Raccolta di racconti erotici per adulti e storie porno vere in italiano da leggere online scritte da varie autrici e autori

Carmen

“Signora Di Carlo benvenuta all’Amnia.”
La ragazza che m’accolse alla reception era bruttina, con un naso fin troppo importante, ma almeno aveva un bel sorriso, e soprattutto sbrigò le pratiche per la registrazione al centro benessere in meno di un minuto.
Avevo da qualche tempo deciso di prendermi un paio di giorni tutti per me, e la scelta dell’Amnia mi era sembrata la più logica. Non solo mi permetteva di scegliere fra innumerevoli proposte di relax, ma potevo fare tranquillamente equitazione, pratica che da sempre ho amato considerandola un vero toccasana per lo spirito.
Così non persi tempo e, una volta arrivata nella mia piccola suite, indossai la mia personale divisa d’amazzone, per dirigermi alle scuderie. Essendo primavera inoltrata, sotto la giacca indossai solo una leggera maglietta bianca, e un reggiseno che sostenesse la mia quarta, ma del resto è tutto il mio fisico ad esser per certi versi abbondante.
Non solo sono alta più di un metro e ottanta, ma sono piuttosto ‘curvy’ con i fianchi un po’ larghi, ma senza un filo di grasso sulla pancia, mentre i lunghi capelli neri mi rendono forse ancor più appariscente.
Presi quindi il perizoma più microscopico che avessi messo in valigia, quasi avessi paura che si vedesse qualcosa sotto i pantaloni molto attillati che avevo scelto per la uscita a cavallo.
Una volta giunta alle stalle vi trovai solo un addetto, un bell’uomo alto poco di uno e ottanta, con i capelli scuri e corti, che si presentò allungando la mano.
“Sono Kevin, in cosa posso esserti utile ?”
“Piacere Carmen.” gli risposi stringendogli la mano “Sono appena arrivata e volevo sapere se si può uscire per una passeggiata con un cavallo.”
“Non c’è problema, hai qualche preferenza sull’animale ?”
“Basta che sia un vero stallone.” gli dissi passandomi un dito sul labbro inferiore per fargli capire subito le mie intenzioni.
Avevo infatti deciso di concedermi non solo un paio di giorni di relax, ma anche di sesso senza quella palla di mio marito fra i piedi, con solo veri maschi ben dotati, in grado di scoparmi sino a sfinirmi. Non che chi avevo sposato fosse messo male in quanto ad attributi, ma col passare del tempo i nostri rapporti si erano dilatati nel tempo, così avevo scoperto il piacere di ragazzi che magari potevano esser dei figli, in grado di farmi sentire femmina come piaceva a me.
“C’è un posto a qualche minuto dove potrai trovare ciò che cerchi.” mi rispose sellando un cavallo arabo “Però è meglio che t’accompagni io, altrimenti rischi di non trovarlo.”
“Molte grazie, va bene se prendo questo ?” chiesi indicando un bel quarter che mi piaceva parecchio.
Lui annuì e così poco dopo ci avviammo su una stradina che ci portò ad un ricovero per il fieno. Dopo che scesi da cavallo, Kevin legò entrambi gli animali, mentre io mi toglievo la giacca, e non solo per il caldo.
“Mi piacciono le donne decise come te.” mi disse prendendomi la mano per stringermi a sé prima di baciarmi.
Kevin voleva andare subito al sodo, così fece subito salire la maglietta per poi scoprirmi una tetta che iniziò a baciare concentrandosi sul capezzolo.
“Vedo che non ti piace perdere tempo ?” gli dissi infilandogli una mano sotto la maglietta.
“E credimi non piace neanche a me.”
La sua miglior risposta fu però l’aprirmi la lampo dei pantaloni per farli scendere insieme al perizoma a metà coscia, e palparmi con vigore le chiappe ormai nude.
“Hai un culo che è uno spettacolo.” mi disse dandogli un bacio.
Avrei voluto rispondergli che amavo usarlo senza ritegno, ma preferii tacere e lasciarlo fare. Lui iniziò a toccarmi con maestria la passera, tanto che mi ritrovai ben presto tanto eccitata, che arrivai quasi al punto di chiedergli di fottermi senza più alcun preliminare.
Poco dopo Kevin prese una coperta che mise sopra una balla di fieno, ma io invece di sedermi sopra, mi misi carponi allargandomi la passera con due dita.
“Hai detto che ti piace il mio culo, ma cosa mi dici della fica ?” gli dissi quando ormai avevo perso ogni freno inibitore.
“Che secondo me è tanto che non prendi del buon cazzo, ma stai tranquilla che oggi finirai l’astinenza, anche se non subito.”
L’uomo iniziò infatti a darmi lunghe leccate dall’inizio dello spacco, sino al buchetto, e per farmi eccitare ancora di più m’infilò il medio nella passera, facendomi gemere dal gran piacere. Non pagò di ciò cambiò il dito usando il pollice, che faceva anche roteare mentre entrava ed usciva dalla fica.
“Basta non resisto più, dammi il cazzo !” dissi non volendo raggiungere l’orgasmo in qual modo.
“Girati e prendilo.” mi rispose abbassandosi i pantaloni.
Quando mi voltai vidi la sua gran mazza quasi in erezione, e non mi rimase che prenderla in bocca per ricoprirla colla mia saliva. Mentre gli succhiavo il pene, non smisi mai di toccarmi fra le gambe, perché da sempre mi piace eccitarmi mentre faccio godere un uomo con la bocca. La mazza di Kevin divenne ben presto non solo di marmo, ma di dimensioni a dir poco considerevoli, un vero e proprio manganello d carne in grado di far godere qualunque donna.
“Che ne dici di scoparmi ?” gli dissi sdraiandomi di schiena sulla coperta, ed offrendogli così la mia passera.
“Eccoti accontentata.” mi rispose infilandomi tutto il cazzo dentro al primo affondo, ma del resto ero così bagnata che avrei potuto prendere qualsiasi cosa con la stessa facilità.
Non riuscii quasi ad emettere un gemito, che lui tirò fuori il pene per rimettermelo dentro con ancora più foga di prima, per scoparmi con un certo ardore sino a quando non ebbi il primo orgasmo.
“Cazzo ma quant’è che non scopi ?” mi domandò sorpreso dal poco tempo che avevo impiegato per venire.
“Troppo, ma adesso voglio rifarmi, quindi continua così e fammi tutto ciò che vuoi.” gli risposi mentendo.
Kevin continuò a penetrarmi con ardore, facendomi sentire non solo femmina, ma quasi una ninfomane alla ricerca di sesso senza limiti. Mi avvinghiai a lui come se avessi l’assurda paura che se ne andasse, lasciandomi sola con tutte le mie voglie, cercando in continuazione la sua bocca con la mia, anche per cercare di soffocare il volume del mio piacere.
Quando poi iniziò a far scivolare la cappella in basso, sfiorandomi così il buchetto, non mi bastò rimanere in silenzio, ma mi portai le mani sulle chiappe per allargarle il più possibile.
“Se vuoi il mio culo prendilo, ma non perder tempo con giochini senza senso.” gli dissi quasi sfidandolo.
A lui non parve vero che fossi io stessa ad offrirmi in maniera così sconcia e palese, ma poggiò la cappella contro l’ano, per poi farla entrare senza incontrare grossa resistenza.
“Vediamo quanto ci metti adesso a venire.” mi disse facendo entrare almeno metà della sua mazza nel retto.
Per tutta risposta spostai una mano per infilarmi tre dita nella passera, per potermi masturbare davanti ai suoi occhi. Iniziò così quasi una battaglia fra lui che mi sbatteva senza tregua, ed io che l’incitavo ad essere sempre più maschio.
“Girati così t’inculo come si deve.” mi disse ormai stanco di quella posizione.
“No sdraiati tu.” gli risposi alzandomi in piedi.
Kevin si mise al mio posto, così non mi rimase che inginocchiarmi su di lui, e impalarmi sul suo cazzo, che sparì dentro la mia fica in un attimo. Lo cavalcai il tempo necessario per ricoprirlo di nuovi umori, per poi farlo ritornare nell’entrata posteriore.
“Ti piace proprio prenderlo nel culo. Scommetto che ne vorresti un altro dentro la fica.” mi disse afferrandomi per il seno.
“Mi piace il tuo cazzo.” gli risposi “Quindi scopami e non pensare troppo.”
Alla fine mi ritrovai carponi come voleva lui, e fu un continuo entrare ed uscire da entrambe le porte del piacere, che mi procurò almeno un paio di meravigliosi orgasmi. Era come se una volta aperto il vaso di Pandora, e tutta la mia perversione repressa forse per troppo tempo, fosse fuoriuscita togliendomi ogni freno inibitore. Lui mi sbatteva tenendomi saldamente per i fianchi, continuando ad alternare fica e culo, ma sempre con un ritmo animalesco. A tratti sperai che passasse qualche altro cavaliere per poter avere ancora più cazzo con cui soddisfare le mie voglie, per ritrovarmi con quello di Kevin davanti alla faccia che stava per schizzare il suo orgasmo.
“Apri la bocca e bevi tutto.” mi disse spingendomi la nerchia fra le labbra.
Accolsi con gioia il suo nettare, che ingoiai senza alcun problema, lasciandogli il pene solo quando fu completamente pulito.
“Che cosa fai stasera ?” mi chiese mentre si rivestiva.
“Aspetto qualcuno che mi tenga compagnia alla dodici.” gli risposi mentre mi tiravo sui pantaloni.

Quella sera dopo cena tornai in fretta nella mia stanza, e mi spogliai per indossare solo una vestaglia corta e molto trasparente. Quando lui entrò verso le dieci, quel capo finì subito per terra, e mi ritrovai contro il muro con lui che mi metteva le mani dappertutto.
“Lo sai che quello di oggi è stato solo l’antipasto.” mi disse mentre mi prendeva da dietro.
“Lo spero perché non credo proprio che mi basti una sola scopata.”
Kevin si dimostrò un vero toro da monta, usandomi a volte come una bambola, ma facendo sì che godessi come lui.
“Mi piace veder ballare le tue tettone.” mi disse mentre mi scopava sul letto.
“E a me piace sentire il tuo cazzo dentro di me.” gli risposi senza alcun pudore.
Si fermò solo quando mi chiamò mio marito per chiedermi come andava, ma come comprese con chi parlassi, mi mise carponi per riprendere a fottermi peggio di prima, costringendomi così a tagliar corto la telefonata.
“Ma lo sa che è cornuto ?” mi chiese subito dopo che lasciai cadere sul letto il telefono.
“Sì e del resto lui si scopa la sua segretaria che è una mingherlina, tanto che a volte ho quasi paura che la rompa.
“Quindi siete una coppia aperta, dove ognuno fa quel che vuole ?”
“Sì ma a te che te ne frega ? Non ti basta scoparmi ?”
Kevin non disse nulla, ma mi sodomizzò come non aveva ancora fatto quel giorno, facendomi anche un po’ male, anche se il dolore sparì come un lampo.
“Sii così fammi godere !” gli dissi mentre mi masturbavo con diverse dita “E non credere che domani ti lasci a un’altra perché non voglio altri stalloni che te.”
“E chi la lascia una troia come te !” mi rispose dandomi uno schiaffo sulla chiappa.
Non so perché, ma quella sonora pacca sul culo mi gemere di piacere, così Kevin mi prese per i capelli per tirarmi a se, e continuò a sculacciarmi coll’altra mano.
“Voglio vedere il tuo culone diventare rosso.”
“A me interessa solo che dentro ci sia il tuo cazzo.”
Lui continuò a fottermi sino a poco prima di venire, quando si mise davanti a me, per schizzarmi il suo orgasmo direttamente in bocca.
“Bravo il mio troione che beve sborra.” mi disse sdraiandosi sul letto “Adesso leccami le palle e anche il culo, così dopo riprendo a sbattertelo davanti e dietro, tanto lo so che non vuoi altro.”
M’accucciai fra le sue gambe ed iniziai a leccargli sotto i testicoli, facendogli ritornare in poco tempo la mazza dura, dopodiché mi c’impalai sopra con la passera.
“Guarda che hai sbagliato buco.” mi disse quasi ridendo.
Per un po’ feci finta di non averlo sentito, poi quando mi resi conto che mi stava quasi disarcionando, gli presi la mazza in mano per portarmela sul buchetto, e quindi infilarmela nel retto.
“Vedo che hai capito, ora girati così ti vedo in faccia mentre fai la puttana da culo.”
Questa volta obbedii senza alcuna esitazione, anche perché piaceva anche a me vederlo mentre lo montavo come se fosse un cavallo. Kevin mi lasciò fare, ma alla fine mi ritrovai come prima a carponi, con lui m’inculava dandomi allo stesso tempo delle sonore manate sulle chiappe, senza mai smettere d’insultarmi ben sapendo che tutto ciò non faceva che eccitare ancor di più tutti e due. Le sue sculacciate non mi facevano male, o almeno non quanto il sentire le mie tette sbattere avanti e dietro ad ogni suo affondo.
Continuammo a scopare sino a rimanere senza forze, per poi addormentarci esausti, ben sapendo che il giorno seguente saremmo stati di nuovo insieme.
E ben poco vestiti.

Autore: Serena

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *