Raccolta di racconti erotici per adulti e storie porno vere in italiano da leggere online scritte da varie autrici e autori

Gabriela

Ho conosciuto Gabriela per caso, leggendo un suo post su un forum d’attualità, e subito sono rimasto colpito dalla sua intelligenza e sensibilità.
Così le ho scritto una mail complimentandomi con lei, ma non sperando molto in una sua risposta che invece è arrivata la sera dopo.
Abbiamo cominciato a scriverci, all’inizio restavamo sul generico, ma col tempo ci siamo aperti sempre di più l’un l’altro.
Scopro così che è argentina e che in Italia per studiare, ma sono sempre più preso dalla dolcezza delle sue lettere, che trasmettono un amore verso il prossimo raro nei giovani d’oggi.
Fino a quando lei non mi ha chiesto dei consigli di fotografia e così le ho chiesto se per lei non c’erano dei problemi a chattare, in modo d’avere un dialogo più diretto, non conoscendo la sua preparazione in materia.
Gabriela dopo qualche tentennamento ha accettato lasciandomi il suo account MSN e la sera dopo ci siamo connessi per scambiare due parole.
Quello che subito mi ha colpito è che è stata lei a voler usare la web-cam, e appena l’ho vista mi è preso un colpo.
Gabriela è bellissima, una ragazza da copertina, con una naturalezza unica, non come quelle che sentendosi carine se la tirano neanche fossero delle top-model.
I capelli biondi e ricci fanno da contorno ad un viso acqua e sapone, molto fine nei lineamenti, appena sottolineati da un trucco leggero.
Dopo che mi sono ripreso dallo choc abbiamo cominciato a parlare, partendo dalla fotografia e passando dagli argomenti più disparati fino ad arrivare al sesso.
Così abbiamo scoperto che nessuno dei due aveva il minimo legame sentimentale, e se ciò e’ normale per me, l’ho trovato strano per lei, cosi’ giovane e bella.
Ad un certo punto lei mi ha chiesto il perchè non avessi da tempo una seria relazione, e così le ho confessato il mio ‘problemino’.
”Vedi Gabriela, io non è che sia molto dotato, anzi a dirla tutta ce l’ho proprio piccolo.”
“Si va bene, ma qualcosa avrai pur sempre in mezzo alle gambe, e poi non sono certo le dimensioni che contano.”
“E che è proprio come se non ci fosse, non è che non c’abbia provato, ma i risultati sono stati miseri, ho provato anche con una prostituta, non mi vergogno a dirlo, ma neanche lei è riuscita nel miracolo.”
“Ma allora cosa fai ?”
“Beh ho scoperto che ho un indole sottomessa e che mi piace essere passivo, anche se non sono mai stato con un uomo perchè in fondo non mi piacciono.”
Gabriela ha allora cominciato a stuzzicarmi, ma senza scadere in volgarità fino a chiedermi una prova tangibile di quello che dicevo.
“Non vorrai mica guardamelo ?”
“Sai la curiosità me l’hai messa, però se ti vergogni lasciamo stare.”
“No e’ che poi ti metti a ridere e io mi trovo in imbarazzo.”
“Guarda prometto, anzi giuro, che non riderò, qualunque cosa veda.”
Cosi’ mi sono alzato in piedi e mi sono abbassato i boxer facendole vedere il mio ‘pacco’.
Lei all’inizio è rimasta senza parole, vedevo che si tratteneva dal ridere come promesso, ma di certo non mi sarei mai aspettato quel commento.
“Nicola lo sai che ce l’ho più grosso io.”
Sono subito andato il tilt, all’inizio credevo si riferisse alle dimensioni del suo clito, ma pensandoci bene non poteva averlo così enorme. Poi con un po’ di coraggio le ho chiesto una spiegazione.
“Come ce l’hai più grosso tu, non è possibile.”
“Ma allora non l’hai ancora capito ?”
“Capito cosa, Gabriela spiegati meglio che non ci sto più capendo un bel niente.”
“Nicola io sono una trans.”
Me lo ha detto come se fosse la cosa più naturale del mondo, lei una bellissima ragazza con una mazza più grande della mia, anche se a essere sinceri non è che ci voglia molto a battermi per dimensioni.
“Dai non prendermi per il culo, tanto non ci credo.”
Lei non ha risposto, si è solo alzata e tirata su la gonna e giù il perizoma, mostrandomi un cazzo enorme.
“Cazzo ma allora è vero !”
“Certo stupidino, ora ci credi ?”
“Si e come non potrei.”
Dopo essersi riseduta ha cominciato a parlarmi di lei, ma nel mio cervello c’era solo la foto del suo pene, che anche se a riposo, mi aveva sconvolto.
Alla fine trovai il coraggio che forse non ho mai avuto.
“Gabriela, io ti devo vedere.”
“Perchè ?”
“Voglio essere tuo, il tuo cagnolino ti prego non dirmi di no.”
Lei ha iniziato a tentennare, la le mie richieste sono diventate tanto pressanti da farla cedere.
“Va bene, domani ho un paio d’ore libere, vieni tu da me, ma mettiti in testa niente sesso, prendere o lasciare.”
“Si d’accordo come vuoi tu.”
Così mi ha lasciato il suo indirizzo e ci siamo lasciati con la promessa di rivederci, questa volta sul serio, il giorno dopo.
Avrei subito voglia di mettermi un plug nel culo, ma perchè farlo, in fondo spero che domani lei mi prenda come sogno per tutta la notte

Prima di andare da lei mi preparo con cura, doccia, barba, un po’ di profumo non troppo forte, ma soprattutto mi depilo completamente, non lasciando neanche un pelo intorno al mio cazzetto e sul culo.
Quando arrivo mi apre con un sorriso, dal vivo è ancora più bella, e ci scambiamo un casto bacio sulla guancia.
Indossa un vestito corto che mette il risalto le sue lunghe gambe, i piedi sono esaltati da dei sandali con tacco a spillo che già sogno nella mia bocca, ma mi devo controllare, l’ho promesso.
Mi fa accomodare sul divano e cominciamo a parlare, ma finiamo subito sulle mie attitudini sessuali.
“Sai che non ho mai incontrato uno come te, cioè uno che vuole essere il mio cagnolino e cose del genere.”
“Vedi c’è sempre una prima volta” le rispondo sorridendo, ma in piena eccitazione.
“Però dimmi, cosa fa uno come te ad una donna ?”
“L’adora, amo leccare i piedi ed il sesso, anche senza ricevere niente in cambio.”
Gabriela si alza e mi tende la mano, l’afferro e mi ritrovo in camera da letto.
“Adesso spogliati, il mio cagnolino dev’essere nudo”
Non ci penso neanche due volte ed in batter d’occhio sono nudo davanti a lei che si è seduta su una poltrona.
“Ora fammi vedere come lecchi i piedi, sei il primo che lo fa, quindi in un erto senso li svergini.”
Mi inginocchio davanti a lei e le sfilo un sandalo, ha dei piedi molto affusolati e ben curati, e poi ha lo smalto rosso fuoco, il mio preferito insieme a quello nero.
Inizio a prendere in bocca in piede destro, lo lecco con devozione, la voglio far sentire la mia Dea, e lei dimostra fin da subito d’apprezzare quel trattamento.
Inizia a chiamarmi cucciolo mentre mi accarezza la testa, è dolce, dolcissima, come mai nessuna prima d’ora lo era stata con me.
La vedo come una donna, una splendida donna nel suo vestito corto che sto adorando.
Poi le si alza e si sfila il vestito, sotto è completamente nuda.
Ha un seno piccolo e sodo, i fianchi snelli, ma soprattutto una gran mazza che le pende in mezzo alle gambe.
E’ la donna che ho sempre sognato, femminile, sensibile, bella e porca con in più un gran cazzo da baciare.
Mi avvicino al suo uccello quasi timido, quindi lo prendo in mano, ma non resisto e lo porto alle labbra. Comincio a baciarlo sulla cappella, sento che s’indurisce e così inizio a metterlo in bocca, ma è davvero grande e faccio fatica a tenerlo tutto in bocca.
Lei mi mette le mani fra i capelli, ma non per scoparmi in bocca, ma per accarezzarli mentre io mi sento in paradiso, felice di farla godere come merita.
“Ora alzati, voglio sentire il tuo corpo.”
Non capisco, ma mi alzo lo stesso, Gabriela si mette dietro di me, sento il su cazzo fra le natiche, ma non mi penetra, ma accarezza il mio corpo facendomi eccitare come un pazzo.
Le sue mani sembrano quasi sfiorare il mio petto, la mia pancia, il mio piccolo cazzo, è un massaggio lento e sensuale che mi fa venire sempre più voglia di essere suo.
Poi si sdraia sul letto e mi dice di mettermi sopra di lei nel più classico dei sessantanove, solo che mentre io continuo a spompinarla, Gabriela si dedica al mio buchetto leccandolo in ogni suo anfratto. Lo lubrifica così prima di farmi sentire il suo dita dentro che mi scivola dentro senza che quasi me ne accorga. Il secondo invece lo sento, inizio a gemere sempre di più, per esplodere quando anche uno dell’altra mano mi entra dentro.
Ormai non resisto più, lo voglio, voglio il suo gran cazzo nel mio culo.
“Gabriela sfondami, ti prego fallo, sto morendo.”
Lei quasi mi scivola da sotto e si mette dietro di me, sento la sua cappella puntare il mio orifizio e quindi entraci dentro.
Mi penetra lentamente, con amore, facendomi sentire pochissimo dolore, ma un immenso piacere.
In quel momento mi sento un animale da monta, ogni suo colpo è lento e profondo, lascia dentro solo la cappella per poi rientrare con tutta l’asta facendomela sentire fino alle budella.
Sono tanto preso da non riuscire neanche a muovere un muscolo, in totale balia di quell’essere, donna e uomo nello stesso tempo, che mi sta ubriacando colla sua passione.
Ogni volta che lo spinge fino in fondo si ferma un attimo, le sue palle sbattono contro le mie come in un perverso massaggio, fino a che non mi viene dentro, riempendomi di sperma.
Rimaniamo così per un po’, io come un cagnolino, e lei dominante dietro di me, come se non volesse smettere di possedermi.
Ma la mia voglia non si è esaurita, quando esce da me mi butto su quello strumento di piacere e prendo a leccarlo. Ha il gusto del suo sperma e del mio culo, un odore unico di cui non sono mai sazio e così finisco per spompinarla di nuovo, questa volta fino a farla venire nella mia bocca.
Il suo orgasmo è così copioso che non riesco a trattenerlo tutto, qualche schizzo mi finisce in faccia, qualche altro cola dalla bocca, ma è proprio nel sentirmi troia che godo, ed ora lo sono fino in fondo.
“Ora però devi venire tu e come dico io.”
Mi fa sdraiare sul letto, e coi piedi mi massaggia il cazzetto.
Eccitato come sono vengo quasi subito, schizzando il mio poco sperma sulle sue estremità, che Gabriela mi porta alla bocca per farsele ripulire.
Bevo anche il mio orgasmo, non che sia molto, ma l’assaporarlo dal suo piede è fantastico.
Dopo lei si accende una sigaretta e si sdraia vicino a me.
“Allora Nicola, sei felice ?”
“Si sei divina, non ti lascerei mai.”
“Però devi farlo, fra poco ho un appuntamento.”
“Ma dimmi, quando ti potrò rivedere ?”
“Penso mai.”
“Come mai, dove devi andare ?”
“Nicola se non l’hai capito te lo spiego. Io sono una escort, faccio sesso per soldi, e non sono certo alla tua portata. Con te oggi l’ho fatto solo per piacere, mi hai fatto tanta tenerezza, non compassione comprendimi, che ti ho voluto fare mio, però ora il sogno è finito, spero tu non mi odierai per questo.”
Inutile dire che ci rimango di merda, ma almeno è stata sincera, su questo non c’è dubbio.
“Gabriela, non potrei mai odiarti, mi hai fatto scoprire un piacere unico, che non avevo mai provato prima. E pazienza se non ti vedrò mai più, quello che è successo oggi non lo dimenticherò per tutta la mia vita.”
Le do un bacio e mi rivesto, ho capito che il mio tempo è finito e non voglio essere d’impiccio.
Mentre torno verso casa vedo un sexy-shop, entro più per curiosità che per qualche motivo in particolare, ma poi vedo un dildo gonfiabile e mi fermo ad osservarlo.
Se da sgonfio ha una misura ‘normale’, gonfio è quasi mostruoso, lo immagino nel mio buchetto che lo allarga a dismisura e non posso fare a meno di comprarlo.
Arrivato a casa mi spoglio e mi butto sul letto col mio nuovo gioco, ma appena lo infilo non posso non dire ‘Si Gabriela, fammi tuo’.

Autore: Serena

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