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Claudia e l’affitto da pagare – Capitoli 1/2

“Sei sicuro di potertelo permettere?” disse Claudia nel vedere l’appartamento “Inoltre mi sembra troppo grande per una persona sola..” continuò lei, “Ma si non ti preoccupare e poi sarà abbastanza grande per quando deciderai di venire a viverci anche tu” a quell’affermazione Claudia si ammutolì preferendo evitare l’argomento. Stava bene con il suo fidanzato me era troppo immaturo e irresponsabile per un passo del genere, andare a convivere con lui avrebbe voluto dire fargli da balia tutto il giorno e lei questo non lo voleva. Iniziò tutto diversi mesi dopo quella conversazione, il ragazzo di Claudia sembrava riuscire a cavarsela tanto da convincerla a rimanere a dormire da lui nel weekend, fu proprio una domenica mattina mentre lui era in giro e lei in cucina a fare colazione che sente la chiave nella porta di casa, non poteva che essere il suo ragazzo di ritorno penso lei, ed invece si vide entrare un uomo maturo che poteva avere l’età di suo padre, anche lui rimase sorpresa nel vederla, evidentemente si aspettava di trovare il suo fidanzato. L’uomo si presenta dicendo di essere il proprietario della casa, e che il suo fidanzato era in ritardo con i pagamenti da diversi mesi così si era permesso di entrare per consegnargli di persona la lettera per l’avviso di sfratto aggiungendo che gliene aveva già mandati diversi nei mesi scorsi e questo sarebbe stato l’ultimo avviso prima di procedere per vie legali, Claudia imbarazzata per la vergognosa situazione non seppe cosa replicare limitandosi ad annuire in silenzio, l’uomo prima di uscire dalla porta si voltò indietro un’ultima volta guardandola da capo a piedi, Claudia arrossì solo in quel momento realizzò di essere rimasta per tutta la conversazione con solo una canotta ed un paio di slip bianchi, infuriata ed imbarazzata si mise a cercare in tutto l’appartamento i precedenti avvisi e proprio come temeva li trovò anche se ben nascosti. Dopo una lunga litigata con il suo ragazzo scoprì che aveva perso il lavoro da un paio di mesi e che stava cercando di recuperare, difatti era stato assunto ad un’altra azienda ma aveva bisogno di tempo giusto arrivare alla fine del mese in modo da prendere il primo stipendio. Per quanto volesse fargliene una colpa l’essere stato licenziato perché la fabbrica aveva chiuso non dipendeva da lui, quindi non poteva fargliene una colpa per essersi ritrovato in quella situazione. Così decide di provare a parlare con il proprietario dell’appartamento per cercare di prendere più tempo sperando che magari non sarebbe riuscito a dire no se glielo avesse chiesto lei. Così eccola a bussare alla porta del proprietario, abbastanza tesa pensando al modo migliore per chiederglielo sta quasi pensando che magari non fosse in casa quando vede la porta aprirsi “ah, è lei” Claudia sobbalza facendosi prendere dalla timidezza proferisce un timido “si.. ha due minuti? vorrei parlarle” l’uomo si volta verso la cucina “Sto preparando la cena, ed immagino già cosa vuole” Claudia non demorde insistendo “Beh potrei aiutarla con la cena e intanto spiegarle, sono un’ottima cuoca” sapeva che l’uomo viveva da solo, e poteva immaginare le sue cene a base di panini o cibo spazzatura, così l’uomo la fa entrare, Claudia si guarda intorno l’appartamento non è molto grande probabilmente più piccolo di quello in affitto al suo ragazzo, le basta uno sguardo e qualche indizio per capire che vive da solo, così entrambi si dirigono in cucina, Claudia lo fa sedere al tavola e si mette subito ai fornelli scambiando qualche parola di cortesia, nota subito lo sguardo dell’uomo sui suoi jeans, le stava fissando il culo ma almeno sembrava ben disposto ad ascoltare quello che aveva da dirgli. Claudia gli prepara qualcosa di semplice ma la mano da decisamente buono, lui le chiede di fargli compagnia mentre mangia, Claudia gli rispondi “La ringrazio, ma sera non ceno mai” così lui insiste di fargli compagnia almeno bevendo un pò di vino e quando aggiunge che così avrebbe potuto parlargli del suo problema Claudia si vede costretta ad acconsentire, si siede di fronte a lui mentre gli viene riempito un bicchiere di vino, così sorseggiando inizia a raccontare cosa è successo e spiegare i motivi del ritardo infine da chiedergli un paio di giorni in più di tempo, l’uomo è restio a farlo nonostante continuasse a fissarle il seno, così lei si vede costretta a civettare con lui per convincerlo sporgendosi in avanti e mettendo in mostra la scollatura del suo seno, Claudia aveva fatto centro l’uomo fissa la scollatura quasi ipnotizzato acconsentendo a concedergli un paio di giorni in più, Claudia è felicissima rimettendosi subito in maniera composta cosa che l’uomo non gradisce capendo di essere stato imbrogliato, nonostante ciò accetta la cosa accompagnandola alla porta ed è sull’uscio quando lei sta per salutarlo che dice “quindi mi aspetto che mi paghi tra due giorni” Claudia si blocca, aveva detto un paio di giorni ma intendeva qualche giorno in più, almeno una settimana, due giorni erano praticamente inutili, così si volta ancora una volta vedendo l’uomo andare a sedersi sul divano davanti alla tv e gli spiega che due giorni erano ancora pochi, “Beh se è ha trovato il modo di conquistare una ragazza come lei, riuscirà anche a trovare i miei soldi.. ora se vuole scusarmi avrei da fare..” dice iniziando a sbottonarsi i pantaloni, Claudia è incredula l’uomo si stava veramente sbottonando i pantaloni, probabilmente era solo un bluff per farla scappare via schifata, lei non gli crede ed era determinata ad ottenere più tempo per aiutare il suo fidanzato “Faccia pure, non mi scandalizzo..posso aspettare..” rispose lei immaginando che avrebbe vinto e ottenuto più tempo pur di dare a quell’uomo la sua privacy, lui fa spallucce e fregandosene mette fuori il pisello davanti a lei, Claudia resta a bocca aperta incredula che l’abbia fatto per davvero, la seconda cosa che la stupisce sono le dimensioni di quel pisello l’uomo era decisamente dotato tanto da farla eccitare, “Per favore non potrebbe darmi una mano?” chiede lei cercando di rimanere lucida creando inavvertitamente quel gioco di parole, l’uomo la guarda, “facciamo così, io ti do una mano concedendo 5 giorni al tuo ragazzo se tu dai una mano a me” A Claudia sembra di tornare ai tempi della scuola quando faceva le seghe ai compagni di banco in cambio, loro la facevano copiare nei compiti in classe era così che aveva sempre ottimi voti. “20 giorni.. in cambio di una sega..” propone lei imbarazzata, “10 prendere o lasciare” era arrivata fin lì non poteva arrendersi proprio adesso, così si avvicina sedendosi sul divano affianco a lui guardandogli il pisello, era decisamente più grosso rispetto a quello dei ragazzi che aveva visto, alza lo sguardo su di lui mentre timidamente glielo prende in mano tastandoglielo “15 giorni o mene vado” propone lei, l’uomo annuisce ed è così che lei inizia a segarlo. Sentiva quel cazzo diventarle sempre più duro in mano, non aveva il coraggio di guardarlo, cercando di essere indifferente fissando la parete mentre sentiva di bagnarsi fra le gambe, lui inizia a gemere proponendole “un mese di tempo che usi anche la bocca” lei lo guarda incredula, non voleva concedergli tanto anche a differenza di un mese non era sicura che 15 giorni sarebbero bastati, abbassa lo sguardo sul suo pisello che le sembrava essere diventato ancora più grosso ora, sarebbero bastati un paio di colpi con la bocca per farlo venire, sente la mano di lui dietro la nuca Claudia è indecisa se opporre resistenza e limitarsi a fargli una sega oppure concedergli un pompino e guadagnare così altri 15 giorni…

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