno e gli slip .Poi le fece indossare il vestito.
La guardò e le disse: stasera ti voglio così. Sei molto bella. Adesso qualche piccolo accorgimento.
Fu lui a sbottonarle gli ultimi bottoni in basso ed i primi in alto e a le dirle: cammina per la stanza.
Camminò.
Nel movimento, ad ogni passo, si intravedevano i bordi delle autoreggenti e un po’ più.
Le disse: piegati in avanti come a ‘servire’ a tavola. I suoi seni non trattenuti scivolavano in avanti quasi ad uscire dal vestito.
Non era certo un abbigliamento di una casta signora, ma mostrava grande sensualità senza cadere nella volgarità.
Lei provò ad obiettare, ma non vi furono ragioni. Sarebbe stato il suo abbigliamento per la cena.
Giunse la sera, ma prima dell’arrivo di Aldo, Giorgio dalla nostra camera da letto chiamò mia moglie.
Era già nella mise voluta da Giorgio. Era bella, da mangiare.
Giorgio la guardò soddisfatto e la fece poggiare con le mani sul bordo del letto.
Le fece divaricare le gambe e le sollevò il vestito sulla schiena. Era pronta da chiavare, ma non era quello l’obiettivo di Giorgio.
Lei attendeva aspettando un’azione di sesso , l’aperitivo della serata.
Giorgio prese un vasetto. Intinse le dita e prelevò un unguento.
Le disse questo è Shunga Giardino Segreto . Ti farà del bene. Glielo cosparse per bene sulla passera e in particolare intorno la clitoride, ma non trascurò il forellino (ormai foro) posteriore.
Finito.
Mia moglie abituata alle sue stranezze non disse nulla.
Le fece cadere la gonna in ordine; un bacio e lei tornò in cucina.
Interruppi la visione del filmato e feci una ricerca via internet di ‘ Shunga Giardino Segreto ‘.
Trovai la seguente dicitura: Shunga Giardino Segreto è ideale per le donne di tutte l’età che vogliono godersi un’esperienza sessuale più soddisfacente o per quelle che vogliono provare orgasmi più intensi e frequenti. Si tratta di una crema dalla formula unica arricchita di estratti naturali con L-Arginina, un amminoacido dalle proprietà vasodilatatorie che aumenta la circolazione sanguigna nella regione clitoridea intensificando il desiderio e l’eccitazione sessuale.
Cosa si proponeva Giorgio?
Aldo arrivò.
Ad occhio e croce aveva l’età di Giorgio. Più basso anche di mia moglie era di un certo peso nonostante la giovane età.
Viso pulito, capelli corti e pancia un po’ prominente.
Era felice di rivedere Giorgio e mostrò con le parole e gli sguardi la sua piacevole sorpresa nel conoscere Giuse .Non si aspettava certamente che fosse una donna si bella.
Capii dopo che era di già a conoscenza dei rapporti tra mia moglie e Giorgio.
Dopo i convenevoli di rito Giorgio e Aldo si sedettero sul divano in attesa che la cena fosse pronta.
Giuse si dedicò alla cucina ed iniziò l’avanti ed indietro per cibi e bevande dalla cucina alla sala di pranzo. Lei lavorava, loro chiacchieravano. Ad ogni passaggio Aldo non poteva esimersi dal guardare la gamba che fuoriusciva lunga dal vestito in cui si intravedeva il bordo delle autoreggenti.
Quando lei metteva i piatti a tavola, piegandosi, in egual modo, il suo sguardo era attirato dalle sue tette che sembrava dovessero debordare da un momento all’altro .Forse aspettava davvero che uscissero.
Mia moglie celava il suo imbarazzo, ma un certo rossore appariva sul viso. Cercava di gestire al meglio il corpo evitando movimenti improvvisi ,ma poteva sottrarre poco alla vista di Aldo.
Tutto era pronto e tutti si sedettero a tavola. Erano seduti in modo atipico: da una parte della tavola c’erano Giorgio e Giuse, dall’altra Aldo.
Mi chiedevo se la crema cosparsa sulle sue intimità stesse facendo qualche effetto. Esteriormente non pareva.
Durante la cena parlarono, mangiarono e bevvero senza esagerazioni. In apparenza appariva tutto nella norma, ma facendo attenzione potei notare che vi erano momenti in cui mia moglie aveva delle ‘specie di sussulti’. Analizzando il fatto potei verificare che questi erano coincidenti con la ‘sparizione’ dalla tavola della mano sinistra di Giorgio, quella più vicina a lei.
In quei momenti Giorgio le carezzava le cosce; ciò era intuibile anche se non visibile.
La cena terminò ed Aldo ringraziò Giuse per l’accoglienza ed accompagnato da Giorgio. Potei vedere che Giorgio gli parlava a bassa voce (non voleva farsi sentire da Giuse?). Interruppi la visione del video e facendolo ‘girare’ più volte ricostruii quanto gli a aveva detto.
Gli disse: tra venti minuti esatti rientra senza far rumore. Non vedrà, ma potrà sentire .Quindi silenzio. Ricordati quelle che ho detto: leccale la figa e strofinala con delicatezza all’inizio del suo lato destro. Godrà e ti darà tutto quello che vuoi ..e poi’ci sono io’.
Tornò da Giuse che , a parole, lo aggredì verbalmente.
Sei pazzo? Non sapevo come fare? Ogni volta che mettevi la mano tra le gambe mi sentivo impazzire. Non so se è colpa di quel che mi hai messo, ma vedevo le stelle, Mi veniva da gridare. Il desiderio che mi infilassi qualcosa dentro era pazzesco. Sono tutta bagnata.
Giorgio sorrideva aspettando che terminasse; poi tirandola sé le disse: adesso mi faccio perdonare.
Si strinsero e baciarono con fervore. Le mani di Giorgio sotto il vestito le stringevano il culo.
Si ‘staccarono’. Giorgio staccò una sedia dalla tavola e si sedette dicendole: tu sei pronta ,io ancora no. Il gesto a seguire fu più di mille parole.
Lei si inginocchiò e senza bisogno di nuove incitazioni gli estrasse il membro già parzialmente barzotto.
Ormai era una buona fellatrice . Questione di nulla ed il ‘ fungo’ era diventato pauroso ed esplosivo.
Lei lo guardava come al solito: sorpresa ad ammirata.
Erano pronti.
Giorgio non si scomodò le disse: ‘apri’ tutti i bottoni.
Bottoni ‘aperti’.
Un piccolo movimento di braccia ed era nuda. Meglio aveva solo le scarpe e le autoreggenti.
Giorgio con un segno la fece accomodare su lui. Mia moglie aprì le gambe e lentamente si sedette su quel grosso fungo.
Poi fu lei dare il ritmo alzandosi ed abbassandosi come meglio le piaceva. Giorgio a volte la teneva per i fianchi , a volte la teneva per le tette ed approfittava dei suoi movimenti succhiarle i capezzoli.
Continuarono sino a che mia moglie disse: vengo. Allora Giorgio disse: aspetta, facciamo un nuovo gioco. Sottrasse il cazzo alla figa e si alzò. La prese per mano e la condusse alla tavola. La fece poggiare per bene alla pecorina. Prese un banda. Una benda nera.
Le disse : voglio aiutare il tuo piacere e gliela mise sugli occhi.
Mia moglie era cieca. (Capii)
Non le diede il tempo di riflettere.
Le disse: con la benda sugli occhi puoi pensare di far l’amore con chi vuoi, e ‘ridendo’, anche con tuo marito. Lascia andare la tua fantasia. Immagina di essere dove vorresti essere’con chi vorresti essere’.
Intanto muovi il culo. Fammi vedere quanta voglia di cazzo hai.
Mia moglie, come una cavalla in amore, ondeggiò il culo aspettando, fremente, il cazzo.
Giorgio l’accontentò e glielo spinse dentro. Non a fondo, ma sufficiente perchè lei lo percepisse.
Erano passati i venti minuti.
Giorgio guardò verso l’ingresso e vide Aldo in silenziosa attesa. Gli fece un cenno con il capo. Sempre silenziosamente Aldo si avvicinò alla coppia di amanti in copula.
Era già nudo.
Giorgio disse a Giuse: un attimo e si tirò indietro lasciando Il suo culo e figa a bella vista di Aldo.
Lo scambio avvenne in pochissimi attimi.
Il cazzo di Aldo prese il posto di quello di Giorgio.
Le dimensioni del suo uccello non erano paragonabili a quelle di Giorgio, ma mia moglie iper eccitata non si era resa conto dello scambio.
Aldo dentro lei dava colpi su colpi facendola ondeggiare
Giorgio con l’uccello in tiro si godeva la scena. Stava a parte e si masturbava lentamente.
Poi volle partecipare ; si pose davanti a Giuse e appoggio il cazzo alla sua bocca. Mia moglie ,finalmente, si rese conto che qualcosa non tornava.
Erano due gli uomini che si stavano ‘occupando ‘ di lei.
Disse: no .
Fece per sollevarsi e scrollarsi di dosso Aldo e contemporaneamente si tolse la benda, ma Giorgio le diede un improvviso forte schiaffo.
Le disse: ferma troia.
Non ti muovere se non vuoi farti del male.
Giuse con gli occhi sbarrati, stupita della violenza ricevuta rimase immobile.
Giorgio a rinforzare il messaggio le diede un ulteriore schiaffo della stessa intensità del precedente. Lo schiocco fu ben udibile.
Il dolore bloccò definitivamente mia moglie.
Aldo riprese a scoparla, mentre Giorgio le forzò nuovamente la bocca riuscendo ad introdurvi l’uccello
Succhia puttana che lo sai fare bene. Ti avevo detto che avresti fatto nuove esperienze e così è.
Mia moglie spaventata subì.
Giorgio si rivolse ad Aldo: rallenta, se continui così mi vieni come un coniglio. Prima dobbiamo far venire la troia.(mia moglie).
L’amico gli disse tranquillo. Guardò il bel culo di mia moglie e disse: la cavalla ha un bel culo e diede una forte pacca sul globo destro. Fu l’inizio, alternò una pacca su un globo una pacco sull’altro. Ad ogni schiaffo mia moglie sobbalzava e la sua bocca con essa. Giorgio si preoccupò per il suo uccello, e se i denti avessero’
Si tirò indietro facendolo uscire dalla bocca. Anche lui fu preso dall’evento disse ad Aldo: tienila su. Le fece sollevare il busto tirandole i capelli verso l’alto e poi passò i capelli’ ad Aldo.
Mia moglie ora era con il busto arcuato verso l’alto e i seni erano spinti in avanti. Giorgio iniziò a colpire a mano aperta i suoi seni, anche lui in modo alternato.
Mia moglie era soggetta ad una tripla sollecitazione.
Era scopata e contemporaneamente ‘ sculacciata’ su chiappe e seno.
In breve sia seni che il culo assunsero un colore rossastro, Mia moglie gemeva, ma loro continuavano…
Quando si sentirono soddisfatti convinti ormai che mia moglie non avrebbe fatto alcun tipo di resistenza Giorgio disse: andiamo in camera da letto saremo più comodi.
La fecero sollevare. Ambedue avevano il cazzo i tiro.
La fecero mettere in mezzo ed impugnare un cazzo per mano e poi : portaci nella camera da letto.
Vi fosse stato solo il video(senza audio) sarebbe apparso una bella signora che si portava volontariamente gli stalloni in camera da letto.
Era una scena ‘ vedere mia moglie portare due uomini, un cazzo per mano, nella nostra camera da letto così come in diverso modo si portano i bambini all’asilo era incredibile.
Giunti in camera Giorgio disse a mia moglie: sul letto. Poi si sedette su una poltrona.
Disse ad Aldo: è tutta tua divertiti
Aldo eccitato e felice si allungo su Giuse . Le fece allargare le gambe e seguendo il suggerimento d Giorgio le allargò le gambe, si mise comodamente tra le sue cosce. La leccò e masturbò.
In breve mia moglie cominciò a provare piacere . Intanto Aldo strofinava il pene sul letto per mantenere con questa sorta di auto masturbazione l’erezione.
Quando sentì la figa di bagnata e disponibile si sollevò e facendo scivolare il corpo su quello di mia moglie si posizionò per penetrarla. Mia moglie in un barlume di lucidità : no, no, non hai il preservativo.
Intervenne Giorgio.
Cosa dici? Io o Aldo o un altro è lo stesso . Aldo è sano e se dovessi rimanere incinta cosa cambia? Se non e stato tuo marito uno vale l’altro.
Aldo non le diede il tempo di replicare guidò il cazzo sulla sua passera e si infilò in lei. Con la sua mole la schiacciava impedendole i movimenti.
Giuse faticava a respirare per il peso.
Aldo volle baciarla ma lei spostava il viso finchè una sberla le fece capire l’antifona.
Accettò la bocca e la sua lingua.
Aldo prese a muoversi con metodo e perizia e fu aiutato da mia moglie che (forse voleva chiudere al più presto l’atto)gli mise le gambe intorno ai grassi fianchi.
Ma Aldo non era uno sprovveduto voleva godersi al meglio la signora ,quali occasione avrebbe ancora avuto per?…
La scopò con metodo e a sorpresa si ritirò per quanto bastava.
Da quella posizione aveva a disposizione i due orifizi. Poggiò il cazzo sulla rosellina e glielo mise in culo. Mia moglie disse: no, ma lui era già dentro. Il suo culo era già stato abilitato da Giorgio per ben altri calibri non poteva certo essere quello di Aldo a crearle problemi.
Culo e figa
Glielo tenne in culo per poco poi ripasso alla figa .A mia moglie montò il piacere e ad un certo punto si lasciò andare godendo. A quel punto anche Aldo godette in lei. Poi beato si mise a rilassato al suo fianco.
Le mise la lingua in bocca godendosi gli ultimi istanti del piacere.
Lei dopo l’orgasmo rimase passiva accettando ,ma non partecipando
La quiete durò poco. Aldo non poteva rinunciare a quell’unica ,forse, opportunità.
Sollevò il suo grasso corpo mettendo l’uccello all’altezza del viso di mia moglie.
Un bel pompino per rimetterlo in tiro e poi una nuova scopata.
Cominciò alla pecorina, ma mia moglie volle girarsi. Allora Aldo provò come prima a mettere le sue gambe intorno ai fianchi .Ancora mia moglie si sottrasse e gli fece chiaramente capire che voleva essere presa alla missionaria.
Avere una figa così a quattrocchi può essere solo piacevole ed Aldo acconsentì con piacere.
Poi compresi perché mia moglie’
Aldo la stava scopando quando proruppe in una esclamazione. Cosa stai facendo?
Mi fai morire così. Sborro in un attimo.
Gli stava frullando l’uccello, Il famoso fremito.
Doveva essere stanca di Aldo, del suo scopare, della sua persona ed aveva pensato (con ragione) che con una bella ‘pompa vaginale’ avrebbe chiuso velocemente la ‘pratica’ dando grande soddisfazione ad Aldo.
Effettivamente, dopo un minuto, Aldo disse: è stupendo, non resisto e come se tante boccucce mi stessero succhiando l’uccello. Vengo…
Venne, riempendo di sperma per l’ennesima volta in quei giorni, la passera fertile di mia moglie.
Adesso Aldo era definitivamente kaput. Crollò sul materasso a fianco di mia moglie.
Lentamente si riprese. Si alzò e guardando con rincrescimento quello che doveva lasciare(mia moglie) si apprestò ad andarsene.
Giorgio gli chiese: soddisfatto? Dicevo il vero o no?
Aldo acconsentì.
Giorgio poi gli disse: la strada la conosci. Per favore quando esci chiudi bene la porta.
Aldo andò e si sentì in lontananza la porta d’uscita che si chiudeva.
Giorgio si rivolse a mia moglie: allora che ne dici? Piaciuto?
Giuse: bastardo infame mi hai trattato e fatto trattare come una puttana.
Giorgio: perché ? Forse non ti è piaciuto ,e non mi sembra’Oppure vuoi scegliere tu con chi scopare.
Se tu non avessi tolto la benda non ti saresti accorta della sostituzione . Mi pare che quello che conti sia scopare e godere. E ciò non è mancato.
Ti ho parlato di esperienze e ti confermo . La prossima sarà con tre uomini. Devi provare tutto.
Smettiamola con i finti rimorsi .
Hai ancora voglia? Dove lo vuoi?
E mostro ‘ il suo eccitato pene.
In figa o in culo?
No, dietro no, mi fai male.
Questa volta ti faccio contenta. Allargati la figa.
Mia moglie si mise in ginocchio, il culo verso il bordo del letto. Allargò le gambe e poggiò la testa sul letto. Poi con le mani si allargò la rosea ,intima, fessura.
Giorgio era già pronto. Non ebbe tentennamenti . Si poggiò ed in un unico movimento glielo infilò a fondo. Un oh di mia moglie accompagnò la penetrazione .
Lei portò una mano dietro vellicandogli i grossi coglioni. Aveva imparato’
In breve goderono in due. Vedevo il suo cazzo gonfiarsi con fremiti entro lei. La stava caricando di sperma.
Quel grosso cazzo le dava un grande piacere. Io non sarei mai stato in grado di darle le stesse sensazioni.
Fu una scopata veloce ,ma di reciproca soddisfazione.
Lo sperma di lui la riempì mentre lei veniva. Si misero fianco a fianco, viso a viso, un profondo bacio come da innamorati.
Ormai era in tutti i sensi la sua donna; di più: la sua adorante slave.
Vestiva come diceva lui, faceva quello che voleva lui. Scopava come la meglio puttana mantenendo la ‘forma’ di una gentildonna.
Sono esterrefatto e confuso. Quale sarà il nostro futuro?
Passata l’esperienza tutto tornerà come prima? O non riuscirà più fare a meno di tanto variegato sesso?
Ed io che ruolo ho/avrò?
Quello che mi sconvolge è come lei riesca ad agire in un doppio ruolo:
-moglie e madre solare, semplice e disponibile per la famiglia, il lavoro ..
-assatanata di sesso fuori dal talamo nuziale senza nessuna condivisione con me.

Giorgio si stava rivelando per quello che era un bastardo depravato e poi il seguito vi fornirà ulteriori particolari oltre a quelli che vi dirò ora.
Altro che innamorato. Lui era interessato ad avere una cagna per tutte le sue soddisfazioni e perversioni.
Una troia per tutti gli usi.
Il riuscirci con una donna bella e stimata ,come mia moglie, era per lui il massimo.
Fece una cosa che avrebbe potuto “segnare “ mia moglie per tutta la vita.
Si parte ormai dalla premessa, ormai condivisa da tutti, che mia moglie era ormai un giocattolo nelle sue mani e lui poteva fare ed ottenere da lei tutto. Proprio tutto.
Se si può usare in questi casi il termine plagiata.. così era.
Un pomeriggio erano a letto e si stavano godendo il post scopata. Innaturalmente quel giorno era stato molto dolce con lei. Si era comportato come un innamorato e le aveva donato un gran piacere sia fisico che “spirituale”.
C’era un motivo.
Finito le coccole, mia moglie si alzò dal letto ed andò in bagno per lavarsi. Poi tornò in camera per rivestirsi.
Giorgio la fermò e le disse: da oggi, salvo le funzioni corporali, dovrai sempre indossare questo sotto le mutandine .fino a che non ti dirò che puoi toglierlo.
Le fece vedere uno strano oggetto. Erano due cilindri di egual diametro ,circa tre centimetri uniti, da lo loro da un “filo” di plastica flessibile.
I cilindri non erano lunghi ,non superavano i cinque/sei centimetri.
Disse: uno lo terrai in figa, l’altro in culo. Il filo ,che era regolabile ,avrebbe permesso la giusta misura ad impedire che i cilindri entrassero completamente in figa o i culo.
Fu chiaro e duro fino in fondo. Le disse: tu sai che i buchi del culo e della passera si aprono al passaggio dell’uccello per poi richiudersi e tornare nella posizione originale quando l’uccello esce. Ciò avviene per la presenza di muscoli elastici
Adesso grazie a questi cilindri, che terrai sino a quando sarà necessario, i muscoli diventeranno in parte inelastici. Quando l’uccello uscirà, ed i buchi si chiuderanno, manterranno sempre un foro aperto del diametro dei cilindri.
Così avrò modo di scoparti ed incularti sempre senza fatica. Non avremo bisogno di aspettare la tua eccitazione per scoparti senza dolore. Usò il plurale e questa la diceva tutta sulle sue intenzioni.
La cagna non ebbe da ridire e colse il solo elemento positivo: fare sesso sempre, senza fatica. Giorgio le inserì i cilindri. Regolò le giuste distanze. La fece camminare per la stanza per verificare che tutto fosse ben fatto e fu soddisfatto.
Nel giro di un mese mia moglie avrebbe avuto la figa ed il culo sempre aperti. Gli uccelli sarebbero entrati in ogni occasione senza problemi. Lo svuotatoio era sempre più svuotatoio.
Seppi poi da una conversazione con un suo amico che lo strumento gli era stato suggerito da un magnaccia. Lo utilizzavano per le prostitute che così potevano fare sesso, con i clienti, senza provare dolore in mancanza di lubrificazione dovuta all’eccitazione.
Lui aveva voluto farlo a mia moglie non perché a lei mancasse l’eccitazione del sesso, ma perchè entrasse sempre più nel ruolo di gran troia.
Questo fu l’episodio più infame.
Oltre a quelli raccontati ve ne furono molti altri. L’elemento centrale era sempre il sesso.
Mia moglie era diventa un’ottima svuota cazzo, quello di Giorgio e non solo.
La prendeva in ogni modo desiderasse riempendola di sborra. Faceva specie inquadrare la sua figa o culo dopo il suo “passaggio” . I suoi fori erano voragini. La vedevo gridare e gioire mai stanca delle richieste dell’amante.
Tre episodi mi hanno “colpito” più degli altri. Il secondo vede la mia inconsapevole partecipazione.
Il primo….
Una sera Giorgio si presentò con una voluminosa borsa sotto il braccio. Alla richiesta di mia moglie su cosa fosse disse: una telecamera; voglio immortalare un nostro incontro.
Me lo rivedrò nei giorni in cui non potrò essere con te e mi farò delle gran seghe guardando i nostri amplessi.
Mia moglie comprese il pericolo di un video porno. E se l’avessero visto altri? E se fosse andato in giro? E se…..
Come al solito non servirono a nulla le sue richieste e suppliche.
Giorgio si posizionò nella nostra camera da letto . Piazzò al meglio la telecamera con tanto di cavalletto e poi chiamò Giuse.
Le disse preparati da gran troia. Le fece mettere un reggicalze nere con relative calze, mutandine nere e un reggiseno di pizzo nero. Sul biondo di Giuse l’intimo nero stava molto bene.
Lui si spogliò completamente e si sedette sul bordo del letto.
Accese la telecamera.
Le prime scene riguardavano il pompino che mia moglie, viso alla telecamera, gli fece per alzargli l’uccello. Poi in diretta le fece togliere le mutandine e la fece piegare, sedere alla telecamera, per ben inquadrare i suoi orifizi .
Finalmente si distese sul letto e Giuse, aiutandosi con la mano, fece entrare il pene in lei.
Da qui una lunga cavalcata. Si vedeva il grosso pene entrare ed uscire da lei.
Il viso godurioso di Giuse ed il suo bellissimo corpo riempivano la scena. Le parole oscene di Giorgio si sprecavano.
La più leggera? Troia.
La usò come meglio poteva. Le fece uscire le tette dal reggiseno e le tirava i capezzoli. Mia moglie si lamentava ,ma non si sottraeva.-
Fu un bel filmino porno. Bello per gli “attori”, non per altro. Fu una scopata. Si concluse con qualcosa di diverso solo nelle parole.
Lui le chiese: vuoi che ti sborro dentro?
E lei: si vienimi dentro.
Ormai era una consuetudine. La paura di rimanere incinta non la toccava più.
Le venne dentro ed ai fini delle riprese la fece poi sollevare lentamente tenendo in lei, nascosta, solo la punta del cazzo.
Lo sperma usciva dalla passera scivolando lungo il tronco dell’uccello.
Glielo rimise lentamente dentro per poi riuscirne. Lo fece alcune volte sino a che il cazzo parve pulito della sborra calata.
Il filmino era stato fatto.
Speriamo lo tenga davvero per sé.

Il secondo…..
Siamo tutti e tre sul mio letto matrimoniale. Io sto dormendo. Devono avermi drogato.(sonnifero).
Tornando indietro nei filmati ho visto il momento in cui Giorgio mi ha messo il sonnifero nel vino e quando assonnato li ho salutati e sono andato a letto crollando in un profondo sonno.
Loro sono rimasti in sala da pranzo e come lussuriosi amanti si sono scambiati le effusioni più profonde fino a rimanere nudi. Poi nudi, ridendo e tenendosi per mano, sono venuti sul letto sul quale dormivo.
Hanno spostato il lenzuolo che mi ricopriva e mia moglie mi ha calato il pigiama lasciando all’aperto il mio pene.
Si è messa alla pecorina e lui l’ha riempita del suo cazzo. Lei è piegata su me e vedo che ha il mio uccello in bocca. Mi sta facendo un pompino.
Sapevo che durante il sonno si possono avere delle erezioni. Scoprirò che si può anche godere senza risvegliarsi.
Mi fa un intenso un pompino, mentre dormo, fino a farmi sborrare. Io mi agito nel sonno indotto e devo aver provato piacere anche se al mattino non ho ricordato nulla
Lui la prende in giro: peccato che tuo marito non saprà mai del suo primo ed unico pompino.
Poi continua a chiavarla, sempre alla pecorina e le fa poggiare il viso sul mio. Mi infila la lingua in bocca. Io dormo , ma sento, come nel precedente pompino .
Le chiede se può sborrarle dentro. Lei infoiata sottrae la lingua alla mia bocca e gli dice: si ,sborrami dentro e mi rimette la lingua in bocca.
Lui : puttana; e le sborra dentro. Una grossa sborrata. Poi si è fatto pulire, con la lingua, il cazzo dallo sperma .
Per chiudere le ha fatto rimettere la lingua nella mia bocca facendomi provare il gusto del suo sperma.
Giorgio le dice: ho visto che alla fine ti è piaciuto farlo in tre. Mi sa tanto che avresti preferito un terzo attivo. Tranquilla non ti farò mancare un terzo e forse un quarto insieme. E se fossero di più per farti fare un record di scopata?

Il terzo….
Non furono solo parole ci fu anche questa.
Portò otto amici a casa . Se la scoparono insieme e a turno. La presero per ventiquattro ore di seguito, in tutti i modi. Segnarono su un foglio i pompini ,le chiavate e le inculate. Era una bambola di pezza che ciascuno usava come voleva.
Alla fine dissero che avevano fatto un record
Se ne andarono lasciandola stravolta, sfatta e distrutta sul nostro letto; coperta e riempita di sborra in ogni buco.
Non era più una giovine e distinta signora, ma una laida troia. Non racconto altro di questo poiché fu per lei, ed anche per me una esperienza devastante.
Vi furono altri episodi, ma in chiave minore.
E’ inutile continuare. Penso abbiate le idee chiare su quanto avvenuto. Un po’ di tempo è trascorso e siamo arrivati ad oggi(metaforico)
Oggi
Mia moglie è incinta. Me lo ha detto, ieri, sprizzando gioia da tutti i pori.
Ho finto, forse, la mia gioia. Non so se essere felice per questa tanto ricercata maternità o disperato. Le probabilità che sia io il padre sono prossime allo zero.
Nonostante quello che sin ora è successo amo ancora mia moglie.Ho deciso di prendere di petto la situazione. Dirò a Giuse che so tutto, di lei e Giorgio, senza entrare nei particolari di tutte le registrazioni.
Le imporrò di fare una scelta: lui od io . Sono convinto che sceglierà me. Penserò poi io a ‘eliminare’ Giorgio.
Se poi mia moglie non riuscirà a fare a meno del suo cazzo ( e senza che lei sappia ne avrò conoscenza) interverrò diversamente.
Se deve prendere cazzi, perché il mio non le bastasse, deciderò io con lei con chi. Sicuramente non sarà con Giorgio pena il divorzio.
Giorgio : faccia quello che vuole dei suoi filmati o foto ,ma dovrà aver presente che io so e sono pronto a denunciarlo anche se so che Giuse risulta consenziente e ci sarebbe poco da fare.
L’importante è che sparisca dalla circolazione. Un suo trasferimento, anche da me aiutato, sarà la cosa migliore.
Quello che posso fare, visto le mie conoscenze e rovinargli l’eventuale vita professionale in Italia; comunque, se necessario, posso anche passare a qualcosa di più forte.
Quanto vale l’incolumità fisica di un uomo oggi giorno?

Autore: 1945

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